asa nisi masa: Piccolo promemoria riguardo alcuni eventi che dovranno accadere
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Piccolo promemoria riguardo alcuni eventi che dovranno accadere

La scomparsa di Lou Reed occasiona una rilevante constatazione empirica: lo sconvolgente fenomeno della morte.

19 Nov
2013
asa nisi masa

La spiacevole morte di Lou Reed ha motivato in questi giorni moltissimo materiale inerente al suo percorso artistico o esistenziale, così come ha causato un vero e proprio bombardamento emotivo attraverso i social network, che non ha risparmiato nemmeno i cattolici saluti del cardinale Gianfranco Ravasi e del Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni.
È importante, però, rimanere sempre lucidi. È importante capire cosa sta succedendo e cosa accadrà a breve.
La scomparsa di Lou Reed infatti, oltre a lasciarci un vuoto incolmabile e a impoverire il mondo, occasiona una rilevante constatazione empirica: lo sconvolgente fenomeno della morte.
Secondo la scienza la definitiva conclusione delle funzioni vitali di un organismo determina l’evento della morte. Anche chi in questo momento vive, può avere consapevolezza della morte non trovando più fisicamente in nessun posto del mondo persone che prima erano vive e ora invece non lo sono più; proprio come Lou Reed. Chi è molto curioso può provare direttamente l’esperienza della morte, o qualcosa di simile, guidando «come un pazzo a fari spenti nella notte, per vedere, se poi è tanto difficile morire» come diceva Battisti; chi invece non è affatto interessato a certe tematiche e vive la propria vita con scanzonata lungimiranza dovrà, a quanto pare, ricredersi perchè prima o poi la morte coglie tutti; anche Lou Reed.
Il nostro Lou ci ha lasciato all’età di 71 anni, era nato nel 1942 e anche se, fortunatamente, il suo caso particolare non stabilisce una legge universale, giungere a essere settuagenari è comunque un traguardo importante. Quello che deve insegnarci la morte di Lou Reed è che anche le rockstar muoiono, quindi volendo azzardare un pronostico, più o meno imminente, di quello che accadrà al mondo del rock più classico e mainstream coevo al grande musicista americano possiamo dire che la situazione appare piuttosto drammatica. Passiamo alle previsioni.
Pensando alla musica rock è impossibile non pensare ai Beatles e agli unici due loro membri rimasti in vita: lo storico batterista Ringo Starr, classe 1940 e di Paul McCartney nato nello stesso anno di Reed, che evidentemente in radicale opposizione con quanto andiamo dicendo, ha appena sfornato il suo ultimo disco intitolato New. Del 1943 invece sono Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones, i diretti antagonisti dei Beatles. Nonostante siano un anno più giovani del caro (estinto) Lou, a vederli sono quelli che più ci mettono in allerta data la loro, chiamiamola “energia”, che fino a pochi mesi fa hanno sprigionato sui palchi; stesso dicasi per Iggy Pop del 1947, altro dinosauro scatenato. Buona parte della tensione che si prova ad assistere ai loro concerti è motivata dalla continua sorpresa che il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare genera a ogni loro respiro. Sempre il 1947 è la cosa che accomuna sia il “duca bianco” David Bowie che Elton John (oltre ai soldi, tanti); mentre “the boss” Springsteen, che come sappiamo è nato per correre e in America, è del 1949.
Non proprio dei giovanotti anche i due membri fondatori rimasti in vita dei Pink Floyd, Roger Waters e Nick Mason, rispettivamente del 1943 e del 1944 e, né tantomeno, i tre Zeppelin che sono nati tra il 1944 e il 1948, anche se Leonard Cohen rimane imbattuto essendo nato nel lontano 1934.
I personaggi menzionati e altri loro coetanei hanno vissuto tra stravizi e droghe di tutti i generi, cose queste che non devono fare un gran bene all’organismo considerando le morti per overdose, o giù di lì, avvenute anche solo nei Settanta. Oltre a questo, il tempo passa e gli anni si fanno sentire nonostante qualcuno nel 1974 cantava Forever young.
Non per cinismo, nè tantomeno per ironia, ma la domanda che sorge spontanea sembra curiosa su chi sarà il prossimo. Chiunque sarà, ci auguriamo solo che ci lasci il più tardi possibile.
Forever young… speriamo!

Riccardo Papacci
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