Immergersi nel mondo di Viola Pantano, circondarsi del suo immaginario con una visita alla mostra Promised Gravity, o anche solo osservare attentamente una delle fotografie che la compongono, vuol dire collocarsi al cospetto dei soggetti ritratti e unirsi a loro in una dimensione al limite tra spazio e tempo, dove un interminabile attimo di pura e sconfinata immaginazione viene trasmesso con nitida maestosità. Un luogo dove se si ha la volontà di abbandonarsi, si troverà un invito a godere del viaggio creato da un’artista la cui arma più preziosa è la capacità di sognare.
Un elemento determinante del progetto Promised Gravity è la tecnica di assemblaggio digitale degli elementi visivi, in gergo tecnico compositing, che ripercorre il fenomeno tutto dei giorni nostri della creazione di realtà parallele citando elementi del quotidiano. Figlia dell’epoca virtuale, Viola si impossessa delle tecniche necessarie e fa gioco di questa operazione ridefinendola
per crearsi un mondo privato e silenzioso, dove anche elementi di disturbo della vita moderna vengono trasformati in armoniosi partecipanti al momento sognante.
I luoghi scelti per l’ambientazione di tali istanti sono sempre luoghi dimenticati dalla società: la loro natura alienata aiuta a distaccarci dal reale, e al tempo stesso il loro impressionante fascino ci fa scorgere il potenziale trascurato di questi luoghi inutilizzati. Il bisogno da parte dell’artista di elevarsi da tali fardelli del presente l’ha portata al desiderio di un metaforico superamento della forza di gravità per potersi abbandonare alla leggerezza dei sogni, con la speranza, attraverso l’arte fotografica, di fissare nel tempo quella sensazione liberatoria di quando non si hanno i piedi ben saldi a terra. Ma con estrema naturalezza e libertà Viola mette in discussione anche la stessa fissità attribuita alla fotografia, avvicinandosi ad un risultato finale che ricorda le qualità del video: i soggetti vengono ritratti in un lasso di tempo
dando così la sensazione di osservare lo svolgersi di un evento. E se lo spettatore riesce con successo a lasciarsi andare all’effimero teatro di Viola Pantano, la promessa della gravità sarà una promessa che non vorrà mai vedere mantenuta.
Di Charlotte Cirillo
Promised Gravity di Viola Pantano
dal 19 novembre al 18 dicembre
Perlini Arte | Riviera San Benedetto, 56 – 35139 Padova (IT)
+39 392 3997551 | padova@perliniarte.com
Gravity does not exist, 2010 – 70X105 cm – edition of 5 – Stampa su carta Hahnemuhle – DiBond.
Giarre (CT), la cosiddetta Capitale dell’incompiuto che ospita l’Anfiteatro con centro Polifunzionale a Trepunti (un miliardo di lire). Una struttura maestosa nell’abbandono totale.
Consonno Soap Bubbles, 2010 – 100X150 cm – edition of 5 – Stampa su carta Hahnemuhle – DiBond.
Consonno (Lecco, Brianza) paese fantasma, interamente abbandonato.
Sorse probabilmente nel Medioevo e rimase un piccolo borgo agricolo di 200-300 abitanti fino all’8 gennaio 1962 quando l’industriale Mario Bagno comprò l’Immobiliare Consonno Brianza, che possedeva tutte le abitazioni del borgo. Il paesino venne completamente demolito, eccetto la chiesa di San Maurizio, la canonica e una casa adiacente, e tutti gli abitanti furono costretti ad andarsene.
Al posto dell’antica Consonno fu costruito quello che doveva essere nelle intenzioni di Mario Bagno, il suo creatore, un grande centro commerciale e di divertimento, facile da raggiungere perché a poca distanza da Milano. Furono quindi costruiti edifici commerciali e di intrattenimento nelle più svariate forme architettoniche: una galleria commerciale arabeggiante con minareto, che nell’ultimo piano ospitava dei piccoli appartamenti per le vacanze, una pagoda cinese, un castello medievale come porta di ingresso, oltre a un hotel di lusso, il Plaza. Venne addirittura spianata la collina di fronte al paese per migliorare la vista panoramica verso il Resegone. [Fonte: Wikipedia]
Promise of Gravity, 2010 – 100X150 cm – edition of 5 – Stampa su carta Hahnemuhle – DiBond.
Ex stabilimento Prinz Bräu Ferentino (1965-1981).
Il gruppo tedesco Rudolf-August Oetker di Bielefeld (Germania) decide di investire nel mercato italiano della birra. Il nome della birra è Prinz Bräu e utilizza un logo specifico per l’Italia, per distinguerlo da quello tedesco utilizzato dalla Binding Brauerei Ag (Oetker) producendo la birra su licenza della Prinz Bräu Gmbh (Oetker) di Dortmund (Germania).
Tra i tre costruiti, Il terzo stabilimento viene realizzato nel 1965 in via Stazione 140 a Ferentino (FR) con società di nome Prinz Bräu Ferentino.
La principessa delle birre, che di tedesco aveva solo il nome, provò ad attentare all’egemonia della Birra Peroni con scarsi risultati. Aveva tre stabilimenti di aspetto simile e localizzati tutti e tre a bordo autostrada: Bologna, Ferentino, Bari.
Gli stabilimenti sono ancora lì con diversa destinazione. Quello di Ferentino è totalmente abbandonato da molti anni.
A spacewalk on earth, 2010 – 70X105 cm – edition of 5 – Stampa su carta Hahnemuhle – DiBond.
Nel caso di A spacewalk on earth il perfetto palcoscenico era senz’altro la visione e l’intuizione celata nella Casa Albero di Giuseppe Perugini. Quest’ultimo, tra il 1967 e il 1971 è stato in grado di lasciare un’impronta architettonica capace di proiettarsi verso un’estetica della vita, della bellezza e della funzionalità, che può risiedere solo nel futuro.
Il mio dovere una volta imbattutami in questa meraviglia brutalmente abbandonata è stato di riabitarla visivamente per un attimo che congelato può durare per sempre.
Spero che come io sono stata elettrizzata dall’energia di questo intervento di generazioni passate, lo possano essere anche gli altri.
La mia non è un’affermazione, ma è piuttosto un invito a fare una passeggiata spaziale ad altitudine 0.
[Link 1; link 2; link 3]
Eden V – Ghost Ship, 2011 – 70X105 cm – edition of 5 – Stampa su carta Hahnemuhle – DiBond.
16 Dicembre 1988, Marina di Lesina, Gargano: la nave Eden V si arena concludendo sulle coste pugliesi il suo viaggio dal Libano.
Eden V (3.119 tonnellate di stazza per 95 metri di lunghezza) è stata abbandonata dal suo comandante e dal suo equipaggio il 16 dicembre del 1988 per cause ancora sconosciute.
In quell’anno è esploso il caso di rifiuti tossici italiani portati in una incredibile quantità in Libano. Secondo le inchieste, la Eden V potrebbe essere stata implicata nelle manovre che furono avviate per smaltire l’immensa quantità di rifiuti di proprietà italiana, stipata in migliaia di container e fusti dal contenuto tossico, che provocarono l’avvelenamento di decine di libanesi.
Oggi, 22 anni dopo, abbiamo: 3 km di costa pugliese inquinata da 123 barili arrugginiti e maleodoranti e un numero imprecisato di altri barili, sepolti sott’acqua, lungo 80 km di costa.
L’azienza sanitaria di Foggia/1 dichiara: «Nei cumuli di scorie sono stati rilevati 1.700 becquerel (unità di misura della radioattività n.d.r.) per chilogrammo di sostanza. La soglia di rischio per l’essere umano è stabilita convenzionalmente intorno ai 100 becquerel».
Dagli archivi degli ospedali locali emerge che: sulle popolazioni del Gargano (220.000 residenti) e di Capitanata (800.000 cittadini) le leucemie mieloidi e i tumori alla tiroide sono superiori del 50% alla media nazionale.
Questa è la responsabilità con cui il governo italiano gestisce lo smaltimento dei rifiuti tossici e scorie nucleari?
Mi domando, davanti al relitto, in un’atmosfera di irreale sospensione, in un vuoto indecifrabile. [Vedi anche Quella nave insabbiata, l’inchiesta di Rainews24]
BIO: Viola Pantano, classe ’87, è nata, vive e lavora ad Alatri in provincia di Frosinone, uno spazio suburbano dove la contemplazione del rapporto uomo-natura e realtà-immaginazione alimenta inevitabilmente il suo operato. Il suo percorso artistico inizia con la danza a fianco della coreografa Alessia Gatta, ideatrice del progetto Ritmi Sotterranei, un’esplorazione sperimentale di danza espressiva che verrà presentata durante il vernissage della mostra. Il coinvolgimento sempre più diretto con la ricerca dell’espressione contemporanea spinge Viola all’approfondimento di varie arti visive quali la pittura, la video arte e la fotografia, rendendola un personaggio estremamente multiforme ed eclettico.
www.violapantano.com





