Sonniloqui
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Sonniloqui

«?Ho sempre creduto che viva imprigionato in qualche angolo del cervello lo Spirito dei sogni.»

??Accade di notte che regna il silenzio, quando tutto si ferma e persino il sole lascia il campo alla triste monotonia della scala di grigi.?
Accade di notte, quando un velo di misticismo avvolge ogni cosa priva di vitalità e colore, che ci si ritrova soli con se stessi a tirare le somme della giornata appena trascorsa.
?Accade sempre di notte che si piomba all’improvviso in uno stato di incoscienza psico-fisica definito sonno, la manciata di ore che il corpo pretende per ricaricare le pile e proseguire il gioco della vita.?
Non so ben spiegare perché la mente non segua l’esempio del corpo, continuando imperterrita la sua attività, dando vita ai sogni.
?Ho sempre creduto che viva imprigionato in qualche angolo di cervello lo Spirito dei sogni. Generato dalla mente ma ribellatosi a essa, un po’ come l’uomo con Dio. Detiene alcune delle capacità della mente stessa ma con potenzialità limitata. È un narratore di mestiere che lavora di notte e si riposa di giorno. Costruisce storie inventando personaggi e ambientazioni. Intreccia situazioni ambigue in universi inesplorati. Delle volte però si rifornisce all’archivio della mente limitandosi a cambiare il finale o i personaggi di storie già vissute. ?Da vero burlone scrive i suoi appunti sulle pareti del cervello per tutta la notte, sgattaiolando via a nascondersi non appena fiuti il risveglio dei primi organi.
??Lo spirito che risiede nella mia testa deve aver corrotto anche la bocca che si sveglia con lui. Si lascia andare a discorsi interminabili dai toni non sempre pacati. Frasi che rincorrono altre frasi di lingue ancora da identificare e decifrare.??
Da qualche mese ho iniziato a raccogliere il materiale che lo Spirito dei sogni lascia tra le pieghe della memoria. Al risveglio riordino i ricordi, appuntando le fasi salienti di storie apparentemente prive di senso. Ricalco i tratti dei volti di persone mai viste, ridisegno la silhouette di animali fantastici. Smonto e rimonto i pezzi sperando in un filo conduttore, in una traccia di razionalità. Divido parole, accatasto lettere che fluttuando perdono pezzi e ne acquistano di nuovi. Si trasformano generando nuove lettere, nuove parole di nuovi linguaggi. Proprio come accade nei miei sonniloqui.
?Così si fondono insieme immagini e frasi misteriosamente, come altrettanto misteriosamente si accende la scintilla che dà vita al sogno. Tutto sembra privo di quel senso che io continuerò a cercare.


Domenico Romeo nasce a Palmi nel gennaio 1988. Dopo aver concluso il liceo scientifico si trasferisce a Roma per intraprende gli studi di giurisprudenza. Nonostante proceda con buoni risultati, decide di svestire i panni del giurista per tuffarsi nel mondo delle arti visive, ambito nel quale è stato coinvolto sin da adolescente. Attualmente frequenta il secondo anno del corso di graphic design allo IED di Roma. Parallelamente al suo corso di studi coltiva l’interesse per l’illustrazione, la calligrafia, la pirografia e l’incisione di diversi materiali.?
domenicoromeo.tumblr.com

Domenico Romeo
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