That’s all, Folks!
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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That’s all, Folks!

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La musa di questo progetto è stata la società contemporanea che in ogni suo aspetto ha saputo fornirmi tematiche a cui ispirarmi. Partendo da…

That’s all, Folks! è un progetto fotografico nato nel 2010. La musa di questo progetto è stata la società contemporanea che in ogni suo aspetto ha saputo fornirmi tematiche a cui ispirarmi.
Partendo da Fabbrica (che considero l’incipit del progetto), ho indagato sulla natura dell’uomo contemporaneo che ha voluto sempre di più adeguarsi ad uno stereotipo sociale precostituito, perdendo pian piano ciò che in esso c’era di umano, diventando prodotto della sua stessa epoca.
Così, Fanella (una bambola degli anni ’70) diviene il modello estetico a cui voler assomigliare e la cena non è più un

momento di aggregazione familiare ma ognuno sta per se, la teenager con l’Ipod e il ragazzino con il video games.
Dall’era della globalizzazione al mondo del lavoro, dalla famiglia alla chirurgia estetica il progetto è un’analisi sul mondo contemporaneo che non assume toni di condanna o denuncia. L’ironia, la satira di queste immagini palesano l’artificio, la finzione a cui il nostro quotidiano ci ha abituati.
L’uso dell’autoritratto, la mia presenza costante all’interno di ogni scatto non fa altro che porre l’accento sulla finzione a cui prendiamo parte aderendo a modelli preconfezionati.
Ci basta solo scegliere il ruolo da interpretare.
Credo che That’s all, Folks! sia un lavoro estremamente popular, racconta l’universo quotidiano di noi tutti e non lascia spazio ai fraintendimenti a cui l’arte contemporanea ci ha abituati. Da qui il titolo: That’s all, Folks! È tutto gente!


BIO: «Nel 19 gennaio del 1981, mentre a New York Francesca Woodman si toglieva la vita gettandosi dalla finestra del suo appartamento, a Napoli io venivo al mondo.
Ventitré anni dopo mio padre assecondava il mio destino regalandomi una Nikon f10 trovata in un vecchio cassetto.
Lentamente la fotografia mi sedusse.
Dopo alcuni mesi l’
apparecchio sostituì quella che era stata la mia prima
passione: la pittura. Dimenticai presto l’odore della trementina e le unghie sporche.
Così ho cominciato ad autoritrarmi perché non avevo una modella.Oggi non saprei più farne a meno.»

Laureata in fotografia presso l’ Accademia di Belle Arti di Napoli nel marzo 2010.
Oggi ha al suo attivo diverse pubblicazioni e mostre collettive. Inoltre, nel 2010 riceve due importanti riconoscimenti; con
Fabbrica vince il Premio Nazionale delle Arti nella sezione fotografia e Madre (sua prima esperienza video), si classifica prima al Premio Celeste nella categoria video.
Attualmente Paula Sunday vive e lavora a Napoli.

www.paulasunday.com

Paula Sunday
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