Dark Was the Night, Cold Was the Ground / Les Fleurs de la Nuit – Federico Gnoli / Domenico Romeo
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Dark Was the Night, Cold Was the Ground / Les Fleurs de la Nuit – Federico Gnoli / Domenico Romeo

Perché i fiorai sono aperti di notte?

Ambivalenze, contrapposizioni, zone d’ombra da cui scaturisce il vociferare, il non detto che tutti sanno, le leggende metropolitane. Un fenomeno diffuso ma localizzato, che mette in luce quel modo tutto romano di trovare scappatoie fantasiose pur di evitare di diventare seri, responsabili e rispettabili.

Questa logica secondo cui le più bieche attività umane si rivelano essere un’opportunità di business, non poteva tralasciare la vera, universale ed infallibile leva per far soldi: il sentimento.
A Roma, la notte, il simbolo del romanticismo diviene oggetto di fantasticherie dal sapore dell’illegalità: si sa, i fiorai rimangono aperti la notte perché – leggenda vuole – lì si spaccia. Suggestioni e sfumature di questo mistero sono il fulcro di Dark Was the Night, Cold Was the Ground / Les fleurs de la nuit.

 

Da qui si è partiti. Attraverso un’indagine on the field Dude, Federico e Domenico hanno scoperto che di notte, lì ai chioschetti di fiori, non ci sono spacciatori, bensì immigrati, non troppo in regola, che per guadagnare qualcosa fanno la guardia ai fiori. Di notte non si vende molto, però meglio pagare qualcuno che sorvegli fiori e attività commerciale piuttosto che gettare via la merce invenduta: sembra essere piuttosto arduo riuscire a riporre entro un baracchino quello stuolo di boccioli dai mille colori e profumi che abitualmente invade i marciapiedi romani.

 


Di questo fenomeno atipico da cui scaturiscono fascinose insinuazioni, Federico ha catturato scampoli di vita urbana che cristallizzano realtà antitetiche: paesaggi metropolitani notturni su cui si stagliano distese di brillanti colori, luoghi superficialmente ritenuti pericolosi che si svelano in tutta la loro romantica quiete.


Nel lavoro di Domenico ritroviamo questo leitmotiv di contrapposizioni tra l’oscura, sfuggevole ed inconsistente interpretazione e la chiara, vitale e tangibile realtà. La sua illustrazione è la duplicità che si concretizza nel simbolismo di un fiore: il crisantemo, “fiore dei morti” in Europa, “fiore della vita” in oriente (per scoprire dove trovare le t-shirt scrivi qui).

 

Un progetto nato dal mistero di un nebuloso spaccato di quotidianità romana, che attraverso una lettura più profonda aspira a tramutare un banale frame urbano in un duplice prodotto artistico.

Dude Mag
Decennio nuovo, rivista nuova.
17 Lug 2012
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