Dieci immagini del 2014 che conserveremo nella nostra memoria
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Dieci immagini del 2014 che conserveremo nella nostra memoria

Cosa ne sarà di questo 2014?

Che il pensiero abbia una stretta relazione con le immagini non è una novità. Lo sa bene la società contemporanea che ne riempie le pubblicità, le pagine web e le sale d’aspetto. Perché a volte è proprio grazie ad un immagine che elaboriamo un ricordo da conservare nella nostra memoria. E quindi, come quando al ritorno da un viaggio riguardiamo le foto nella macchinetta fotografica dei momenti trascorsi davanti a monumenti e souvenir, ricordiamo quali immagini porteremo con noi di questo 2014 prima di lasciarlo andare via.

Il virus

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Tutto quello che sappiamo sull’Ebola l’abbiamo appreso in questo anno che sta volgendo al termine. L’Africa Occidentale viene investita da un’epidemia di febbre emorragica che causa il più grande numero di vittime dovute a questo virus e nel mondo divampa il terrore sull’epidemia.

Sui telegiornali e sulla carta stampata le immagini di uomini in tute gialle anti-contagio e mascherina protettiva sono l’unica rappresentazione che ci viene mostrata. Sono loro, secondo il Time, i veri guerrieri di questo 2014.

I mondiali

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La ventesima edizione del campionato mondiale di calcio si è svolta in Brasile. Mettendo da parte le prestazioni sul campo dei nostri connazionali che hanno fatto sì che l’interesse per la competizione calasse—non fosse stato per Chiellini—un evento in particolare non verrà dimenticato: Brasile-Germania 7-1.

Il Brasile non perdeva una partita ufficiale nella sua terra dal 1975. Le facce dei brasiliani bagnate dalle lacrime riempiono i quotidiani e si dispera con loro anche il Cristo Redentore, mentre la Germania intanto volta in finale.

Naked celebrity

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Ritornati dalle vacanze estive venivamo “inondati” da queste foto aprendo qualsiasi pagina del web. Qualcuno era riuscito ad invadere la vita privata di una nutrita manciata di star hollywoodiane rubando foto che le ritraevano in pose sexy.

Jennifer Lawrence è la vittima più colpita. Le polemiche sulla privacy e la censura non mancarono, ma volenti o nolenti, ci siamo ritrovati tutti di fronte a quei selfie. Chi per più tempo, chi per meno.

ISIS

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Non una foto ma il fermo immagine di un video che, a causa delle sue immagini forti, non tutti hanno avuto la forza di vedere. Il video choc è quello della decapitazione da parte dell’ISIS di James Foley, 40 anni, collaboratore di France Presse scomparso in Siria nel 2012.

Lo Stato Islamico lancia in questo filmato di 4:40 minuti una sfida pesante agli Stati Uniti: «Obama ha autorizzato operazioni militari contro lo stato islamico ponendo effettivamente l’America su un piano scivoloso verso un nuovo fronte di guerra contro i musulmani».

Le manifestazioni a Hong Kong

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Non tutti si sono interessati alle vicende accadute nell’estremo oriente, ma le immagini che abbiamo ricevuto da Hong Kong in questo 2014 meriterebbero un ricordo nella nostra memoria.

I giovani da settembre hanno occupato le strade della città per chiedere al governo delle vere elezioni e una vera democrazia. Tanti gli arresti e tanti i feriti durante gli scontri con le forze dell’ordine, ma tante sono state anche le immagini pronte a testimoniare la rivolta. 

STOP KILLING US

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E se le rivolte meritano sempre un posto sui libri di storia, sicuro ne occupano uno anche nella nostra personale memoria. I fatti che sono succeduti all’uccisione di Michael Brown da parte della polizia nella città di Ferguson non verranno dimenticati in breve tempo.

Il popolo di colore insorge nelle strade statunitensi al grido di «Stop Killing us» e questa foto di Johnny Nguyen diventa l’emblema del desiderio di trovare una tregua.

World Press Photo of the Year

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Questo scatto è di John Stanmeyer, il vincitore nel 2014 del World Press Photo of the Year, considerato il più importante premio fotogiornalistico al mondo dal 1955.

Stanmeyer ha vinto con questa fotografia scattata a Gibuti che ritrae alcuni migranti africani che alzano al cielo i loro telefoni per catturare il segnale dalla vicina Somalia e contattare i parenti lontani.

«Tecnologia, globalizzazione, migrazioni, povertà, disperazione, alienazione e umanità», come ha affermato la giurata Jillian Edelstein, raccolti in un unico scatto.

And the winner is: the selfie!

È il 2 marzo e siamo agli Oscar 2014, l’edizione che verrà ricordata meno per le sue premiazioni e più per i suoi selfie.

Ellen Degeneres, la presentatrice, ha fatto scattare a Bradley Cooper un selfie da record in compagnia di alcuni protagonisti della serata: Jared Leto, Jennifer Lawrence, Channing Tatum, Meryl Streep, Julia Roberts, Kevin Spacey, Brad Pitt e chi più ne ha più ne metta.

L’immagine risulta essere il ‘tweet’ più ritwittato di sempre, i fotomontaggi a riguardo si sprecarono e in pochi ricordarono tempo dopo il vincitore di quella grande nottata.

Malaysia Airlines 17

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Partito da Amsterdam con direzione Kuala Lumpur, precipitò il 17 luglio 2014 su territorio Ucraino provocando la morte di 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio di bordo.

Fu abbattuto in prossimità di Torez nell’Oblast di Donetsk, un territorio controllato da separatisti filo-russi. L’incidente avvenne durante la battaglia di Shakhtarsk Raion, segnando uno dei tragici culmini della guerra dell’Ucraina orientale.

Sulla strada delle idee

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Inseriamo questa immagine in questa lista non tanto per la sua importanza nell’anno appena trascorso, ma per la speranza che ci dà per quello che inizierà a breve.

Il selfie di Roberto Saviano con l’attore e regista e scrittore e sceneggiatore e modello statunitense James Franco è puro surrealismo anche se è reale. Così reale da accaparrarsi dieci mila like su Facebook in pochissime ore. Lo scatto è stato accompagnato da alcune parole dello scrittore campano: «Con James Franco, sulla strada delle idee…».

A quanto pare nel 2015 non sarà solo un berretto con visiera a unire questi due personaggi nel nostro immaginario così lontani.

Elena Fortunati
Nasce in un paesino della provincia romana nel 1988. Laureata alla magistrale in Storia dell'Arte contemporanea all'Università di Roma La Sapienza, ha collaborato con Collater.al, Dude Mag, Vice e Inside Art. Sotto lo pseudonimo aupres de toi, lascia dal 2011 nel web immagini fotografiche. Fonda nel 2016 contemporary.rome.
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