La Biennale di Venezia, 54esima Edizione
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 giugno
Simone Vacatello
07 novembre
Marco Montanaro e Gilles Nicoli
09 gennaio
TBA
TBA
10 febbraio
TBA
TBA
11 marzo
TBA
TBA
12 aprile
TBA
TBA
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!
185
https://www.dudemag.it/arte/la-biennale-di-venezia-54esima-edizione/

La Biennale di Venezia, 54esima Edizione

Il quattro Giugno 2011 la 54esima edizione della Biennale di Venezia ha aperto le sue porte al pubblico e come in ogni edizione critiche, commenti ed idee sullo stato dell’arte

Giugno 2011, Venezia.

Il quattro Giugno la 54esima edizione della Biennale di Venezia ha aperto le sue porte al pubblico e come in ogni edizione critiche, commenti ed idee sullo stato dell’arte, su vincitori e vinti, geni e truffatori, artisti e non, hanno riempito le pagine della stampa Nazionale ed Internazionale. Parlare della Biennale di Venezia quando già lo hanno fatto altri può sembrare pedante, ma a Dude piace ripetersi o almeno guardare la realtà da un altro punto di vista.
Non mi soffermerò a riflettere sul Padiglione Italiano, investito in questa edizione anche del compito di rappresentare e celebrare i 150 anni della gloriosa (?) unità nazionale e sul suo confusionale messaggio, forse riproduzione speculare dello stato della cultura in Italia. Non rifletterò nemmeno sulla dubbia organizzazione del padiglione, per la prima volta affidata ad una società privata quale Arthemisia. Non parlerò neanche della mostra illumiNAZIONI ispirata ad un famoso testo di Walter Benjamin e portata avanti dalla stimata Bice Curiger, fondatrice di Parkett Magazine e Direttrice della Kunsthaus di Zurigo.
Vi racconterò invece la mia Biennale, i paradossi ed i pregi di uno degli eventi più importanti nel calendario artistico globale, in scena in una delle città più belle e difficili del mondo, nella quale tradizione e globalizzazione si scontrano creando buffi assemblage di civiltà e storia.

Credo che l’arte vada vista e vissuta e lascio ai nostri lettori la libertà di amare o odiare quel che vedranno, porsi domande, commentare e dare il proprio significato a questa Biennale, in quanto esperienza unica e propria. Ogni momento, in quanto composto da diversi fattori, è irripetibile, dunque ogni Biennale sarà diversa, fatta dall’individualità dello spettatore esposto ad una moltitudine di stimoli che nella migliore delle ipotesi provocheranno un risultato, una riflessione, positiva o negativa che essa sia.

Uno, due e tre giugno, la città di Venezia è in fermento. Artisti, curatori, galleristi, collezionisti e giornalisti giungono nella città incantata per avere un soffio, una preview, dedicata ai cosiddetti “addetti” ai lavori.
Organizzazione. Ci vuole una tabella di marcia. La lista di eventi collaterali, opening, preview e cocktails è così lunga da farmi pensare che, forse, chiunque operi nell’arte a lungo termine probabilmente acquisisca super-poteri o il dono dell’ubiquità. Io non posseggo nessuna di queste utili caratteristiche, ma la strada è lunga e posso ancora sperare.
Pronta a dissetare tutte le mie curiosità mi accingo alla conquista di spazi, padiglioni, giardini, palazzi e cortili. Bellissima come sempre. “Ogni volta che torno a Venezia mi batte il cuore”, mi dico, “come mi manca la mia Italia”.
Direzione giardini. Cammino. Vaporetto, cammino.
Andando verso giardini ed Arsenale, inizio a ricordarmi di tutte le contraddizioni presenti a Venezia, la distanza dai suoi cittadini affiancata alla dedizione al turismo e la forte ambivalenza della sua natura unica quanto difficile. A modo suo, Venezia è più internazionale ed aperta alla globalizzazione del resto di Italia. Molti stranieri sembrano felicemente integrati e proprietari di attività commerciali che da tempo i veneziani hanno desiderato lasciare. Dalla Pizza/Kebab ai gondolieri tri-lingue, Venezia, nonostante la sua folgorante bellezza, è costretta dalla sua natura ad essere un luogo ostico alle esigenze di una vita quotidiana, lasciando spazio, diversamente al resto del “Bel Paese”, ad una internazionalizzazione positiva ed integrata.
Nonostante il caos, i turisti, i gelati a 5 euro e la difficoltà nel trovare qualcosa di “autentico” il mio giudizio è favorevole.
La 54esima Biennale è fuori dagli spazi canonici e coinvolge tutta la città rendendo ogni incontro fortuito una scoperta personale e professionale. Il mondo dell’arte partecipa con tutta la sua bellezza e maestosità, mostrando i suoi pregi ed i suoi difetti. L’arte quale mezzo di riflessione e divulgazione diviene messa in mostra individuale in un moltiplicarsi di scintillanti opening e after party su isole private. Esserci diventa fondamentale, dimenticarsi i biglietti da visita una catastrofe.

Vaporetto. Cammino. Vaporetto. Mostra. Cammino. Opening. Vaporetto. Opening. Festa. Vaporetto. Cammino. Altra Festa. Cammino. Vaporetto.
Continuo questo pattern di attività per il resto dei tre giorni dedicate alla kermesse. L’arte è il punto centrale di ogni attività e discorso, ma la quantità presentata è troppa per il tempo a disposizione tanto che l’occhio poco a poco non si sorprende più ed inizia a non distinguere l’opera dalla sua scenografia.

Devo tornare, mi dico. Nella mia mente si affacciano immagini e colori autunnali quando la città si spoglia e smette di scintillare, quando la moltitudine di voci di sottofondo, si affievolisce per dare spazio a conclusioni presentate in un discorso unico e meno confusionale.

Biennale Stories | I retroscena
(dialoghi e personaggi sono fictional..o quasi)

A: Perché non sali sulla mia barca privata?
B: si ma dove andiamo?
A: Ma dove se no? Sulla mia isola privata.
B: Il sole tramonta, sembra bello, dai vengo, posso portare i miei amici?
B: No, non credo ci stiano.
A: Ma come? Sembra esserci posto.
B: No in realtà è uno spazio privato

* * *

A: Buonasera sono …. Dovrei essere in lista per il party di Frieze.
B: Mi spiace non riesco a vedere il suo nome.
A: Ma come!!!!?? E’ impossibile ho parlato personalmente con Will.
B: Will chi?
A: Bhe Will, Will di Frieze…
B: Ah si? Bhe sono io.
B: Ah mi scusi, mi faccia fare una telefonata allora.

* * *

B: Se volete i cataloghi, li dovete comprare.
A: Ma come? Dobbiamo comprare i cataloghi, noi rappresentiamo un artista, fa parte del vostro Padiglione e contribuiamo totalmente alla realizzazione del suo lavoro.
B: Si, se li volete, li dovete acquistare.
A: E la comunicazione?
B: Mi spiace.. anche la comunicazione è a carico vostro, nella sua totalità quest’anno non ci sono soldi, il governo ha tagliato il 40% dei fondi alla cultura poichè non importante.. ed in più, vi dovete sbrigare, siamo un pò in ritardo, avete solo tre settimane per pensare alla realizzazione del progetto, al suo finanziamento, fattibilità e comunicazione.
A: Bene. Possiamo contare su di voi almeno per la location ed i permessi?
B: No mi spiace noi non ci occupiamo di questo, se ne occupa la municipalità di Venezia…
A: Ah ok. Mi scusi allora, in che modo pensate di collaborare con noi per il progetto? Questo mi sembra un lavoro unilaterale.
B: Noi vi diamo il logo… No, in realtà, anche quello lo dovete chiedere voi alla Biennale, noi non ci occupiamo di questo.
A: Ah, bene. Ma, mi scusi, non capisco, ho un ultima domanda, di cosa vi occupate voi?
B: Può ripetere? Non ho capito la domanda.
A: Non si preoccupi, io ho capito la risposta.

Tips
Feste e Opening
1 Giugno: On Knowledge organizzata da James Putnam con performance di BO-NINGEN alla Fondazione Gervasuti
1 Giugno: Festa del Padiglione Svedese
1 Giugno: Toilet Paper magazine sull’Isola di San Servolo organizzata da Maurizio Cattelan 2 Giugno: BYOB, Padiglione Internet sull’isola di San servolo
2 Giugno: Festa del Padiglione Spagnolo sull’Isola di San Servolo
3 Giugno: Festa Mousse Magazine
3 Giugno: Festa Frieze

Place to go late at night
Bauer Hotel

Eventi collaterali / Cose da vedere
Padiglione del Galles
Tim Davies, opera video e multimedia, installazioni scultoree e collage. Ludoteca di Castello a Santa Maria Ausiliatrice.

Padiglione Internet
BYOB, isola di san Servolo
Padiglione Pan Arabo
The Future of a promise. Magazzino del Sale. La più grande mostra pan-araba della Biennale di Venezia di arte contemporanea, dalla Tunisia fino all’Arabia Saudita.

Call the Witness
Roma Pavilion UNESCO, Palazzo Zorzi, Castello 4930

Elogio del Dubbio
A cura di Caroline Bourgeois. François Pinault Foundation, Punta della Dogana.
La nuova Fondazione Prada
Cà Corner della Regina, Santa Croce 2215

One of a Thousand Ways to Defeat Entropy
Curato da Alexander Ponomarev e co-curato da Nadim Samman, organizzato dal The Courtauld Institute of Art. Arsenale Novissimo Nappa 89,

Il Caos#3 I conflitti.
Isola di san Servolo, curata da Gabriele Gavarro

Ascension, Anish Kapoor
San Giorgio Maggiore Island, Basilica di San Giorgio

Attilia Fattori Franchini
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude