Domenica 7 luglio riparte Half Die: il primo e finora unico festival esclusivamente di musica d’ambiente a chilometri ed euro zero. Ogni anno ci si ritrova in un vicoletto tra Porta Furba e Tor Pignattara, sul terrazzo di una villetta dove vive con la sua famiglia un signore tanto ospitale quanto schivo: Morpurgo Benerecetti. Poche cose da sapere prima di entrare in casa sua:
– non è un party, nè un aperitivo, è un festival di musica, se non siete interessati non venite
– è gradita la prenotazione via e-mail
– non parcheggiare e non entrare con macchine e motorini dentro il vicolo di Porta Furba
– non fare schiamazzi e non dare fastidio al vicinato già di per sé tollerante
– portare qualcosa da bere
– rispettare gli orari e osservare un religioso silenzio durante lo svolgimento dei live
– no scarpe aperte
– venite con chi vi pare purché sia edotto delle regole.
Il resto l’ho chiesto direttamente a lui.
Quando e perchè hai iniziato a organizzare un festival sul terrazzo della tua casa?
Half Die è nato negli anni Novanta, certo le prime edizioni erano piuttosto spartane: non c’erano artisti bookati o una line up, si faceva tutto al momento. Oggi invece preparo tutto mesi prima, ma continuo a definirmi un appassionato e non un promoter perchè il festival non ha assolutamente finalità economiche. Rimane un progetto nato da una passione per la musica che mi piace condividere con chi ha la mia stessa passione.
Una curiosità sul nome: che vuol dire? Si pronuncia all’inglese o alla latina?
La leggenda vuole che Half Die fosse la sezione dei siti porno dedicata agli anziani che fanno sesso con le teenager, considerati mezzi morti, ma non ho mai verificato di persona. Con i nomi ho poca fantasia, però suonava bene e poi secondo me rispecchia abbastanza lo spirito no sense di un festival drone/ambient su un terrazzo le domeniche di luglio. Io lo pronuncio all’inglese: “alf dai”.
E il nome Morpurgo?
Io sono un commercialista, è il mio lavoro, il festival e la musica, come ti dicevo prima, sono le mie passioni; ci tengo a separarle. Anche quando scrivo agli artisti, scrivo da parte di Morpurgo Benerecetti e dico che l’evento si tiene sulla sua terrazza, il “Morpurgo roof”.
Come funziona il booking degli artisti: offri solo ospitalità o paghi un cachet?
Ci sono sempre musicisti che mi colpiscono durante l’anno, ma oltre al gusto personale li scelgo anche in base ai limiti del caso: devono essere piuttosto sconosciuti e residenti in Europa, per un fatto di costi, io pago ovviamente le spese di viaggio e una piccola fee; devono essere poco “rumorosi”, per via del vicinato e il setup necessario per la loro performance deve essere abbastanza semplice per motivi di spazio. Certo la mia proposta risulta strampalata e spesso gli artisti mi chiedono ulteriori chiarimenti, ma per questo mi aiutano le buone referenze che ho accumulato in questi anni dagli altri artisti che sono venuti a suonare e che ho ospitato. Ormai Half Die è una piccola realtà.
Ti hanno mai proposto di spostare il festival in altri spazi e con una produzione maggiore?
Sì, ma sarebbe tutto snaturato, è una situazione che non avrebbe senso in nessun altro luogo. Half Die è un festival legato indissolubilmente al “Morpurgo roof”.
Per la gioia della tua famiglia e del tuo vicinato no?
La mia famiglia a luglio scappa al mare. Le volte che ci sono stati mia moglie e i miei figli, loro si sono divertiti, lei invece no. Il vicinato è tollerante abbastanza, alcuni sono incuriositi, altri infastiditi per qualche “incontinente” che fa i propri bisogni in strada. In generale c’è un equilibrio fragile, ma perfetto; è un piccolo miracolo urbano.
Il programma di questa edizione?
A differenza degli altri anni, questa volta ci sarà un solo ospite a serata e poi diversi dj set, io ne sto preprando uno shoegaze. La prima domenica, il 7 luglio, suonerà Vindicatrix dall’Inghilterra; il 14 Golden Cup, unico progetto italiano presente; la domenica successiva Gareth Dickson altro musicista inglese, e per finire domenica 28 ci saranno i Puce Moment dalla Francia.
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