11 articoli per approfondire Charlie Hebdo
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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11 articoli per approfondire Charlie Hebdo

Vi segnaliamo gli articoli che, secondo noi, affrontano la complicata questione attraverso angolature interessanti.

Negli ultimi tre giorni è stato difficile stare sui social senza venire sovrastati dall’entropia dell’informazione. Anche in questo momento si sta scrivendo un numero non ricostruibile di articoli su Charlie Hebdo, la maggior parte dei quali incapace di aggiungere realmente qualcosa al dibattito.

Qui a DUDE MAG abbiamo provato ad applicare un po’ di economia dell’informazione, limitandoci a fare spazio a tutti quelli che avevano qualcosa di importante da dire. E di cose importanti ne sono uscite. Qui di seguito vi segnaliamo gli articoli che, secondo noi, affrontano la complicata questione attraverso angolature interessanti.


1. Prima di iniziare, una piccola guida lessicale. Nel “dopo”, l’unica cosa che non manca mai è la retorica, la cui conseguenza obbligata è un uso imprudente delle parole. Giovanni Fontana prova a disambiguare il significato di cinque vocaboli digitati moltissimo nelle ultime ore.

Piccolo dizionario al contrario sulla strage di Parigi, Giovanni Fontana.


2.
Se volete un compendio intelligente della posizione istituzionale dell’Europa leggete questo Bernard-Henry Lévy, tradotto sul Corriere.

Non alziamo le mura di una fortezza, Bernard-Henri Lévy.


3. Non è stupido o offensivo interrogarsi sulle vignette di Charlie Hebdo. Nessuno del resto ha intenzione qui di sostenere che Charlie Hebdo se la sia andata a cercare. Il Guardian ci ricorda quanto la componente iconoclasta non sia trascurabile nella storia e nei modi di produzione del fumetto:

The Charlie Hebdo cartoonists were smarter theologians than the jihadis, Giles Fraser.


4. 
New Republic evidenzia invece come una satira così violenta negli Stati Uniti non potrebbe esistere, perché lì «ci si aspettano dai comici particolari precauzioni quando si scherza su cose potenzialmente sensibili, soprattutto le questioni che circondano razza, religione o genere».

There Is No ‘Charlie Hebdo’ In America, Alice Robb.


5. Uno dei nodi più problematici del dibattito, insomma, riguarda la portata dell’offesa religiosa, capire quanto realmente dei musulmani possano sentirsi offesi dalle vignette di Charlie Hebdo. Cos’è per l’islam la blasfemia? Vox se lo chiede senza superficiali confronti con Gesù.

What everyone gets wrong about Islam and cartoons of Mohammed, Amanda Taub.


6. Naturalmente la vicenda ci fa riflettere sulla nostra identità occidentale. Su Open Democracy tre motivi per cui non siamo tutti Charlie. Ed è proprio questo il problema: godiamo davvero della libertà di espressione? Le democrazie occidentali garantiscono realmente questa libertà?

No, we are NOT all Charlie (and that’s a problem), Cas Mudde.


7. Sempre riguardo noi stessi, Marco Bascetta sul Manifesto fa notare quanto il coro unanime che da ieri si leva contro il fondamentalismo islamico finisca per nascondere delle radici comuni ad esso. Usciremo mai dall’ottica di uno scontro di civiltà?

«Liberté, égalité, fraternité» e il loro doppio, Marco Bascetta.


8. Le morti in occidente non sono tutte uguali. Quale peso diamo alle morti nella nostra democrazia? Perché quelle di Charlie Hebdo sono apparse più significative di altre? Forse in occidente la libertà ed il rispetto della vita umana sono già in pericolo, e la colpa non è dei terroristi.

Unmournable Bodies, Teju Cole.


9. Ora, una pausa pazza e inquietante. Prendiamocela leggendo Emmanuel Carrère che si augura… non lo so, non si capisce cosa si augura. Voi riuscite a capirlo?

Carrère e Houellebecq: Europa e Islam, intesa feconda?, Emmanuel Carrère.


10. Facciamo un  passo indietro, applichiamo una domanda “meta” che a questo punto dà le vertigini: ci stiamo davvero ponendo le giuste domande?

We’re Asking All the Wrong Questions About the ‘Charlie Hebdo’ Attacks, David Sessions.


11. 
Dopo questo bagno di complessità fa bene tornare alla realtà, dove i politici dicono cose come «Per liberarci dal terrorismo islamico DOBBIAMO PRIMA LIBERARCI DAL PD… se non si capisce questo!». Su L’Espresso una raccolta spettacolare di commenti politici.

Charlie Hebdo, tra i politici italiani è gara a chi la dice più grossa, Wil Nonleggerlo

 

A cura di Emanuele Atturo.

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