Attualità: 5 posti a caso su Street View
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5 posti a caso su Street View

Quando ho iniziato a scrivere questo pezzo, recarsi virtualmente in posti più o meno lontani del pianeta direttamente dal pc di casa non aveva nessun significato simbolico particolare.

Una volta, in non so più quale anno delle elementari, la maestra Maristella ci ha detto che attraverso un sito internet sarebbe stato possibile ritrovarsi dentro al Colosseo. Quel pomeriggio io e il mio amico Francesco avevamo l’aspettativa di lottare come gladiatori in una realtà immersiva, qualunque fosse l’idea di realtà immersiva che due bambini avevano intorno al 2005. Ricordo distintamente la delusione del momento in cui abbiamo realizzato che le nostre possibilità si limitavano al muovere a scatti un omino all’interno di una ricostruzione grafica del Colosseo pensata per fini didattici. 

Quando ho iniziato a scrivere questo pezzo, recarsi virtualmente in posti più o meno lontani del pianeta direttamente dal pc di casa non aveva nessun significato simbolico particolare. L’introduzione consisteva di una breve storia della convergenza tra la mia disillusione e la capacità di internet di sorprendere, impersonata da uno strumento formidabile come Google Street View. In un momento in cui la quasi totalità degli italiani passa la quasi totalità del suo tempo a casa, il senso di esistere di questo articolo si è reso autoevidente e non ha bisogno di ulteriori giustificazioni. Alla domanda «Vi mettono in quarantena in una stanza isolati e potete portare un solo oggetto. Cosa portate?», un ascoltatore del podcast La Riserva ha risposto che avrebbe portato un Oculus Rift, un visore per la realtà virtuale. Probabilmente è quello che avremmo risposto io e Francesco in quel pomeriggio alla ricerca del Colosseo, se al tempo fosse esistita una tecnologia simile. Ad oggi, invece, porterei con me un device con Google Street View, e passerei tutto il giorno a fare quello che stiamo per fare insieme qui di seguito: esplorare posti del pianeta assolutamente a caso.

Veniamo a noi: in un’esplorazione potenzialmente sterminata, ci vogliono delle regole. Prima regola: posti a caso, dicevamo. In ossequio alla tradizione del dito puntato a occhi chiusi sul mappamondo, ho scelto di affidarmi a randomstreetview.com, un sito che fa proprio quello che dice. Seconda regola: vale usare eventuali conoscenze pregresse sui luoghi, ma non fare ricerca. Inizialmente era prevista una terza regola, che consisteva nel godere della visione a 360° offerta dalla tecnologia di Google, ma senza spostarsi lungo la strada. Nell’utilizzo di un dispositivo in grado di avvicinare pericolosamente il dono dell’ubiquità mi sembrava fondamentale mantenere una certa dose di timor dei. Io ho scritto seguendo questa regola, ma allo stato dei fatti imporre delle limitazioni di movimento anche in questo nostro gioco mi sembra sadico, per cui liberi tutti.

 

1. Str. Vicinale Gallo, 17, 67069 – Tagliacozzo, AQ, Italia

Dopo essermi ampiamente assicurato che non ci fossero filtri di ricerca inseriti o bug nell’algoritmo del sito, ho finalmente potuto apprezzare l’ironia della coincidenza per cui fra oltre 10 milioni di miglia presenti su Street View, il primo posto su cui ho puntato il dito si trova a un’ora scarsa di macchina da dove scrivo. La strada su cui ci siamo ritrovati è una discesa di campagna, dolce al punto da permetterci di non preoccuparci del cartello che segnala un incrocio di lì a poco. E d’altra parte, basta dare un’occhiata intorno per capire che non si corrono grandi rischi di incontrare qualcuno. La bella giornata di sole e la vegetazione prospera come quando la civiltà langue restituiscono la sensazione di un momento di pace all’interno di un contesto apocalittico particolarmente al passo coi tempi. Nei film di guerra e nelle serie distopiche i momenti che preferisco sono quelli fugaci di pace, e la strada vicinale di Tagliacozzo è perfetta per godersi una ritrovata, anche se momentanea serenità. 

 

2. Strada Avram Iancu –  Aiud, Romania

Lasciamo la soleggiata discesa di Tagliacozzo e troviamo la soleggiata discesa di Aiud, in Transilvania. Prima il poeta e filosofo rumeno Lucian Blaga negli anni ‘30, poi lo scrittore francese Emmanuel Carrère ai tempi della caduta del regime di Ceaușescu, hanno provato a definire il villaggio di campagna rumeno come la quintessenza del mondo autarchico su cui la Romania ripiega quando sente il bisogno di sottrarsi al richiamo della Storia. La schiera di casette dall’alterna decadenza, i tricolori sbiaditi sul palo alla nostra sinistra, i modelli di auto fermi a vent’anni fa: tutto di questo scenario riporta alla mente un’immagine della provincia rumena fin troppo somigliante a quella del nostro immaginario. Sulla banchina dissestata, il mucchio di pezzi di legname sembra essere in qualche modo legato al rimorchio abbandonato una decina di metri più avanti. Potete ricostruire come preferite la dinamica che lega la legna al rimorchio, oppure sfidare i vostri amici a trovare i due cigni nell’immagine.

 

3. RP45 – Santa Cruz, Argentina

Una cosa che ho imparato durante le mie esplorazioni su Street View, è che siamo pieni di nulla. Per dare una misura a questo concetto vi prego di accettare questi calcoli raffazzonati ma non troppo distanti dalla realtà. Gli insediamenti umani coprono circa il 60% della superficie delle terre emerse. Ciò vuol dire che il restante 40%, corrispondente più o meno a 60 milioni di Kmq, è privo di traccia umana, in un certo senso vuoto. Ora, consideriamo che il 98% degli spazi in cui vive l’uomo (dunque poco meno del 59% del totale delle terre emerse) è mappato da Google Earth — il software di Google che sfrutta la tecnologia satellitare per generare immagini virtuali della Terra ndr — e che Google Street View si limita alle strade, fornendo quindi una copertura notevolmente minore rispetto a suo fratello. Ora, tenendo a mente quanto vuoto ci siamo lasciati alle spalle riducendo il nostro campo di interesse a Street View, possiamo stupirci ancora di più per il nulla più totale di questa strada nella provincia di Santa Cruz, in Argentina e per tutti gli scenari simili che senza dubbio incontrerete utilizzando Random Street View. La RP45, che dovrebbe essere l’equivalente di una nostra strada provinciale, sembra piuttosto la Fury Road di Mad Max, un posto in cui le uniche cose che possono succedere sono inseguimenti tra truculenti pazzi armati fino ai denti che si muovono a velocità folle su giganti veicoli trasudanti violenza. Guardate i segni lasciati dalle gomme sul terreno, oppure compiete una rotazione di 180° per ammirare quella che ha tutta l’aria di essere una trappola e i resti delle sue vittime. Con ogni probabilità, per ottenere le immagini da questo deserto impervio, Google ha dovuto usare proprio uno dei veicoli utilizzati nella Fury Road. Fra tutti i futuri distopici di cui si parla in questi giorni, quello in cui la Pontina diventa una cosa del genere è il mio preferito.

 

4. Manzana De Casa 1, Gualandayes – Ibagué, Tolima, Colombia

Un po’ di spagnolo può essere utile per l’interpretazione di questo quadro dalle interiora della Colombia. Manzana, per esempio, significa “mela” ma significa anche “isolato”. Questo, dunque, è letteralmente l’isolato di casa, denominazione che non so a voi, ma a me dà una certa sensazione di focolare. Quest’idea del quartiere come un’unica grande casa e della sua gente come un’unica grande famiglia però, cozza un po’ con la presenza — del tutto giustificata — di grate in ferro su ogni singola finestre della via. A fare da protagonista della scena è sicuramente la supertienda di Maria, un negozietto che al meglio della nostra conoscenza: ha una bellissima insegna ma alcuni problemi infrastrutturali; vende Coca Cola, Sprite e arance; fornisce ai suoi clienti la possibilità di giocare a un flipper; in alcuni momenti del giorno o dell’anno diversi da quello in cui le immagini sono state prese, ha delle sedie rosse di plastica che gli consentano di trasformarsi in lounge bar. La vecchia Peugeot e il motorino parcheggiati in modo discutibile, insieme alla motocicletta in sosta con il conducente a bordo, sembrano indicatori di un discreto successo della supertienda di Maria — oppure di una rapina in corso.

 

5. Rue Clos de l’Eau, 1430 – Rebecq, Belgio.

A Rebecq, in Belgio, devono avere da anni un assessore all’Ambiente con delega al verde pubblico molto competente oppure molto attento al calendario di nuove acquisizioni disponibile sul sito di Street View. Possiamo apprezzare il suo operato dalla meticolosità della siepe che costeggia la via, ma soprattutto dalla magnificenza degli alberi, uno spettacolo che fa venire voglia di saperne i nomi. Se la vegetazione di Tagliacozzo aveva l’aria di una giovane ragazza fotografata di nascosto, la flora di Rebecq sembra in posa, gagliarda come un bodybuilder sul palco della gara. Anche l’unico animale nella scena è ben consapevole di essere ripreso e infatti si nasconde per paura di essere riconosciuto al guinzaglio di un padrone con la maglietta GOOD VIBES ONLY. Di fronte a loro, delle grosse balle di fieno impacchettate concedono al casale socchiuso la possibilità di essere una stalla, ma la catasta intelata con i pneumatici in cima ne rivela la vera essenza: è la fabbrica dei veicoli per la Fury Road di Santa Cruz. 

Cosimo Rubino
Cosimo Rubino
Cosimo Rubino è nato nel 1997 e vive a Roma. È laureato in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Dichiara di perseguire la razionalità perfetta ma tifa Roma.
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