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Almanacco del week end

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

  

Anche i videogames ammazzano il tempo – Da bambino conoscevo solo due fasi della vita: quella in cui giocavo ai videogames e quella in cui qualche bega momentanea mi impediva di giocare ai videogames. In genere la seconda fase durava cinque minuti: il tempo per apportare al mio organismo il nutrimento necessario per sopravvivere. Questo video molto simpatico (anche se pieno di lacune, una su tutte: l’assenza di Crash Bandicoot che gioca con lo yo-yo), mostra quello che i personaggi dei videogames fanno mentre voi non ci siete.

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Tanti auguri Sigmund – Del tuo compleanno non si ricorda mai neppure tua madre; per i suoi 80 anni, invece, Sigmund Freud fu destinatario di una lettera aperta firmata da gente come Virginia Woolf, Stefan Zweig, Thomas Mann, H.G. Wells, Romain Rolland, Jules Romains, e tua madre. Del «Maestro» è lodato l’esempio di indipendenza intellettuale; delle sue idee si parla già come di innovazioni che hanno cambiato il mondo e la stessa vita quotidiana. «Le età future potranno rimodulare o limitare questa o quella conclusione, ma le domande che ha posto non saranno mai più ridotte al silenzio, né i suoi risultati permanentemente oscurati».

Joseph Francis “Joey” Tribbiani Jr. mentre omaggia Sigmund Freud in una pièce. 

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E buona fortuna al traduttore Alan Moore ha completato la prima bozza del suo secondo romanzo, Jerusalem, un mattonazzo che conta oltre un milione di parole (per capirci, Guerra e Pace in inglese si aggira sulle 560mila). Il romanzo, che non ha ancora un editore, è ambientato nel quartiere di Northampton dove l’autore è nato e cresciuto; è insieme un racconto storico e fantastico, ed è un pastiche di generi e stili diversi. «Un buon editor mi direbbe di tagliare due terzi del libro, ma non lo farò. Se Melville avesse avuto un editor, gli avrebbe detto di tagliare tutte quelle pappardelle sulla caccia alle balene – “Taglia corto, Hermann”».

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Keynote apple in 11 minuti – Design fascinoso, esposizioni brillanti e un pubblico molto caloroso. C’erano anche gli U2. E non hanno nemmeno suonato. Un evento così trascinante che non ci ricordavamo più nemmeno cosa si stesse pubblicizzando, ma certamente lo avremmo comprato, qualunque cosa fosse. 

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20 album nuovi che non vorremmo perderci – Alt-J, Jeff Tweedy dei Wilco, Julian Casablancas, Prince, ripeto Prince (lo ripeto perché è importante ma anche perché uscirà con due, ripeto due album, e non lo ripeto perché ne ha fatti quattro ma solo perché è importante) persino Lil Wayne e tanti, tanti altri. Dobbiamo prepararci all’autunno e le prospettive, a quanto si apprende dalle prossime uscite musicali, non mancano.

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Addio Vivian Maiers – Qualche mese fa vi avevamo raccontato la storia di Vivian Maier, oggi aggiungiamo un nuovo capitolo alla saga. David C. Deal, avvocato ma soprattutto ex fotografo freelance, scandalizzato dall’idea che John Maloof, l’attuale proprietario dei negativi della Maier, avesse ricavato dal solo acquisto di qualche rullino della fotografa una cifra a zeri indefinibili, si è messo alla ricerca dei veri eredi della donna, morta sola e povera a Chicago dopo anni prestati al servizio di alcune famiglie che l’assunsero come tata. 

Avrebbe rintracciato Francis Baille, figlio di un vecchio cugino di Vivian, esortandolo a fare causa a Maloof per riprendersi ciò che gli spetterebbe di diritto, un diritto che al momento vale due mila dollari a scatto fotografico. Ma la notizia che più grava su tutta questa vicenda legale è il fatto che, finchè lo Stato degli Stati Uniti non eleggerà definitivamente l’erede di tutto quel patrimonio, ogni mostra, esposizione sulla Maier è sospesa. Non ci è bastato lasciare cotanta bellezza già chiusa per tutti questi anni in una scatola?!

 

 

 Questa puntata dell’Almanacco del Week End è gentilmente offerta da: Olga Campofreda, Elena Fortunati, Giordano Nardecchia, Edoardo Vitale, Daniele Zinni.

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DUDE è un manuale di sopravvivenza per gentiluomini e gentildonne, dal momento che ne sono rimasti pochi e vanno salvaguardati. Nel periglio della rete, Dude è l’atlante per orientarsi tra il guazzabuglio della produzione culturale telematica e le piccole zone d’ombra, alla ricerca di preziose gemme, conversazioni, galanterie che troppo spesso si nascondono ai margini delle strade più battute. Dude lavora a una cartografia esclusiva — facendosi lente d’ingrandimento sul dettaglio perduto — racconta i massimi sistemi in formato leggero.
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