Almanacco del week end
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Almanacco del week end

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

 

PSICOLOGIA – Secondo la psicologia popolare, figlia di Freud, è scontato che se gettiamo un ricordo traumatico nel nostro inconscio dimenticandolo, esso prima o poi ci si ritorcerà contro. 

A non dare per scontata questa affermazione, è stato l’Istituto Francese della sanità e della ricerca medica, guidato dai dottori Anderson e Gagnepain. Un esperimento con 24 partecipanti ha dato un risultato diverso: la soppressione di un ricordo potrebbe giovarci. I fan di Freud non hanno però intenzione di darsi per vinti. Approfondisci su New Republic.

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SELFIE – La parola selfie sta per compiere un anno dal suo ingresso ufficiale nei dizionari di Oxford e già più di un dibattito si è aperto sulla sua definizione. Questa volta è stato il selfie del mese, quello realizzato durante la serata degli Oscar, a far nascere nuovi quesiti. È un selfie una fotografia scattata a se stesso o basta una fotografia nella quale colui che scatta è ripreso nella foto? Secondo il linguista Ben Zimmer ci troviamo di fronte un tipico caso in cui una parola rimane in auge anche se le abitudini ad essa legate cambiano. Che la parola selfie sia già invecchiata? Approfondisci su The Atlantic.

(Nella foto: selfie di Colin Powell)

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BEYONCÉ  – La donna che tutti adoriamo non si dimentica mai di noi e ci aggiorna costantemente tramite i social network sui suoi spostamenti da star. Sappiamo quindi che una decina di giorni fa è stata ad Amsterdam insieme alla sua famiglia e ha visitato il museo di Anna Frank. Su instagram ha postato delle foto che hanno fatto un po’ scalpore e che la ritraggono con sguardo infelice vicino le immagini di Anna. La domanda sorge spontanea: era necessaria una foto da turista in quel luogo claustrofobico che conserva tale memoria? Sarà che da quando Justin Bieber ci ha messo piede l’anno scorso, sarebbe preferibile vietare l’accesso alle pop star. 

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LETTERATURA – Buzzfeed, la macchina sparaliste più prolifica perfino di Perec, ha stilato la classifica dei trentatrè scrittori più sexy di tutti i tempi. Maschi e femmine, promiscui. Al trentatreesimo posto c’è Salinger, scarsamente attraente se non per il fatto di essere Salinger e per il modo in cui indossa quelle spesse sopracciglia finte. Al ventiseiesimo posto troviamo un tenebroso D.H.Lawrence interpretato nello scatto da Antonio Pascale. Al posto 23, per gli amanti del vedo non vedo, ma soprattutto non vedo, c’è la madamina Charlotte Bronte, che contrasta con le postazioni 19 e 18 rispettivamente occupate da due portatori sani di machismo e letteratura: Lord Byron e Jack Kerouac. Veramente inspiegabile un Voltaire come tredicesimo classificato, probabilmente il parrucchino avrà giocato sulla sensibilità del compilatore della lista, che, tuttavia, dopo questo scivolone si riprende con Zadie Smith al settimo posto. Imbattibile, in vetta, il genio letterario e irascibile amatore Ernest Hemingway. Ecco tutta la lista.

(Nella foto: F. S. Fitzgerald, 16° classificato)

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WALTER BENJAMIN – È uscita la superba nuova biografia di Walter Benjamin a opera di Howard Eiland e Michael W. Jennings. Che potevamo anche non nominarli, ma giacchè la fatica deve essere stata immensa, tanto vale rendere giustizia. Del resto, proprio grazie al lavoro certosino dei due studiosi possiamo scoprire che –oltre ai suoi trascorsi con l’hashish- il filosofo tedesco tra il ’32 e il ’33 è stato anche un assiduo frequentatore di Ibiza, prima ancora che andasse di moda. Nella bio si racconta di quanto Benjamin amasse starsene al sole in spiaggia a pensare ai massimi sistemi, fare lunghe passeggiate e farsi prendere simpaticamente in giro dalla gente del posto che lo chiamava el miserable. Ma lui niente. Asceta. Mai alzato un dito.

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GIRLS – La terza stagione di Girls si è appena conclusa e Rolling Stone America giustamente si preoccupa di tirare le somme. Pertanto si evince che:

1. Lena Dunham è il nuovo Larry David (Seinfield, Curb your enthusiasm).

2. Si abbattono gli stereotipi di Best Friends Forever. Nella puntata in cui le protagoniste si ritirano per un weekend nella casa al mare di Marnie, un litigio violento e acidissimo farà ammettere a ciascuna di loro quanto trovi fastidiose le altre.

3. Accanto alla costante preoccupazione per la sua realizzazione in quanto scrittrice Hannah deve fare i conti anche con qualcosa di più grande: la morte dell’editor che stava curando il suo e-book e la morte di sua nonna (interpretata dalla stessa attrice premio oscar per Nebraska,  June Squibb).

4. Il sottotesto delle puntate diventa in modo sempre più chiaro la descrizione della lotta per l’affermazione della classe creativa e la minaccia costante dello scarto al quale è condannata. Tutti i personaggi sono letteralmente consumati dalla ricerca di un successo che non si fa afferrare facilmente.

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LETTERE ALLA FIGLIA DI STALIN –

Didascalia di sinistra: Ordinaria propaganda anticomunista nel 2014? Yes we can: la corrispondenza epistolare fra il giornalista Nicholas Thompson e Svetlana Iosefovna Allilueva – figlia di Stalin emigrata negli Stati Uniti negli anni sessanta. Il rapporto controverso fra la complessità di una vita ricca di tribolazioni e la narrazione occidentale. 

Didascalia di destra: La madre di Stalin si è suicidata perché Stalin era un mostro e sua figlia quando lo ha scoperto è stata a pezzi. Poi Stalin ha rinchiuso il fidanzato di lei in un Gulag e lei è stata a pezzi ma non riusciva a odiare il padre perché ne aveva troppa paura. Alla fine nel ‘67 Svetlana (cioè 14 anni dopo la morte di Stalin, anche se ebbero il coraggio di dirgli che era morto soltanto nel ‘58) parte per l’America e scopre la Terra delle Opportunità, si innamora di un mondo libero e colorato e ripudia il nome familiare.

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ATTUALITÀ – Diciamoci la verità: la Guerra Fredda era una cosa fighissima, come sa bene ogni appassionato di film di spionaggio, ogni lettore di Le Carrè e ogni ingegnere aerospaziale.  Non solo, i rapporti diplomatici fra americani e russi erano più sani di quanto non lo siano adesso. 

La questione ucraina rivela uno scontro non più votato all’affermazione di una visione globale della realtà, bensì al solo conflitto imperialistico fra due nazioni economicamente e militarmente egemoni. Ce lo spiega New Republic.

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BOB DYLAN – L’uomo, dalla notte dei tempi, cerca risposte all’ignoto idolatrando figure mistiche di dubbia veridicità (vedi: Gesù di Nazareth, Muhammad da La Mecca, Francesco Totti da Roma).

Io ho scelto, al raggiungimento della maggiore età, di credere alla parola di His Bobbiness (per gli Infidels, Bob Dylan).
Ora esce un disco-tributo chiamato Bob Dylan in the ’80s: Volume One che rispolvera il meglio del peggiore periodo della carriera di Robert Allen Zimmermann.
Conoscete poco o nulla di Dylan? Lasciate stare questo disco, partite dalle basi e vergognatevi in un angolo.
Siete dei fan di Dylan? Lasciate stare questo disco, ripartite dalle basi e vergognatevi. Nella vita c’è sempre un motivo per vergognarsi. Approfondisci su Grantland.

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FUTURO – Quante volte vi siete sentiti dire che l’inglese è importante? Bene, potete smetterla di farcire il vostro curriculum con fantomatici attestati e di spacciare quella settimana di vacanza a Londra per un viaggio di formazione. La lingua del futuro è il francese. 

A dirlo è uno studio svolto per la banca Natixis, secondo il quale non ci sono dubbi: entro il 2050 la maggior parte della popolazione mondiale parlerà la lingua di Truffaut e Baudelaire, surclassando l’inglese e addirittura il mandarino. La ragione principale è data dal fatto che il francese è in crescita in maniera omogenea in tutti i continenti, a differenza del mandarino, limitato alle zone asiatiche e di difficile apprendimento in Occidente.
Inoltre è già la lingua principale dei paesi africani in via di sviluppo, nei quali è previsto un enorme aumento demografico.
Siete ancora in tempo per correre ai ripari. Comprenez-vous?

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CINEMA – Siamo tutti d’accordo nel dire che Dune di David Lynch sia il peggior film di David Lynch, è lui stesso a dirlo, se non altro in termini di rapporto fatica/riscontro con il pubblico.  Fino a qui tutto bene. Il problema è che Dune in realtà doveva e poteva essere un film di Jodorowsky.

Il regista cileno aveva deciso di riadattare il romanzo di Frank Herbert già nel 1974, era tutto pronto, compreso un cast spaziale: Dalì, Mick Jagger, Orson Welles, David Carradine. Roba da strapparsi i capelli. Sul più bello però la produzione si rese conto di non poter supportare i costi per la realizzazione della pellicola – che sarebbe dovuta durare quattro ore! – e tutto finì in un nulla di fatto.
Tutti gli aneddoti di questo fantastico retroscena della storia del cinema, sono raccontati in un documentario di Frank Herbert intitolato Jodorowki’s Dune il quale non è stato ancora portato in Italia. Niente di meglio per sorprendere tutti durante il brunch, no?

 

A questo numero dell’Almanacco del week end hanno collaborato: Olga Campofreda, Elena Fortunati, Giordano Nardecchia, Edoardo Vitale, Filippo Maria Di Caprio.

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