Almanacco del week end
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Almanacco del week end

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

 

ZACH BRAFF – Era il lontano 2004 quando il protagonista di Scrubs, Zach Braff, ci deliziò insieme a Natalie Portman, con la sua prima creazione cinematografica Garden State. Tutto ad un tratto gli Ipod si rimepirono di canzoni degli Shins e tutti cercavano tra i siti di cinema l’annuncio dell’uscita della seconda pellicola. Sono passati dieci anni, e tra una raccolta di 3 milioni di dollari su Kickstarter e una presentazione al Sundace Film Festival, è stato reso pubblico il trailer di Wish I was here.

I pareri su questo dramma comico, tra chi ha già avuto la possibilità di vederlo, sono stati contrastanti. La vita, la paternità e gli Shins sono il materiale principale ( siete meravigliati?!). Basta vedere questo assaggio di un minuto e cinquanta secondi per rendersi conto che certe cose non cambiano mai, sentirsi più giovani di dieci anni e finire per tornare ad urlare in una cava sotto la pioggia.

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LA REALTÀ DURA 15 SECONDI – Il MIT e Berkeley, l’Università della California, hanno pubblicato la scorsa settimana su Nature Neuroscience uno studio che brevemente può essere riassunto così: ogni istante è la combinazione degli ultimi 15 secondi della nostra vita. Per capire come gli esseri umani assemblano la loro realtà percepita, hanno chiesto a 12 persone (si, non un numero troppo elevato) di ricordare l’orientamento di brevi lampi di linee sullo schermo del computer, tecnicamente chiamate Garbor Patches. Queste linee cambiano ogni cinque secondi, e sebbene i partecipanti abbiano ricordato più facilmente le più recenti, l’orientamento di quest’ultime era condizionato nella memoria da quelle precedenti. Sicuramente servirà più tempo ai ricercatori per realizzare un quadro completo di questo studio, ma una ricerca di questo tipo potrebbe essere assai utile per risolvere dei problemi di deficit di attenzione, ma ancora più banalmente, potrebbe darci delucidazioni su come realmente ognuno di noi percepisce una realtà diversa e strettamente legata ad un esperienza personale. Approfondisci su The Verge.

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ARTE & GUERRA – Visti da un drone, gli esseri umani assomigliano a delle formiche. Da qui prende il nome Not a Bug Splat, un progetto realizzato da un collettivo di artisti francesi che ha voluto creare attenzione attorno alla tanto dibattuta tematica delle (sedicenti) armi intelligenti. L’opera consiste in una gigantografia visibile da altissima quota, raffigurante il volto di un bambino la cui famiglia è stata uccisa da un bombardamento di droni in Pakistan.

«Ora chi comanda questi Aeromobili a pilotaggio remoto non vedrà solo un anonimo pezzo di terreno, ma il volto di una vittima innocente» si legge sul sito del progetto.

Secondo The Bureau of investigative journalism il conteggio delle vittime della guerra dei droni negli ultimi dieci anni nel Nord-Ovest del Pakistan ammonta a 3.600 vittime, di cui 951 civili e 200 bambini.

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VIDEOGIOCHI – Questa è una notizia fantastica che purtroppo arriva con imperdonabile ritardo su Tekken 3, Tomb Raider III e Fifa 99. È un peccato, ma la riportiamo ugualmente trattandosi di una rivincita storica sulle nostre mamme.
Secondo uno studio portato avanti da uno psicologo della MacEwan University in Canada, una sana dose di videogiochi prima di andare a dormire aiuta ad avere dei bei sogni. Il tutto sarebbe dovuto al fatto che giocare ai videogame aumenterebbe la possibilità di sognare lucidamente, con maggiore coscienza e maggior controllo su quel che si sta sognando.

Ma non è finita qui: l’Università di Rochester ha pubblicato uno studio che dimostra come i giochi d’azione migliorino la vista. Non bastasse, sappiate che lo scorso anno un ricercatore dell’Università di Padova ha testato i notevoli progressi che alcuni bambini dislessici ebbero dopo aver giocato 12 ore al giorno per nove giorni consecutivi.

Forse è il caso di immolarsi per la scienza e prendere parte a uno di questi test!

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CALCIO – Falcao, uno dei migliori giocatori di futsal del mondo, su Four Four Two ogni settimana ci insegna un trick diverso da rivenderci al campetto con gli amici. Questa settimana è la volta del Mexican hat, che potremmo tradurre come sombrero. In realtà il movimento è più simile a quello che noi chiamiamo “bicicletta”, ovvero far salire il pallone con l’interno di un piede appena sopra il tacco dell’altro e sfruttando leggi fisiche che non conosco farlo passare sopra la propria testa e quella dell’avversario per poi superarlo mentre vi guarda basito e rabbioso.

Se riesce l’effetto scenico è assicurato, se invece fallite sarete oggetto di scherno più che fallendo altri tipi di dribbling molto meno difficili. Per cui questo weekend guardate il video, correte al parco col vostro pallone, magari portatevi la mamma come finto avversario e provate e riprovate finché non vi viene come a Falcao nel video.

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NAZISTI PER CASO L’orientamento politico degli scrittori del ventesimo secolo è stato un criterio che ha fortemente influito sulla mappa della letteratura. Proprio a causa della loro ideologia molti intellettuali sono stati consegnati all’oblio, i loro nomi, un tempo celebri ai contemporanei, sono tornati ad assaggiare l’anonimato presso le nuove generazioni. Ma la dimenticanza, rispetto all’assoluto silenzio, già rappresenta un gradino superiore di grazia. Per esempio, chi farà caso all’assenza delle poesie di Gottfried Benn nella propria libreria iBooks?

Eppure si tratta di uno dei più grandi poeti tedeschi, al pari di Rilke e Celan, della portata di Montale e Eliot. Questa damnatio memoriae non è relativa al suo lavoro letterario, ma alla sua condotta in vita. Teatrale, macabro, eccessivo: con il debutto nel 1912 di Morgue and other poems, Benn sputa infaccia alla retorica tradizionale e abbraccia un realismo mai visto prima, un nichilismo umano mutuato dalla sua esperienza di medico dell’esercito. Nel 1933 compare come firmatario di un documento con cui si dichiarava pieno sostegno a Hitler. Il romanziere Klaus Mann, in esilio volontario, accusò Benn di collaborazionismo con il regime. Il poeta rispose di non dovere spiegazioni a tutti coloro che hanno scelto di abbandonare la propria patria. Quello a cui si stava lavorando – sempre secondo Benn- era la ricostruzione di una nuova nazione.

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