I peggiori nomi originali delle band famose (e altre storie)
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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I peggiori nomi originali delle band famose (e altre storie)

Almanacco del weekend – Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

 

I peggiori nomi originali delle band famose – Scegliere un nome fico per il proprio gruppo è talmente importante che a volte saper suonare diventa quasi una seccante formalità. Un gruppo Rock con un nome patetico difficilmente produrrà musica considerata buona: ed è qui che entrano in gioco quei furbacchioni delle etichette discografiche. Pensate che se Simon and Garfunkel avessero continuato a chiamarsi Tom & Jerry staremmo ancora qui a parlare di loro? Stesso discorso per i Pearl Jam (ex Mookie Blaylock) e Radiohead (il cui primo nome era On a Friday).

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Qual è il modo peggiore per morire? – Un pool di esperti composto da un neurochirurgo, uno psicologo forense e due esperti di film horror ha decretato i modi peggiori per morire, analizzando le fobie e le paure più profonde dell’uomo occidentale. Ma se per Katherine Ramsland, professoressa di psicologia forense e criminologia all’Università DeSales in Pennsylvania, non è possibile stabilire regole uguali per tutti, in quanto paure e soglia del dolore sono parametri del tutto personali. Chi si occupa di horror fiction ci spiega che al cinema e in TV la morte non ha quasi nulla a che fare con il dolore, perché “l’annullamento” dell’anima e delle speranze della vittima ha un impatto molto più profondo (e angosciante) sullo spettatore.

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Stanno espandendo il canale di Panama – Lo racconta The Atlantic  

 

Questa puntata dell’Almanacco del Week End è offerta da: Dario Chimenti, Elena Fortunati, Patagonio.

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