Renzo Piano ci insegna a costruire il castello di sabbia perfetto (e altre storie)
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Renzo Piano ci insegna a costruire il castello di sabbia perfetto (e altre storie)

Almanacco del weekend – Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

Cose di cui potreste parlare durante i giorni rossi del calendario.

 

Renzo Piano ci insegna a costruire il castello di sabbia perfetto –  Al Guardian Renzo Piano ha detto che la sua carriera di architetto è cominciata da bambino, quando costruiva i castelli di sabbia al lido di Genova, dove è nato, aggiungendo che continua a farli ancora adesso. Mi sembra che nessuno meglio di un architetto superstar possa dirti come stupire tutti sulla spiaggia, quindi ecco qualche consiglio e alcune considerazioni preliminari tipo «Fare castelli di sabbia è un’operazione totalmente inutile», oppure «La relazione tra acqua e castello di sabbia è molto importante. Studia le onde!».

Per seguire alla lettera i quattro punti di Renzo Piano clicca qui, e ricorda che quando hai finito «Go home and don’t look back».

renzopianocastellidisabbia

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Il tuo cellulare ti distrae anche quando cerchi di ignorarlo – Ecco un altro studio che dimostra qualcosa. Il nostro cellulare ci tiene sempre distratti, ma non soltanto per colpa delle ansiogene spunte blu di Whatsapp: quando il cellulare non è spento o fuori portata, la nostra concentrazione è sempre in calo. Qualche decennio fa, non si aveva il coraggio di staccare il telefono di casa, perché da un momento all’altro poteva chiamare la mamma in difficoltà – ecco un modo per impegnare parte delle proprie funzioni mentali. Non diffidiamo dei preti, quando in chiesa impongono di spegnere i telefonini, perché «il Signore non vi chiama mica al cellulare».

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Putin è debole e potrebbe perdere il controllo – Dove è finito Putin? Mica starà male? La stampa occidentale si impegna nell’analisi della disappearance mediatica del presidente russo, a cui segue una riflessione sulla sua forza/debolezza, da cui dipende il destino del popolo russo. Forse.

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Plutone non è l’unico ad avere foto fichissime – Plutone (che certi scienziati non considerano nemmeno un pianeta, sciocchi) è la star della settimana, o anche del mese, e da quando martedì scorso la sonda spaziale New Horizons, dopo un viaggio a 34.000 miglia orarie lungo nove anni, ha immortalato l’ultimo pianeta del sistema solare rimasto senza fotografia ufficiale della NASA sono tutti impazziti.

Ma gli altri pianeti che hanno da invidiare all’ultimo arrivato? A giudicare la galleria di foto di New Republic dedicata ai pianeti sopra di noi (dalla prima che ritrae la Terra del 1946 in poi), proprio nulla.

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Un bambino di tre anni è stato multato per divieto di sosta – Il piccolo Toddler Declan Tramley è stato multato per aver “parcheggiato” di domenica il suo triciclo proprio sul molo del porto di Halifax, in Canada.

Ovviamente si è trattato di una gag, messa in piedi dal padre del bimbo di tre anni e dal poliziotto Shawn Currie per mostrare «il lato divertente della polizia»

Lisa Tramley, la mamma del bambino, ha detto poi ai microfoni di CTV News: «Toddler ama così tanto la sua multa che voleva portarla a letto con sé!».

Un poliziotto simpatico

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Dr. Sinestesia – Quello che sto per scrivere potrebbe sembrare la nuova trama per un film sui supereroi ma non è esattamente così. La mirror-touch sinestesia è una condizione con cui convivono determinati individui che percepiscono le sensazioni e i sentimenti delle altre persone attraverso il tatto. Basta un pizzico, una stretta di mano, una pacca sulla spalla. Un vero superpotere se a soffrirne è un medico il cui lavoro in effetti è proprio quello di diagnosticare il dolore degli altri. Il suo nome è Joel Salinas, ha 33 anni ed è un neurologo. Non ha un mantello ma per lui l’empatia non è di certo un problema.

 

Questa puntata dell’Almanacco del Week End è offerta da: Dario Chimenti, Elena Fortunati, Giordano Nardecchia.

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