Sullo stile di comunicazione di Matteo Salvini si potrebbero scrivere interi manuali o trattati. Fino a pochi giorni non avevo nessuna intenzione di occuparmi di un tema così vasto: martedì sera, però, ho visto girare su Sky TG24 un video brevissimo e che mi ha incuriosito molto. Secondo me è un concentrato perfetto — un bignami, appunto — del modo che Salvini ha scelto per parlare in pubblico: un’insalata di parole che mischia toni esagerati, forzature retoriche, notizie false e fomento contro il potere costituito (che assuma la forma della Corte Costituzionale, del dipartimento civile per l’Immigrazione o delle banche, è uguale). Tutto questo in soli 32 secondi (punto esclamativo!) che ho cercato di analizzare.
Nel video, Salvini commenta la decisione della Corte Costituzionale di riunirsi per decidere sull’Italicum il 24 gennaio 2017, fra più di un mese e mezzo. In sintesi, Salvini non è d’accordo perché sostiene che bisognerebbe votare un nuovo Parlamento il prima possibile (probabilmente perché convinto di poter capitalizzare la vittoria del No al referendum costituzionale: ma non voglio entrare nel merito). Salvini dice, precisamente:
Il fatto che la Corte Costituzionale si prenda un altro mese e mezzo di tempo e decida il 24 gennaio secondo me è incredibile, fuori dal mondo. Qua hanno votato 32 milioni di italiani, facendo la coda, per scegliere sulla Costituzione, quindi vogliono scegliere anche un Parlamento nuovo e legittimo e la Consulta dice «mah, sì, con calma eh, senza fretta, ci mettiamo la tonaca e magari entro fine gennaio diciamo agli italiani qual è la legge elettorale che gli offriamo». Secondo me è una follia, prima si riuniscono e meglio è: e poi al voto subito con qualunque legge elettorale la Consulta partorisca.
Prima osservazione: il tono. Scazzato, da chi ti sta facendo un favore a spiegare questa cosa, ma al contempo è un po’ seccato perché — cazzo — queste cose le dovremmo sapere tutti.
Poi, le cose che dice.
«Il fatto che la Corte Costituzionale si prenda un altro mese e mezzo di tempo e decida il 24 gennaio secondo me è incredibile»
I primi otto secondi della sua dichiarazione contengono già due dei principali aspetti del suo stile retorico: la forzatura e l’iperbole. Salvini dice che la Corte Costituzionale si è presa un mese e mezzo di tempo. L’uso del rafforzativo “–si” nasconde un giudizio negativo: il messaggio implicito è che la Corte «ha pensato bene di prendere», «si è arrogata il diritto di prendere», come se potesse sicuramente fare diversamente — ci arriviamo — o qualcun altro dovesse decidere al suo posto. È una forzatura.
Anche incredibile è una parola molto impegnativa, per quella che alla fine è una questione tecnica. Un pangolino che vola è incredibile, l’Albinoleffe che vince l’Europa League è incredibile. Una decisione della Corte Costituzionale italiana su una sua procedura, se anche la consideriamo sorprendente, no. Un’iperbole, appunto.
«Qua hanno votato 32 milioni di italiani»
Falso, sono stati 33 milioni, 244mila e spiccioli.
«Facendo la coda»
Una mano di pietismo non guasta mai.
«Per scegliere sulla Costituzione, quindi vogliono anche scegliere un Parlamento nuovo»
Ehm, questi due periodi non sono collegati dal punto di vista logico.
«E legittimo»
Salvini sta suggerendo che il Parlamento attualmente in carica non sia legittimo. È falso, anche se negli ultimi mesi è stato ripetuto spesso dai critici del governo. L’equivoco nasce dalla bocciatura del Porcellum — la legge elettorale precedente all’Italicum — decisa dalla Corte Costituzionale il 4 dicembre 2013. Il ragionamento di molti, allora, fu: dato che i parlamentari sono stati eletti con una legge dichiarata incostituzionale, hanno perso la legittimità di occupare il seggio. In realtà la Corte Costituzionale, nella stessa nota in cui ha annunciato la propria decisione, specificò che nonostante la sentenza «il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali». Il fatto che il Parlamento possa approvare una legge è un riconoscimento di fatto della sua legittimità. Tutto questo è noto a tutti da quasi tre anni: insistere con questa bugia — come stanno facendo in molti, ultimamente — significa ignorare volutamente la realtà.
«La Consulta dice “mah, sì, con calma eh, senza fretta”»
Salvini riprendere la curiosa abitudine dei quotidiani italiani di inventare virgolettati per sintetizzare una dichiarazione o un pensiero. Naturalmente nessuno dei membri della Corte Costituzionale ha mai detto una cosa del genere, e speculare sulle motivazioni di una decisione così delicata senza saperne nulla è da irresponsabili.
Tra l’altro, come ha spiegato bene su Twitter Antonella Rampino, l’ex responsabile della comunicazione della Corte Costituzionale, il procedimento per “calendarizzare” una seduta della Corte è piuttosto complesso e può essere influenzato da diverse variabili.
@AGarnero @simonespetia Quello attuale, Paolo Grossi, sente in genere gli altri giudici. Ma quel potere è suo. Ma se poi 1 giudice chiede…
— antonella rampino (@laramps) 6 dicembre 2016
@AGarnero @simonespetia …un rinvio del ruolo di una causa o di una decisione per prassi lui deve accordarla. Cose complicatuccie…
— antonella rampino (@laramps) 6 dicembre 2016
Il giorno dopo le accuse di Salvini, la Corte ha poi precisato che riunendosi prima del 24 gennaio «avrebbe privato le parti [coinvolte] dei termini dei quali dispongono per legge, allo scopo di costituirsi in giudizio e presentare memorie». Avrebbe cioè dato ai soggetti coinvolti meno tempo di quanto prescritto dalla legge per presentare le proprie difese: una forzatura notevole.
«Ci mettiamo la tonaca»
La toga, al massimo. La tonaca la mettono i frati.

↑ Toga

↑ Tonaca
«Magari entro fine gennaio diciamo agli italiani qual è la legge elettorale che gli offriamo»
Il concetto è chiaro: la Corte Costituzionale deciderà sull’Italicum solo quando ne avrà voglia — «magari» — e una volta costretta a scendere dal suo piedistallo — «offriamo […] agli italiani». QUINDI parliamo del solito gruppo di giudici strapagati che si arrogano il diritto di decidere al posto del popolo, come quando obbligano un certo paese a ospitare degli immigrati QUINDI vanno disprezzati. Easy.
«Secondo me è una follia, prima si riuniscono e meglio è: e poi al voto subito con qualunque legge elettorale la Consulta partorisca»
La chiusa rafforza il concetto chiave del messaggio, incanalandolo nella conclusione: Corte Costituzionale PIGRA, votare SUBITO. Poteva mettercene anche solo 4, di secondi.