Tratto da “R. XIII – Trastevere, storie al di là del fiume”, la monografia cartacea di DUDE MAG dedicata a Trastevere.
Ricapitoliamo: Trastevere ha più o meno duemila anni, in qualche modo è stato sempre altro da Roma, in qualche modo ne è sempre stata la parte più autentica. Piena di morti ammazzati e di fantasmi. Piena di pescatori e marinai e prostitute. Un miscuglio esotico ed attualissimo di siriani, ebrei e romani. Di preti e miscredenti. E poi di hippie, poeti, pittori, musicisti, barboni. A Trastevere Charlie Chaplin andava a mangiare i bucatini, per dire. A Trastevere c’era “Er più”. “Er più de Roma”, tale Romeo (ovviamente) Ottaviani (embè): un bullo, il più grande bullo della storia di Roma, se questo titolo avesse un senso. Un bullo buono, eh, uno che, per capirci, ha sfidato a schiaffoni “er Malandrinone” per salvare la vita di una prostituta. Accoltellato al collo da “er sartoretto”, è morto in via del Moro, ovviamente in Trastevere.
Oggi Trastevere, ferocemente attaccato alle sue tradizioni millenarie, è un rione in cerca di un’identità nuova. E pochi progetti stanno avendo un impatto su questa trasformazione come quello del brand Carhartt WIP. In vicolo del Cedro numero 10, esattamente davanti al muro che per Ivano De Matteo rappresentava la porta da calcio dei suoi pomeriggi passati con la palla tra i piedi, dal 2011 si trova il Carhartt WIP Store.
È un luogo al quale noi di DUDE MAG siamo molto affezionati: tra i primi a credere nella bontà del nostro progetto, e tra i primi a distribuirci nel lontanissimo 2012, sono oggi il partner principale della pubblicazione che avete tra le mani.
Cosa si fa là dentro
Un sacco di cose. Progettato dall’architetto Andrea Caputo, questo Concept Place rappresenta la volontà di fondere due realtà: Carhartt e Snob Production. Da questo incontro nasce quel qualcosa in più che rende lo Store di vicolo del Cedro diverso da un semplice negozio: gli abiti sono i protagonisti principali di uno spazio da esplorare su due livelli, all’interno del quale prendono vita esposizioni, dj set, reading, performance live e brain storming tra le realtà creative romane (da uno dei quali è nata questa monografia trasteverina). E al piano di sotto, nello studio di registrazione e produzione audio, escono le produzioni di Mess Morize, di Khalab e di molti dei progetti stampati dall’etichetta M.I.T., oltre a colonne sonore, sound design per l’advertising ed alcune trasmissioni per Carhartt radio.
All’interno del Carhartt WIP Store sono nati alcuni dei momenti culturali più interessanti degli ultimi anni come THIS IS ROME, THIS IS FOOD e il M.I.T.
«Il comune denominatore tra i nostri progetti è la passione: facciamo quello che ci piace, sempre. E quindi il cibo, la musica, l’arte, la cultura, la creatività: viviamo sposando progetti che ci rendono – prima di tutto – felici», come ci racconta Raffaele Costantino, ideatore del progetto e partner di Snob Production.
Carhartt sulla Luna
Accanto ai progetti culturali ed artistici, un ruolo fondamentale spetta alle collezioni Carhartt WIP. Per questo abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea Sibaldi, store manager del Carhartt WIP Store.
In Interstellar Matthew McConaughey indossa una giacca Carhartt. Quando parte per lo spazio profondo, però, la giacca rimane a casa. La domanda è d’obbligo: i capi Carhartt non possono superare l’atmosfera terrestre?
In realtà quando sono andato la prima volta sulla luna indossavo una “car lux hooded” e dei semplici “regular cargo in ripstop”, non capisco perché Matthew abbia cambiato abbigliamento. Conoscendolo si sarà fatto mille paranoie davanti allo specchio prima di partire e probabilmente il colore della giacca non era in tinta con il casco…
Quella di Carhartt è una trasformazione permanente. Ti va di raccontarcela?
“Una trasformazione” non credo sia esatto: è un’evoluzione basata su una storicità che continua a confermarsi tramite i loro capi iconici, con l’aggiunta di una minuziosa ricerca di nuovi pattern e modelli. Fino ad oggi, ogni nuova collezione mi ha sempre trasmesso qualcosa in più della precedente.
Yin e Yang è la migliore espressione che mi viene in mente per definire il successo del brand: nei vecchi capi d’archivio c’è molta innovazione o comunque qualcosa che li conserva sempre attuali; mentre i nuovi prototipi e modelli riescono sempre a non snaturare l’identità del passato.
L’evoluzione di Carhartt è avvenuta nel tempo ma anche nello spazio, incontrando e sposando le attitudini locali. Per capirci: negli States Carhartt è percepita in un certo modo, in Giappone in un altro. Da cosa deriva, secondo te, questa flessibilità? E cosa rappresenta Carhartt in Europa?
L’attuale collezione S/S di carhartt, come anche le precedenti, è caratterizzata da circa 400 articoli. Quasi si potrebbe dire che sono i singoli paesi a plasmare la loro percezione intorno a questo vasto campionario, mentre il brand prosegue per la sua strada di ricerca mista ad archivio.
Se volete un quadro di cosa Carhartt sta facendo in Europa, aprite la pagina del sito ufficiale alla sezione store per contare i negozi, prestate attenzione non soltanto alla quantità, ma anche alla qualità degli arredamenti, il posizionamento e l’assortimento della merce: vi renderete conto che vestire carhartt oggi non è un fenomeno passeggero, è un lifestyle ben radicato nel continente grazie anche al grande supporto che il brand dà nell’ambito musicale e artistico tramite la promozione e sponsorizzazione di nuovi artisti e realtà.
Carhartt crede molto nei giovani e ne trae ispirazione e consiglio.
In quale direzione va la nuova collezione?
La collezione estiva è pazzesca e quella invernale sarà impostata su colori tendenti allo scuro, con massima ricerca dei materiali e l’inserimento di nuovi articoli che non potranno non colpire l’attenzione del pubblico.
I capispalla, i jeans e gli accessori sono le categorie che mi hanno più colpito. Oltre alle capsule collection realizzate per festeggiare i 25 anni di unione con Slam Jam e collaborazioni di livello. Non mi sbilancio più di tanto ma credo sarà un ottimo inverno per tutti.
Gli eventi

Per invogliarvi ad appuntare in agenda «Controllare il calendario degli eventi al Carhartt WIP Store», basterà ricordarvi un po’ di robe successe negli ultimi tempi: ok, intanto il nostro reading THE PILLS legge Nino Rucola, obiettivamente uno degli eventi culturali del decennio. E poi via con una lista succosissima di musicisti: Modeselektor, MNDSGN, Paul White, Populous, Breton, Kae e Steven Smirney, Linda Spjut, Trus’me, godblesscomputers, Teebs, Mo Kolours.
Have fun!

