Attualità: Cashback to the future
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Cashback to the future

Roma, 23 giugno 2021 — Nella ruota della fortuna dei Trending Topic di Twitter, da qualche parte alla fine dello scorso settembre, era toccato a Giorgio Mastrota.

Roma, 23 giugno 2021 — Nella ruota della fortuna dei Trending Topic di Twitter, da qualche parte alla fine dello scorso settembre, era toccato a Giorgio Mastrota. Non solo: il re delle televendite era diventato richiestissimo sia in tv che in radio, arrivando a meritare addirittura una rubrica nella trasmissione di LA7 Propaganda Live. Il responsabile di questo picco improvviso di popolarità era stato nientemeno che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Conte, ospite al Festival dell’Economia di Trento, si era infatti lanciato in una surreale performance promozionale del piano del Governo per favorire l’utilizzo di metodi di pagamento elettronici, in uno spettacolo che a tutti, ma proprio a tutti, aveva ricordato il Mastrota dei tempi d’oro. Con l’arrivo della seconda ondata di Coronavirus però, il Paese tornò a incupirsi, dimenticando in fretta sia Mastrota che i mirabolanti meccanismi di cashback e supercashback. Nessuno a quel punto avrebbe scommesso che quegli stessi provvedimenti sarebbero diventati uno dei temi più presenti nell’agenda politica del 2021.

Il periodo sperimentale di dicembre fu un successo inaspettato: nonostante le misure restrittive imposte dal governo per il periodo natalizio, gli aderenti al cashback furono 5,7 milioni, per un totale di quasi 170 milioni di euro “restituiti”. Secondo le stime del Governo, nel mese di dicembre il programma aveva favorito l’emersione di base imponibile per 224 milioni di euro, circa il 2% del totale del transato non dichiarato nello stesso periodo del 2019. 

E così, grazie anche all’eco mediatica del successo di dicembre, i nastri di partenza del primo semestre di cashback e supercashback risultarono decisamente più affollati del previsto. Se il meccanismo del cashback era stato pensato per autoregolarsi (con l’inserimento di un tetto massimo di 150 euro per singola transazione soggetta al rimborso del 10%), il supercashback aveva da subito acceso la fantasia del Paese. Effettivamente, il premio da 1500 euro ai 100mila aderenti che avessero concluso più transazioni in sei mesi, con tanto di posizione in classifica aggiornata sull’app IO, aveva tutte le carte in regola per rubare il cuore agli italiani.

Un mese e mezzo dopo l’avvio ufficiale del programma, un’inchiesta de Le Iene aveva smascherato la pratica del cosiddetto “frazionamento dello scontrino”: pagamenti in due (o più) tranche per le spese superiori ai 150 euro e diffusi soprattutto nella retribuzione dei liberi professionisti. Nonostante le prime bozze del decreto prevedessero una censura esplicita del frazionamento, le difficoltà pratiche di tale divieto avevano portato l’esecutivo a scommettere sul candore degli aderenti. Una scommessa persa. Travolto dalle polemiche, il Governo aveva rimediato escludendo dal computo del cashback le transazioni (dalla seconda in poi) con lo stesso identificativo univoco dell’esercente  superiori nel totale a 150 euro ed eseguite a meno di una settimana di distanza.

Alla metà di marzo, dunque, i “furbetti del cashback” (come da definizione de Le Iene) erano stati messi fuori gioco. In molti però si erano accorti delle potenzialità della loro intuizione nella corsa al colpo grosso del supercashback. Per accedere ai 1500 euro in palio nel primo semestre non erano infatti necessarie operazioni esose, bastava eccellere per quantità di transazioni. Al contrario di quanto avveniva con i pagamenti in più tranche ad avvocati o dentisti, inoltre, nel supercashback c’era la possibilità di frazionare direttamente gli acquisti e non solo il saldo: in fondo può succedere a tutti di dimenticare il latte, no? 

Ben presto, gli esercenti più sottoposti alla pressione degli acquisti frazionati come tabaccai, bar e supermercati lamentarono l’allungarsi delle file nei negozi. I solleciti al Governo si fecero rumorosi tramite la grancassa delle opposizioni e spesso con divieti fai-da-te. In un primo momento, i negozianti di tutta la penisola avevano dato vita a una serie di cartelli spiritosi affissi nei negozi e postati sui social per censurare il frazionamento (tanto volgare quanto virale quello di un alimentari in provincia di Pisa: «Quando mai sei venuto due volte??»). Ma complici i primi effetti positivi della campagna di vaccinazione di massa e il conseguente aumento dei consumi, la situazione si era fatta rapidamente seria: durante la sola Settimana Santa le discussioni legate agli acquisti frazionati avevano causato 75 risse in tutta Italia, con 56 persone ferite e 14 in prognosi riservata, fra cui un uomo di 33 anni di Viterbo accoltellato alla coscia da un tabaccaio al momento del decimo acquisto della mattinata. Il clima di tensione aveva portato il Governo a intervenire con urgenza, escludendo dal conteggio per il supercashback (ma non per il cashback) tutte le transazioni con lo stesso identificativo univoco dell’esercente eseguite a meno di 12 ore di distanza, al di là dell’entità della spesa. Era troppo tardi per arrestare la valanga. In pochi giorni, su impulso di Consob, Altroconsumo e Federconsumatori era nata AssoAderenti SC, un’associazione a tutela degli interessi dei partecipanti al programma il cui primo passo era stato impugnare al TAR il decreto attuativo. 

Il resto è storia recente. La corsa alle prime 100mila posizioni non ha accennato a rallentare. Il sito classificonesupercashback.it, tramite la condivisione da parte di decine di migliaia di utenti della propria posizione in classifica (fornita a ciascun aderente dall’app IO), è riuscito sul finire di aprile a ricostruire praticamente per intero la graduatoria e si è trasformato in una sorta di social network tematico. Il podcast Muschio Selvaggio, condotto da Fedez e Luis Sal ha deciso di dedicare una serie di puntate alla corsa per la vetta della classifica del supercashback e addirittura di mettere in palio dei premi paralleli, ad esempio al primo classificato in assoluto e al primo degli esclusi. Il divieto di acquisti multipli poi, ha soltanto modificato le strategie dei partecipanti, i quali hanno iniziato a dar vita a vere e proprie corse a tappe per massimizzare il numero di transazioni giornaliere. In Molise, un consorzio di aziende situate in 12 comuni ha attivato una promozione per permettere a gruppi di aderenti provenienti da altre regioni di collezionare fino a 100 transazioni nei negozi convenzionati in una sola giornata e al prezzo fisso di 100 euro a persona. Iconica poi è stata la parabola di Matteo Matteis, 23enne studente campano, diventato autentico fenomeno di Instagram (quasi 1 milione di follower in un mese) grazie alla accurata documentazione via stories del trasferimento dal suo paese dell’Irpinia («c’erano dieci negozi in tutto, era impossibile competere con chi vive in città») a Roma per inseguire un altro dei premi messi in palio da Muschio Selvaggio, quello da 15mila euro per il più basso rapporto tra soldi spesi e numero di transazioni eseguite.

A una settimana dalla tanto attesa fine del semestre, la domanda vien da sé: cosa ne sarà del cashback e soprattutto del supercashback nei prossimi sei mesi? L’opposizione e le associazioni degli esercenti scenderanno in piazza proprio il 30 giugno per chiedere al Governo la chiusura immediata del programma, mentre all’interno della maggioranza il PD spinge per una regolamentazione più stringente. A Palazzo Chigi si attende l’imminente sentenza del TAR sul ricorso “acquisti multipli” prima di muovere qualsiasi passo. Intanto, fonti interne al MEF fanno sapere che i numeri finali saranno musica soave per le casse dello Stato e lasciano intendere che sarà bene partire subito con il secondo semestre. D’altra parte, per il rush finale le stime sono da capogiro, con i consumi totali degli ultimi sette giorni che potrebbero addirittura superare quelli della settimana di Natale. Anche il giovane Matteis si prepara: in un post sul suo profilo Instagram ha annunciato che comprerà una caramella Goleador in ogni singolo rivenditore della Capitale. 

Cosimo Rubino
Cosimo Rubino
Cosimo Rubino è nato nel 1997 e vive a Roma. È laureato in Scienze della Politica. Dichiara di perseguire la razionalità perfetta ma tifa Roma.
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