Attualità: Corallo vs Burioni — Il PD non è più quello di “Turbe Giovanili”
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Corallo vs Burioni — Il PD non è più quello di “Turbe Giovanili”

Assemblea del PD post abbandono del segretario Martina — Dopo gli interventi di vari esponenti dem, è il turno di Dario Corallo, il più giovane candidato alle primarie del Partito Democratico che si terranno all’inizio del prossimo anno. Corallo è un outsider, proviene dai Giovani Democratici e ha avuto la pazza idea di provare a […]

18 Nov
2018
Attualità

Assemblea del PD post abbandono del segretario Martina — Dopo gli interventi di vari esponenti dem, è il turno di Dario Corallo, il più giovane candidato alle primarie del Partito Democratico che si terranno all’inizio del prossimo anno. Corallo è un outsider, proviene dai Giovani Democratici e ha avuto la pazza idea di provare a cambiare (sarà poi la storia a dirci se in meglio o in peggio) la sinistra italiana.

L’intervento di Corallo ha ripercorso la genesi di un partito fin troppo affezionato alla dicotomia DS-Margherita, esplosa nel correntismo sfrenato («Presidente, arriva una brutta corrente»), e raccontato i problemi che affliggono questo Paese sotto il governo del cambiamento, soffermandosi sulla condizione dei più giovani, alienati dalla galera del precariato. Insomma Corallo è un po’ Nanni Moretti («Con questi dirigenti non vinceremo mai») e un po’ un testo di Vasco Brondi («con questa provincia meccanica»).

La Cara Catastrofe esternata dal giovane candidato alla segreteria dem si è infranta però addosso ad una frase:

 

«Il 99% delle persone semplicemente non può competere e noi abbiamo voluto raccontare l’1%. A quel 99% lo abbiamo umiliato, come un Burioni qualsiasi che si diverte a bulleggiare chi invece con le proprie parole ha espresso semplicemente un dubbio»

 

Addio sogni di gloria. C’era da aspettarselo. Il professor Burioni, noto immunologo che si batte da anni contro i no-vax, scatena la sua ira contro il giovane Corallo etichettandolo come “ricciolone” e come “napo orso capo”. Inizia così, da una frase presa completamente fuori contesto, la polemica di questa domenica uggiosa.

Ovviamente i social si sono mobilitati: «Corallo non è ricciolone, è solo un Valderrama con meno garra charrua»; «Burioni è solo un fascio perché della Lazio». Nella mischia si sono buttati anche i compagni degli Hipster Democratici che tra un flame a Caparezza ed Harry Potter sono entrati in conflitto con Burioni, spiegando effettivamente cosa intendesse Corallo con il suo intervento.

Il giovane candidato ha provato a spiegare come la sinistra non si possa nascondere dietro ad uno status elitario: in particolare non può pensare di etichettare i più deboli o i meno avvantaggiati come analfabeti funzionali per dimostrare la sua superiorità. E di conseguenza questa superiorità non può essere elevata a mero valore di sinistra, prendendo come maggiore esempio di intellettuale progressista un “Burioni qualsiasi” (che tra l’altro è laziale, quindi fascio ndr).

 

 

Tra l’altro è pacifico che se tu, partito politico con aspirazioni maggioritarie, inizi a conferire al prossimo la patente di ignorante, puoi star ben tranquillo che il suddetto patentato non ti potrà mai dare il suo voto. Voti persi in favore di quell’1% di eccellenza.

Ma Burioni non ci sta, non ci vuole stare e, in coerenza con il suo personaggio inizia a blastare (nonostante non si sia mai parlato di vaccini): Corallo da Napo Orso Capo si trasforma nel Felipe Anderson (A Buriò stai a rosicà che se n’è andato ve?) del PD e gli Hipster Democratici sono diventati di colpo i “giovani del PD”.

Ora, chi fa parte del gruppo degli Hipster Democratici (me compreso) si occupa di questioni di gran lunga superiori al bene del PD: il IV album de I Cani, l’odio per Caparezza (la mozione sta per essere approvata) e la vicenda #EhiSpotify che un giorno verrà spiegata, si spera, da Report.

Dunque credo che gli Hipster Democratici ci tengano a precisare che non sono “giovani del PD” tantomeno di merda.

Rimane però un grande interrogativo: l’attività di soggetti e pagine come quelle di Burioni e di Mentana che con il suo “webete” ha creato un nuovo genere letterario social, il Signor Distruggere, Abolizione del suffragio universale, possono essere funzionali alla sinistra e alla politica? Dipende.

Nella maggior parte dei casi si tratta di personaggi spettacolari (nel senso più televisivo e mediatico del termine) che costruiscono la propria immagine con l’aiuto dell’insulto o della battuta brillante all’avventore, laureato all’università della vita, di turno. Non è infatti un crimine apprezzare queste pagine e condividerne i pensieri. Tuttavia si tratta pur sempre di personaggi e dunque non valgono più o meno di uno Sgarbi, di un Cruciani o di un Parenzo (maggioranza silenziosa state of mind) qualsiasi.

Il problema sorge nel momento in cui un partito o un’ideologia pregnante come quella di sinistra, inizia ad adeguarsi e a comportarsi come questi personaggi. Il PD ha probabilmente perso le elezioni politiche non solo per il referendum e l’ascesa dei “populisti”, ma anche e soprattutto perché è diventato con il tempo il partito della “Grande Bellezza”: di quelli dei trenini alle feste che non vanno mai da nessuna parte mentre fuori ci sono delle disuguaglianze enormi che vengono risolte con semplicità da qualcun altro.

Il gufismo renziano, i “ciaoni” post referendum sulle trivelle, i blastatori di partito hanno distrutto la sinistra più dei toscani evocati da Stanis La Rochelle in Boris.

Il PD non è più quello di Turbe Giovanili da quando Renzi ha iniziato a cantare “La musica non c’è” di Coez. Con Corallo, forse, potremmo sperare in un ritorno a Mr.Simpatia.

 

Davide Giannì
Davide Giannì
Classe 1993. Laureando in giurisprudenza. Appassionato di politica, calcio e cinema.
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