Attualità: Cosa succede quando un piccolo asteroide colpisce la Terra?
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Cosa succede quando un piccolo asteroide colpisce la Terra?

Gli asteroidi più piccoli non arrivano neanche a schiantarsi sulla Terra. Ma insomma, evitate di passarci sotto.

26 Set
2019
Attualità

Navigando sul web di solito mi lascio trasportare da link e articoli consigliati vari, così succede che apro Google per cercare un aereo destinazione Parigi e mi ritrovo a guardare un video di gatti che fanno cadere cose dai tavoli. 

Seguendo proprio questo principio, nei giorni scorsi mi è accaduto di nuovo di abbandonarmi alla corrente digitale, che ha portato a riva un video particolare: c’è un ragazzo che si riprende con la GoPro mente fa kite-surf, e involontariamente cattura la caduta di un asteroide. Letteralmente: si vede proprio questo corpo infuocato precipitare nel cielo dietro di lui, che continua a riprendere come se nulla fosse. Il ragazzo si chiama Dorian Cieloch, il video è stato girato in Bassa Sassonia e poi è stato caricato su YouTube. Dorian non si era accorto di niente, e ha scoperto l’asteroide solamente dopo aver letto i commenti degli utenti. 

L’oggetto appare nell’inquadratura al minuto 1:15, quando lo si vede precipitare in alto a destra nello schermo. Tutto si esaurisce nel giro di due secondi, l’asteroide brilla nel cielo all’improvviso, poi scompare dietro una nuvola, senza che Dorian si accorga di nulla. Il ragazzo è rivolto verso la Go Pro, continua a parlare. E il video va avanti normalmente.

 

Dove è finito l’asteroide? 

Da qui, la domanda: che fine ha fatto l’oggetto? Molto brevemente, gli asteroidi più piccoli non arrivano neanche a schiantarsi sulla Terra: si disintegrano prima, nell’atmosfera, come accaduto a quello ripreso da Dorian Cieloch nel suo video, che aveva un diametro stimato di circa 1-3 metri e che si è diviso in due prima di scomparire. Ciò è dovuto all’attrito tra il meteorite stesso e i gas contenuti nell’atmosfera: il forte calore generato disintegra il corpo celeste prima che questo possa arrivare a toccare il suolo. 

Una cosa simile è accaduta il 22 giugno scorso, quando un asteroide di circa 5 metri si è disintegrato sopra il cielo dei Caraibi: il bolide è stato ribattezzato 2019 MO e la sua caduta ha rappresentato una sorta di test per il sistema di monitoraggio di NEO (Near Earth objects), pensasto per individuare gli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. L’ATLAS Survey telescope ha rilevato l’asteroide 12 ore prima e lo ha segnalato al Minor Planet Center della NASA: tramite il software SCOUT il corpo celeste è stato valutato e considerato non pericoloso, dato che si sarebbe disintegrato all’impatto con l’atmosfera.

Perciò, da quale dimensione un corpo celeste può considerarsi pericoloso per l’incolumità delle persone? Come si legge in questo articolo su Focus, gli asteroidi che possono rappresentare una minaccia sono quelli di diametro compreso tra «qualche decina e qualche centinaia di metri». Il problema con questo tipo di oggetti è che non sono facilmente individuabili: è solo a partire dai 300 metri di larghezza che i sistemi di localizzazione funzionano meglio. 

Nel momento in cui comunque un asteroide potenzialmente pericoloso viene individuato, quello che si può fare è calcolare il possibile luogo dell’impatto e far evacuare la zona. Non ce n’è stato bisogno per quello ripreso da Daniel Cieoloch, considerato non pericoloso. Ma nel recente passato c’è stato almeno un caso in cui una simile previsione avrebbe potuto evitare danni alle persone.

 

Episodi russi 

Due episodi accaduti in Russia (regione logisticamente più esposta alla caduta di asteroidi, vista la sua estensione) possono aiutare a chiarire meglio la questione. Il 21 giugno del 2018, un asteroide di piccole dimensioni (circa 3 metri di diametro) esplose nei cieli sopra la città di Lipetsk, a sud di Mosca. L’evento è stato segnalato da molti testimoni, alcuni dei quali sono riusciti a riprendere la caduta del corpo celeste in un video.

Intervistato per l’occasione dall’ANSA, l’astrofisico Gianluca Masi ha detto che in questi casi l’attrito di solito disintegra il corpo celeste, ma comunque qualche “piccolissimo frammento” potrebbe aver raggiunto il suolo. Lo stesso Masi ha inoltre chiarito che eventi come questo non devono allarmare: gli asteroidi di piccole dimensioni sono numerosi, e per questo motivo aumentano le possibilità che arrivino a incrociare la loro traiettoria con quella della Terra.

Sempre ai microfoni dell’ANSA, l’astronomo Ettore Perozzi (ASI) ha spiegato l’origine di questi corpi celesti: i piccoli asteroidi che di tanto in tanto entrano nella nostra atmosfera nascono dalla collisione tra gli asteroidi della fascia principale tra Marte e Giove. Gli stessi, inoltre, non hanno orbite precise ma caotiche, e l’obiettivo «è avvistarli tutti, dai più piccoli ai più grandi, fino ad arrivare a predire anche eventi come questo».

Diverso, invece, è stato il caso della meteora di Čeljabinsk, avvenuto nel 2013 nella regione sud degli Urali: in quel caso l’asteroide era più grande (15 metri di diametro per 10.000 tonnellate) e causò un’esplosione di energia pari a 500 chilotoni, una potenza 30 volte superiore a quella emessa dalla bomba nucleare a Hiroshima. 

In questo servizio della CNN sono presenti diversi video che riprendono sia la caduta del meteorite che le sue conseguenze: il corpo celeste viaggiava a una velocità stimata di 54.000 km/h, è esploso in cielo a circa 30-50 km di altitudine e l’onda d’urto generata ha causato esplosioni di finestre e danni a edifici. Alla fine le persone ferite furono circa 1200, molte delle quali colpite dai vetri infranti. Diversi frammenti dell’asteroide sono stati ritrovati nei mesi successivi nelle aree circostanti. Nessuno di questi ha causato danni a persone o cose.

(Per un approfondimento sull’accaduto, si rimanda alla relativa pagina di Wikipedia, molto dettagliata, nella quale si trovano anche diverse curiosità. Tipo: sapete perché molti dei video sono stati girati in auto? Perché in Russia gli automobilisti spesso tengono una videocamera accesa per registrare aggressioni o incidenti).

Gli scienziati, in quel caso, non riuscirono a prevedere l’evento in anticipo. La speranza, quindi, è che con l’avanzamento delle tecniche di monitoraggio si possa riuscire a intercettare anche oggetti di dimensioni minori ma comunque potenzialmente pericolosi per l’incolumità delle persone, consentendo in anticipo la messa in sicurezza delle zone più a rischio. In questo senso, l’episodio del 2019 MO dello scorso giugno non può che essere di buon auspicio.

 

p.s. e questa è l’agenzia spaziale giapponese che tocca un asteroide.

Leonardo Mazzeo
Classe 1993, di solito scrivo di calcio, qualche volta però esco e vado altrove, non importa dove. Colore preferito: arancione. Segni particolari: nessuno.
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