Dovado • Fare cose a Roma
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Dovado • Fare cose a Roma

Intervista al team di Dovado.

Storia breve di imprenditoria giovanile

Tra i romani che la sera preferiscono stare a zonzo e non a casa sotto il pile, in questi mesi si sta facendo strada Dovado, un’applicazione per iOS e Android che aiuta nel difficile compito di decidere dove passare la prossima serata o cosa fare nel week end o cosa rispondere a quell’amico che arriva a Roma un paio di giorni e ti chiede «uè, che si fa a Roma di bello ‘sti giorni?».

Dovado – e questo interessa anche a noi che rimaniamo sotto il pile – è anche l’avventura imprenditoriale di un gruppo di ragazzi che a Roma vivono, studiano e lavorano.

«Io (Paolo Fusco n.d.r.) e Marco frequentiamo la stessa facoltà, Scienze della Comunicazione a La Sapienza. Lo scorso inverno eravamo alle prese con un testo di marketing, stavamo preparando un’esame. Abbiamo iniziato a ragionare su una cosa: come rendere più semplice il rapporto tra i locali e le persone.»

«Ad un certo punto Roma è stata invasa dai PR – complice facebook, complice chissà cosa – e a noi questa proliferazione sembrava eccessiva. Come potevamo rendere tutto più facile ed immediato? E non solo per gli organizzatori, ma anche e soprattuto per chi ha semplicemente un po’ di voglia di divertirsi.»

Dovado nasce all’incirca un anno fa, quando un gruppo di amici inizia a cercare un modo per rispondere alla domanda «dove posso andare a ballare questa sera?» e in un primissimo momento sembra volgere lo sguardo al mondo dell’intrattenimento notturno, in particolare delle discoteche. Bastano poche settimane di riflessione per mettere a fuoco le potenzialità del progetto: «non era sufficiente rimanere fermi a pensare solamente ai locali danzerecci. Eravamo appena partiti e la nostra idea stava già crescendo da sola tra le nostre mani».

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Insieme al progetto, cresce anche il numero di amici al lavoro: Marco Guidi (Presidente & CEO), Andrea Maniccia (Vicepresidente & Direttore commerciale), Giuseppe Malara (Direttore risorse umane), Flavio Rollo (Direttore generale), Paolo Fusco (Direttore Marketing e comunicazione), Federico De Siena (Direttore artistico), Samuel Funaro (App Developers).

Dovado parte come sito web, un tentativo forse timido, un po’ confuso, ma capace in brevissimo tempo di trasformarsi nell’app che viene utilizzata oggi su migliaia di smartphone a Roma.

E il nome? «Esce fuori parlando con mio padre, davanti a ’n piatto de’ pasta, dopo mille proposte tremende – Cicerone… –. Spontaneamente spunta la domanda “aoh ’ndovai ‘stasera?”». Si parte.

 

Come funziona Dovado

La caratteristica principale di Dovado, quella che la rende diversa da molte altre applicazioni simili, è l’interazione consentita agli utenti. Non è un applicazione statica, da consultare e riporre: attraverso l’app è possibile accedere ad una serie di strumenti e agevolazioni pensati esclusivamente per gli utenti Dovado.

«È un portale per la prenotazione: non solo ti fa scoprire i migliori eventi su Roma, ma ti dà accesso a liste saltafila ed agevolazione ideate proprio per i nostri utenti in collaborazione con locali, organizzazioni e, presto, con musei e gallerie. Puoi scegliere tra diverse categorie e per ogni contenuto c’è un certo tipo di agevolazione: il locale ha il saltafila, gli aperitivi l’ingresso ridotto, i pub convenzioni personalizzate e mese dopo mese riusciamo a proporre sempre qualche novità .»

Ad oggi circa 40 locali hanno deciso di collaborare, sono circa tre mila gli utenti abituali e oltre centomila i contatti sensibili nel mondo universitario, tra professori e studenti.

«Dovado è dinamica e il suo dinamismo è incentrato sulle interazioni con l’utente. Vorremmo tentare, senza supponenza, di rivisitare un po’ l’intrattenimento: insieme all’utente decidere dove e come divertirsi; insieme ai locali capire come lavorare meglio, supportandoli nel booking, nella diffusione dei propri eventi e puntando sulla fidelizzazione della clientela. Dovado vuol essere un canale sicuro per la loro promozione.»

Da queste parti una delle cose che ci interessa di più è la prospettiva di avere a portata di tap tutte le mostre di Roma, di monitorare gallerie e musei, ma anche teatri e fondazioni. Dovado ha intenzione di ampliare la sua proposta di eventi arrivando a coprire tutto lo spettro dell’intrattenimento comprendendo presto anche quello culturale. Andando in questo modo a completare un’offerta già molto vasta e davvero eterogenea: attraverso l’app è infatti possibile iscriversi a corsi di formazione – barman, sicurezza, fotografia e djing –, tutti appoggiati a strutture riconosciute da regione e ministero, e abilitati al rilascio di attestati.

 

Lasciare il sestante

È stato interessante parlare con il team di Dovado del futuro dell’app. Ci ha messo di fronte ad un approccio un po’ atipico, soprattutto per questo periodo in cui tutti sono espertissimi startupper seriali.

«Non stiamo inseguendo il raggiungimento di milestone specifiche, niente piani a diciotto, ventiquattro o trentasei mesi, nah. È impossibile, ci sono troppi fattori a condizionare il nostro mercato. Stiamo lavorando per crescere: con un bacino d’utenza su Roma di 16.000 locali, vogliamo prenderne il più possibile. Vogliamo far sì che tutti i locali conoscano Dovado e vogliamo poterci permettere di scegliere i migliori e vogliamo far sì che gli utenti Dovado – una vera e propria cyber community – sia considerata “speciale” in tutti i locali. Sappiamo come lavorare ma non sappiamo dove arriveremo e in quanto tempo. Abbiamo dei progetti, chiaramente, ma abbiamo consapevolezza di quanto friabile e complesso sia questo settore. »

Questa voglia di improvvisare in modo razionale e controllato, è tutt’altro che una follia:

«Il mondo in cui operano gli startupper […] è come un mare in tempesta. Finchè il mare è calmo, è più proficuo fare un piano, stabilire una rotta, e al limite lasciare anche buona parte del lavoro al pilota automatico. Ma quando il mare è in tempesta, ogni piano salta. In quel caso si deve lasciar stare il sestante, uscire dalla cabina, e legarsi al timone. […] Nella tempesta ciò che conta non è il piano, ma il controllo. » “Cari startupper, date retta a me: pianificare è da dilettanti”, Che Futuro.

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Uno dei poster realizzati da Dovado per la comunicazione natalizia 

 

E quali sono i progetti che, presto o tardi, realizzerà Dovado?

«Stiamo anche lavorando molto, e già da ora, sui viaggi-evento grazie alla nostra collaborazione con VG Mania e University Equipe. Noi siamo i referenti italiani per i loro viaggi evento, lo spring break, lo snow break e il summer break. Grazie a noi gli utenti hanno degli sconti reali.

Ed ora vogliamo costruire una solida selezione di eventi culturali, per consentire la prenotazione e l’acquisto di biglietti per teatri e musei. Non vogliamo rimanere su un target esclusivamente giovane, tra l’altro. Dovado è semplice e può davvero essere utilizzato da tutti, confinarlo soltanto ad un certo tipo di pubblico sarebbe davvero un’idea senza senso.»

E Roma? Volete rimanere qui?

«No, uscire da Roma rientra certamente nei nostri progetti. Ma non abbiamo fretta, è qualcosa che avverrà naturalmente quando avremo un bacino d’utenza grande, quando saremo forti abbastanza da non essere una formichina che va in vacanza in un’altra città. E per farlo intendiamo viziare il più possibile la nostra community romana.»

Per portare lunga vita e prosperità nel futuro del team, c’è Milano Venture Company a supportare Dovado con finanziamenti mirati, ricerca di nuovi capitali e consulenza nell’attività finanziaria.

«Stiamo lavorando perché Dovado abbia un futuro lungo e prosperoso. Tutto il team si sta dedicando esclusivamente a questo perché sia una parte consistente del nostro futuro. E sarebbe un gran bel futuro, perché lo stiamo facendo davvero con passione (e con grande divertimento). Siamo sempre stati attratti da quelle storie di ragazzi che hanno un’idea geniale e in qualche modo ce la fanno. Ma non da un punto di vista materiale, eh, più che altro per la soddisfazione di vedere crescere e maturare la nostra creatura. Bè, vogliamo essere una di quelle storie.»

Per salutarci: a che punto sta Dovado?

«Siamo al 10% del nostro potenziale, c’è tanto lavoro da fare nonostante la grande crescita. Da gennaio ci saranno molti cambiamenti, soprattutto dal punto di vista della strategia aziendale. Ci risentiamo?»

Dopo averli conosciuti, abbiamo iniziato a controllare l’app con una certa tenacia: ogni novità, ogni nuova sezione, ogni nuovo evento, è un passo in avanti di una piccola – e giovane – azienda romana che già oggi genera lavoro e fatturato e investimenti reali. Un gruppo di lavoro che desidera modificare la classica percezione romana: «in ‘sta città non succede un tubo». Insomma: in bocca al lupo.

   

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