Il gusto di far morire Carlo
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Il gusto di far morire Carlo

Carlo è stupido. Parla da stupido, si veste da stupido e ha la tipica faccia da stupido.

Carlo è stupido. Parla da stupido, si veste da stupido e ha la tipica faccia da stupido.

Carlo cammina da stupido: stok… stok… stok… (gli stupidi camminano così), chiude le porte da stupido: stok! e se gli dai dei colpetti sulla testa fa il caratteristico rumore dello stupido: stok-stok-stok.

Tutto in Carlo è stupido, anche il più piccolo pezzettino di Carlo è stupido tanto quanto Carlo tutto intero. È la caratteristica della stupidità. Se prendi metà di uno stupido, non hai metà stupido, hai la stupidità tutta intera. Anche un’unghia di Carlo è stupida come Carlo. Anche un atomo. Nessuno creda alla favola politically correct che gli atomi degli stupidi siano uguali agli atomi degli altri. Non è vero. Gli atomi degli stupidi sono stupidi.

 

 

La stupidità non si divide e non si somma, è sempre tutta intera. Questo significa non solo che prendere uno stupido o prenderne cento è la stessa cosa, ma significa anche che basta una sola persona stupida per avere una società di stupidi. Basta uno solo che rubi per dover chiudere le porte a chiave, uno solo che pasticci i muri per avere i muri pasticciati, uno solo che depositi stronzi di cane in strada per obbligarti a guardare dove metti i piedi. La stupidità è così, omeopatica.

Ma la caratteristica più evidente della stupidità è la rumorosità. Per capire se uno è davvero stupido, basta prendere un fonometro e misurarlo: se emette suoni a un volume maggiore di 60 decibel, è stupido. Semplice.

60 decibel è l’assorbimento sonoro di un tipico muro condominiale, dunque chi oltrepassa questa soglia, sia indirettamente per mezzo di apparecchiature sia direttamente con l’uso dei propri sfinteri, peggiora la vita di qualcun altro, e peggiorare la vita degli altri è l’essenza della stupidità. Si potrebbe dire che è la definizione stessa di stupidità: lo stupido è colui che peggiora la vita degli altri. Inconsapevolmente, però. Chi peggiora la vita degli altri consapevolmente, perché gli piace, si chiama malvagio, e può anche essere intelligente, chi invece la peggiora inconsapevolmente, perché è stupido, si chiama stupido, da cui la parola “stupido”, dall’italiano “stupido”, che significa colui che è stupido.

Carlo ascolta la televisione a 150 decibel (la soglia del dolore è 130).

Perché la stupidità è rumorosa? Anche questo è molto semplice: la testa dello stupido non è vuota, come credono ingenuamente i più; lo stupido ha un cervello come tutti, solo che è ancora imballato. Mentre le persone normali hanno il cervello nell’apposita sede, scartato e installato, il cervello dello stupido è ancora nella scatola: c’è il cranio, dentro il cranio c’è la scatola di legno con scritto “fragile”, dentro la scatola ci sono le palline di polistirolo, e fra le palline di polistirolo c’è il cervello, avvolto nel pluriball. È ovvio che in queste condizioni solo gli stimoli più forti e perforanti possono arrivare a destinazione e stimolare lo stupido. Ecco perché lo stupido nota solo le donne con la vagina in fronte, vota per chi la spara più grossa, non sa leggere fra le righe (e spesso nemmeno le righe), non si accorge degli altri, intralcia il passaggio, salta la fila, rutta in pubblico, piscia per strada e guarda la televisione a più di 60 decibel.

Per questo motivo sarebbe bello far morire Carlo.

 

Il gusto di far morire Carlo è apparso al mondo per la prima volta sul blog più bello d’Italia, In coma è meglio.

Astutillo Smeriglia
Il mio nome non è Astutillo Smeriglia e sono nato in un piccolo paese di provincia chiamato Italia svariati anni fa. Scrivo, disegno, animo, monto e ogni tanto faccio le pulizie di casa, da solo o in compagnia. Il risultato è questo blog e questi cortometraggi, selezionati in vari festival in Italia e all'estero, fra cui Torino Film Festival, Guadalajara International Film Festival, Stuttgart International Festival of Animated Film. Il Pianeta Perfetto ha vinto il premio per il miglior corto di animazione ai Nastri d’Argento 2011. Stessa cosa Training Autogeno, ma nel 2012. Preti è stato candidato al David di Donatello 2013 per il miglior cortometraggio.
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