Avere Ventitré anni
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Avere Ventitré anni

Le generazioni non esistono.

Premessa: dovrei smettere di leggere l’Huffignton post, ma non so resistere alla vasta collezione di bufale sulla Corea del Nord – che mi rivendo in sezione quando sono in difficoltà e ho bisogno di approvazione – e alla fine me lo leggo ogni giorno – la tattica della Corea del Nord la uso anche con mia madre perché ho paura che mi caccino dalla famiglia.

È così che mi sono imbattuto nell’articolo sui ventitreenni. Riassunto: non c’è scritto un cazzo, ma evidentemente i genitori si sono fatti in quattro per il vezzo della loro principessina che non sa fare un cazzo ma ha un blog, e hanno sfruttato i loro contatti per faglielo pubblicare – cioè è come me solo che i miei al massimo mi hanno spinto sul Fatto Quotidiano, mannaggiarcazzo. Tutto ciò che so delle ventitreenni è che su Tinder me le rimorchio che è una meraviglia e quanto a prestazioni sessuali alle mie coetanee del PD danno una pista.

Da quando mi sono fatto Tinder non me ne frega più un cazzo del PD. Naturalmente il post della Culture Writer dovrebbe essere qualcosa di generazionale, ma ecco che sono di nuovo pronto a farmi cacciare dal PD: le generazioni non esistono. Quell’articolo non parla dei ventitreenni, bensì dei ventitreenni borghesi – che sui media borghesi costituiscono la generazione. È pieno il mondo di ventitreenni minatori, alla faccia della terziarizzazione di questa ceppa di cazzo. Io a ventitré anni mi facevo le seghe su Anna Falchi e avevo Paulo Sergio al Fantacalcio, e quella era la mia vita. Altro che disagio esistenziale.   

 

 

 

Una figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.

Zippo Ciwati
Una ex figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.
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