Il nuovo album dei Subsonica fa cacare verde. Fa cacare verde principalmente per una ragione: perché è una merda. A chi, con spocchia, avesse intenzione di argomentare contro di me facendomi presente che non l’ho ascoltato, rispondo che in effetti no, non l’ho ascoltato. Tanto lo so già che è una merda.
Magari potrebbe essere una novità, e cioè magari hanno smesso di scrivere pezzi uguali a quelli di Nino D’Angelo ma con l’aggiunta di suoni (di merda) che fanno uiuiuiuiuiuiu per figurare come i guru della musica elettronica. Ma non vorrei sembrare scorretto, per cui mi scuso subito con Nino D’Angelo, al quale va il mio plauso più sincero. Dicevo, magari sono cambiati, peccato che a me non me ne freghi un cazzo.
Ma poiché forse c’è qualcuno che ancora non sa come si chiama questo disco, glielo dico io: si chiama Una nave in una foresta. Avete capito brutti stronzi? Non ho ragione cazzo del demonio? Se chiami un disco Una nave in una foresta significa che hai articolato un ragionamento in più steps così costituito:
1. Vuoi sorprendere il tuo pubblico
2. Decidi di farlo con un’immagine insolita
3. Assoldi un team di creativi che fa 25 riunioni per trovare la soluzione migliore
4. Non è vero, non ci spendi un cazzo e ci pensi mentre cachi
5. Non ti viene niente di meglio che Una nave in una foresta.
Caro signor Subsonica, io lo capisco che devi suonare alle feste del PD e quindi a me probabilmente adesso mi cacciano, ma quel che è giusto è giusto, e io te lo dico.
Devi morì.