La Canadese: Il suicidio del samurai
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Il suicidio del samurai

Uno Zippo Ciwati furioso ci parla della caduta del muro di Berlino, dell’anniversario della rivoluzione d’ottobre, del Giappone e dell’Alberone.

9 Nov
2014
La Canadese

Hanno ucciso l’ennesimo simbolo di questa città. Sì, l’Alberone era un albero demmerda e tra l’altro sembrava pure un bonsai. Stavolta la dirò grossa e non so se la dirigenza riuscirà ad accettare cotanta insolenza: ma il Giappone ha rotto il cazzo. Il bonsai è una di quelle cazzo di cose che sono piccole e ti verrebbe voglia di ammazzare tua suocera perché non capisci perché cazzo le cose debbano essere così piccole, gli haiku sono le seghe delle medie della letteratura, i manga servono solo per finanziare il ritorno della Lucchese in serie A (e già c’abbiamo il Sassuolo, non continuate a rompere il cazzo per favore), il sushi è da stronzi e le geishe sono zainetti demmerda. Basta con questi miti indotti dalla ormai defunta new economy.

Rompete tanto il cazzo che Totti è il giocatore più forte dei bigonzi, poi casca una vera bandiera e che si fa? Si va all’Opificio (che comunque è una bomba eh) come se niente fosse.

Il porca puttana di anniversario della rivoluzione d’ottobre, la caduta del fottutissimo muro di Berlino (che mannaggia al cazzo almeno impediva questa cazzo di fuga di cervelli di giovani stronzi) che cadono in questi giorni non ci stanno insegnando un’emerita ceppa come al solito. Appio Latino era uno di quei meravigliosi Last Man Standing che, dopo essersi liberato di Pompi (ne ho già parlato qui), poteva finalmente tornare ad essere quel Caffarella pride che ho percepito al mio arrivo dalle risaie polentone.

Ricostruiamo l’identità collettiva, resina alla mano e andiamo rincollare questo cazzo di albero demmerda, brutto sì come Taddei, ma con lo stesso suo cuore. Poi trasformiamo il baretto là accanto in uno di quegli american bar super yeah e leviamo terreno a quel pezzente di Alfio Marchini che sta cercando, non come me, di sfruttare questa storia dell’Alberone per farsi regalare la maglietta da Florenzi.

 

 

Una figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.

Zippo Ciwati
Zippo Ciwati
Una ex figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.
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