La Canadese: Lino Banfi l’ho votato io
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Lino Banfi l’ho votato io

E quindi, che cazzo, voto Lino Banfi. 1,2,3 che cazz me ne freg a me.

31 Gen
2015
La Canadese

Attacco in sottofondo la colonna sonora di Porca Società, firmata Pippo Caruso. Confesso.

Abbiamo un nuovo presidente della Repubblica, la coalizione ha trovato la quadra e anche io ho fatto finta di non voler rompere il cazzo. In verità, anche se non l’ho detto a nessuno per paura di essere cacciato dal PD – non l’ho detto nemmeno a mia madre per paura che non si facesse i cazzi suoi e mi facesse cacciare dal PD – sono stato io a votare Lino Banfi. Il mio candidato di riferimento era inizialmente Tommasino Hassler, ma l’elezione di Tsipras in Grecia ha rimischiato le carte nel mio intestino, soprattutto dopo la sua alleanza con AnEl – che tradisce l’ingenuità del loro antieuropeismo nazionalpopulista privo di connotazione di classe – e insomma non volevo sfigurare mostrandomi troppo filogermanico. Figuriamoci, me ne frega cazzi dei greci, ma metti che mi cacciano dal PD, mi tengo buoni un po’ tutti. A parte il PD.

Sergio Mattarella è un democristo e dunque lo Chef del Quirinale dovrà puntare su un connubio convincente quantità-qualità. Quelli mica scherzano, se gli porti il brasato troppo cotto ti puoi anche scordare il posticino al Ministero per tua figlia appena uscita dallo Ied. In generale, viene ricordato per aver introdotto il bipolarismo subito dopo Tangentopoli, e dunque vorrei cogliere l’occasione per ricordare ai miei elettori che il bipolarismo è un’americanata e fa cacare. Se non c’era il bipolarismo non stavamo tutti qui a fare il talent show degli sciacalli dentro al PD. È colpa del bipolarismo dei miei coglioni se non posso farmi il mio partitino con il 2%. È colpa di Mattarella se non me ne posso andare dal PD. È colpa di Mattarella se sto qui a dividere le sezioni con Fioroni e la Bindi, mentre sogno Frank Underwood come vicino di stanza. E quindi, che cazzo, voto Lino Banfi. 1,2,3 che cazz me ne freg a me, tanto siete in 600 a sostenere il democristo, che tanto lo sappiamo che i democristi mettono sempre d’accordo tutti.

Mi tolgo lo sfizio, ridacchio sotto i baffi (manco fossi D’Alema) e rimango nel PD. Non me ne vado, finché non riesco a scoparmi la Serracchiani.

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Zippo Ciwati
Zippo Ciwati
Una ex figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.
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