La Canadese: Odio il Capodanno
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!

Odio il Capodanno

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; eppure basta andare nelle impostazione e subito si cancella.

31 Dic
2014
La Canadese

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa della cucina, sperando che il gas possa porre fine alla mia permanenza nel PD e non riuscendoci, puntualmente nell’intento, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scatto fisso che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e degli spirits. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi, tipo formare un nuovo partito di sinistra, e ci si pente degli spropositi, etc. etc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; ma basta andare nelle impostazione e subito si cancella. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Il rigore di Baggio a Pasadina, la svolta dell Bolognina o la Rivoluzione d’Ottobre. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia sovietica, o della generazione cresciuta negli anni ottanta, o nell’età contemporanea.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 1945, e che il 1917 o il 1994 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al multisala UCI si strappa il biglietto per il nuovo film di Fincher e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, con la dirigenza del partito e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di Long Island Ice Tea e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni etc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

Zippo Ciwati
Zippo Ciwati
Una ex figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude