È finita così.
Sono passati più di cinquant’anni da quando, per la prima volta, il suo nome riecheggiò tra gli umani. Lo so che probabilmente starete pensando che io, probabilmente, stia pensando di parlarvi della Nouvelle Vague, però francamente quella roba da comunista anticaglia e petrella mi ha sempre fatto venire il latte alle palle. Poi adesso che Godard ha dichiarato che, alla fine, Marine Le Pen non sarebbe così male come primo ministro, ho radicalizzato ancora di più le mie posizioni. Ma che PP “big boy” Pasolini avrebbe mai caldeggiato la candidatura di Cuperlo?! Come direbbero gli Zen Circus: «No way»!
Insomma Pompi chiude.
C’è un’espressione romana che calza a pennello: ‘sti cazzi! Mi ritrovo come al solito ad essere un personaggio scomodo per la dirigenza del mio Partito, ma non si può continuare a perdere tempo con queste stronzate. Negli anni, per sostenere candidature di sindaci, bagonghi e varie girandole di allenatori mi son perso in ordine: Bon Iver a Ferrara, i Fleet Foxes, Dente all’Auditorium, per questa storia di Pompi che usa il mascarpone non son potuto andare a vedere Capitan Vegan Morrisey (che chissà quando cazzo ritorna o se ritorna – capace che con il culo che mi ritrovo, affetto da demenza senile mi diventa crudista, fruttaveriano e infine stira) e di sicuro mi faranno perdere anche i Kasabian. E poi alla Camera si lamentano dei crucchi che vengono a farci 7 gol a domicilio. E io che minchia dovrei fare allora?! C’è chi si indigna per la disincentivazione del made in Italy, chi si scandalizza per questi (paventati dal padrone) 60 posti di lavoro che vanno a farsi fottere (e qui mi chiedo: ma tutto questo macello non si poteva fare quando hanno chiuso Rinascita e Disfunzioni Musicali?! Per dire eh…), chi per il cartello razzista esposto da Pompi stesso in cui si faceva della facile ironia sui cinesi… E poi anche questa cosa dei cinesi, basta! Quando c’è Mao sono comunisti quindi merda, quando sono mega capitalisti merda comunque perché ce lo mettono dritto per dritto fra le chiappe. Io sto con loro, non esistono solo gli Arcade Fire e le Hole nella vita. Se qualche mio collega invece di vomitare sentenze si andasse a sentire i Brain Failure e le Hang on the Box, capirebbe di cosa si sta parlando. Per chiudere, comunque, ma che merda di brand è quello basato sul tiramisù?! Fassino, dico, avete presente Fassino? Fassino, colui che ha cominciato lo sciopero della fame dalla reunion degli Smashing Pumpkins, anche lui sarebbe in grado di fare un tiramisù decente alla prima botta.
Che poi voglio dire, ma devo arrivare per forza fino a San Giovanni per mangiare il tiramisù? Ché poi si sa, una volta arrivato lì che fai? Non lo fai un salto al Circolo? E lì sempre le solite serate in cui l’hipster è sempre il vicino. Per non parlare di quando tocca finire a fare lo schifo al Pigneto. Consideratemi pure un inguaribile romantico, ma a me è sempre piaciuta di più la sorchetta di Porta Pia.
Una figura di spicco del Partito Democratico ha insistito per avere una rubrica su DUDE Mag. Per proteggersi dagli attacchi dei suoi numerosi avversari politici ha deciso di mascherare la sua identità dietro uno pseudonimo: Zippo Ciwati.
