Attualità: E se la sinistra italiana ripartisse da Ghali?
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E se la sinistra italiana ripartisse da Ghali?

«Oh eh oh, quando mi dicon “va’ a casa” Oh eh oh, rispondo “sono già qua”». [Cara Italia, Ghali] «Non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro». [Avanti, Matteo Renzi] Lo scenario politico italiano non è dei migliori per il Partito […]

24 Mar
2018
Attualità

«Oh eh oh, quando mi dicon “va’ a casa”
Oh eh oh, rispondo “sono già qua”».

[Cara Italia, Ghali]

«Non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo.
Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli.
E di aiutarli davvero a casa loro».

[Avanti, Matteo Renzi]

Lo scenario politico italiano non è dei migliori per il Partito Democratico. Il 18% dei consensi raccolti nell’ultima tornata elettorale, ha decretato il fallimento dell’esperienza Renzi e della terza via tanto cara all’ex Presidente del Consiglio.

Alla radice di questo risultato, tra le varie criticità, c’è sicuramente un problema di comunicazione tra la sinistra e il tanto temuto Paese Reale. In questi ultimi mesi, sui canali social del PD, abbiamo assistito a: Renzi che canta a squarciagola La musica non c’è di Coez, slide delle cose fatte dal suo Governo negli ultimi 4 anni, video di una famiglia stalkerizzata dal segretario del PD in bicicletta.

Contemporaneamente, nell’ultimo anno, la musica italiana ha assistito alla nascita del fenomeno Ghali, un rapper italo-tunisino che in pochissimo tempo è riuscito a fare milioni di visualizzazioni su YouTube e altrettante su Spotify. Grande fan di Michael Jackson (la copertina del suo primo disco, Album, è un omaggio al primo album postumo de Il Re del Pop), Ghali è un artista squisitamente nazionalpopolare nel senso più alto del termine: piace a tutti, soprattutto agli adolescenti.

 

 

Quello che più colpisce però è il linguaggio che il giovane rapper utilizza sia sui social che nelle sue canzoni. Seppur non ci sia alcun intento politico nel suo lavoro («Non sono un politico, io non cerco consensi»), tutte le canzoni di Ghali sono incentrate  sulla sua storia personale: l’armonioso rapporto con la madre, l’infanzia vissuta con il padre in carcere e, in primo piano, la propria condizione sociale di italo-tunisino immerso nell’Italia di oggi.

È evidente che quelle di Ghali, per citare Bennato, non sono solo canzonette. C’è un messaggio molto chiaro che non passa inosservato e che arriva diretto a chi è all’ascolto. I continui riferimenti alla cultura pop, da Dragon Ball ai Pokémon, da Breaking Bad a Narcos, non fanno altro che rendere più semplice la storia di una vita difficile. Lucrezio avrebbe detto: «Bordar di miele, l’amaro calice», ed è proprio quello fa Ghali.

La canzone più rappresentativa in questo senso è Dende. Se non conoscete Dende, il namecciano che aiuta Crilin e Gohan a evocare il drago Polunga, siete rimasti segregati a Guantanamo per tutti gli anni ’90. Nella canzone Ghali descrive la sua condizione semplicemente con un verso: «Sto nella mia bolla, sto nella mia bolla», una citazione del rap di scuola francese, che indica lo stato di emarginazione in cui vive rispetto alla società.

In un’altra canzone, Wily Wily («Ma tu digli che sono un tipo easy, figlio di ma’ e i suoi sacrifici. Sì sì sì, credo in Dio, tu pensi che l’Islam sia l’Isis»), c’è una presa di posizione molto forte sia contro il terrorismo sia contro la xenofobia in salsa italiana: «Io sono un negro, terrorista, culo bianco, ladro bangla e muso giallo». Ghali non ha paura di mettere in gioco le proprie origini e le proprie idee davanti al pubblico e ha il coraggio di contaminare con ritornelli in arabo i suoi testi.

Sorprende come, in una campagna elettorale completamente intrisa di odio e completamente dipendente dai fatti di cronaca a sfondo razziale, un rapper italo-tunisino sia in testa alle classifiche e batta record di visualizzazioni con la sua Cara Italia.

Tutto ciò si scontra inevitabilmente con la crisi dei partiti di sinistra che, con un linguaggio ormai datato, hanno perso il contatto con le persone e con i più giovani. Il PD in particolare è diventato, secondo i dati del CISE, un partito afferente alle élite, un partito che piacerebbe sicuramente ai protagonisti de La Terrazza di Scola o de La Grande Bellezza di Sorrentino.

Come invertire questa rotta? Il vero leader del centrosinistra ve l’ho descritto qui sopra: tra una citazione di Dragon Ball e un’analisi della famosa sconfitta, Ghali peggio della sinistra attuale non potrebbe fare.

Ma cosa hanno in comune Ghali e la sinistra italiana?

«Oh eh oh quando mi dicon “va’ a casa”
Oh eh oh rispondo e dico “sono già qua”».

«Non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo.
Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli.
E di aiutarli davvero a casa loro».

Nulla, almeno leggendo la citazione del rapper italo-tunisino Ghali e quella dell’ex segretario del PD Matteo Renzi.

Un altro leader è stato bruciato in poco tempo. D’Alema docet.

Davide Giannì
Davide Giannì
Classe 1993. Laureando in giurisprudenza. Appassionato di politica, calcio e cinema.
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