L’Orologio dell’Apocalisse è sempre più vicino all’ora X
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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L’Orologio dell’Apocalisse è sempre più vicino all’ora X

È stato bello.

Ci eravamo già occupati dell’Orologio dell’Apocalisse: alla fine di ottobre di tre anni fa, il Doomsday Clock segnava le 23:55, un orario relativamente rassicurante, se si guarda la sua storia nel corso degli anni.

Ma a quasi una settimana dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, l’orologio inaugurato nel 1947 dal comitato degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago, ha ripreso a galoppare verso l’annientamento globale.

 

Il comitato del Bulletin of the Atomic Scientists annuncia il nuovo orario

 

Se nel 1947, quando la fine della Seconda Guerra Mondiale sembrava regalare al mondo un avvenire di pace e prosperità, le lancette segnavano le 23:53, settant’anni dopo mancano due minuti e mezzo alla mezzanotte, cioè alla fine del mondo come lo conosciamo.

Il Doomsday Clock ha seguito tutte le fasi della Guerra Fredda e il momento in cui si è andati più vicino alla fine del mondo è stato nel novembre del 1952 quando gli Stati Uniti fecero esplodere durante un test la prima bomba all’idrogeno, potente quasi mille volte in più di quella lanciata su Hiroshima. L’anno dopo l’orologio segnerà le 23:58, mentre adesso segna le 23:57 e trenta secondi.

Escludendo il 1953, l’anno in corso è il momento in cui si è andati più vicino alla “mezzanotte”.

 

La foto del primo test USA di una bomba all’idrogeno, Isole Marshall 1-11-1952

 

Dal 2016 l’orologio è andato avanti di trenta secondi, e dal board del Bulletin of the Atomic Scientists spiegano che nell’anno appena concluso la sicurezza globale non ha fatto dei passi avanti, anzi. Le due minacce rimangono le armi nucleari e il riscaldamento globale: né gli Stati Uniti d’America né la Russia hanno intenzione di limitare il loro arsenale nucleare, che assieme valgono il novanta percento di quello mondiale. A questo scenario si aggiunge anche Corea del Nord, che continua a mostrare i muscoli sul piano dei test nucleari.

E poi ci sono le minacce del riscaldamento globale. Nonostante un lieve calo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, le parole di Trump sul problema del cambiamento climatico, bollato come un inganno e una montatura creata ad arte dalla Cina per boicottare l’industria americana, non hanno aiutato ad allontanarci dall’ora X.

Dopo aver fatto un gran casino in campagna elettorale, The Donald è riuscito nella mirabile impresa di riesumare l’orologio dell’apocalisse — una fissa per i nerd di tutto il mondo —, riportandolo sulle bacheche di tutti.

Dario Chimenti
Romano, classe 1989. Giornalista pubblicista occasionale, mi piacciono la musica suonata con attitudine rock e i film, non mi piace chi parla al cinema. Dicono di me: «Non dà alcun valore ai soldi, usa la sua proprietà e quella del governo con negligenza». Sono una persona interessante, ho tante cose da dire e faccio molto ridere. Un giorno mio cugino ha detto che sono immorale.
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