Non posso arruolarmi nell’IS, devo giocare a FIFA
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Non posso arruolarmi nell’IS, devo giocare a FIFA

Una storia vera.

I musulmani su Twitter adducono le scuse più disparate per non prendere parte alla Jihad

 

Sempre più spesso i media, tv e giornali in primis, mettono in risalto il ruolo giocato dal web, e dai social network in particolare, come formidabili casse di risonanza e strumenti di reclutamento del terrorismo islamista internazionale. La propaganda dell’IS passa anche e soprattutto attraverso Facebook, Twitter, Youtube, perfino Instagram (come osservano ad esempio Il Sole 24 Ore e Dagospia), e i più sensibili a questa propaganda sono i nativi digitali, i giovani nati e cresciuti con internet, secondo quanto riferito da Osservatorio Analitico. Ma non sempre la chiamata alle armi jihadista sortisce gli effetti sperati.

Il 26 dicembre lo Stato Islamico ha diffuso tramite i suoi profili social, come riportato da Quartz, un messaggio audio in cui il leader Abu Bakr al-Baghdadi esortava i musulmani di tutto il mondo a unirsi al Califfato e a combattere la guerra santa contro l’Occidente. Il messaggio è stato rapidamente tradotto e twittato dallo scrittore e attivista per i diritti umani Iyad El-Baghdadi, e molti musulmani hanno replicato ironicamente al tweet con i messaggi più disparati: «Non posso arruolarmi, ho appena rinnovato l’iscrizione a Pornhub», «Spiacente, ho prenotato la colonscopia», «Mia mamma non vuole», «Devo lavare i piatti», «Babbo Natale mi ha appena portato Fifa ‘16, magari se ne riparla tra vent’anni».

Ecco alcuni dei retweet più belli:

Francesco Scida
Vive a Roma dove si è laureato in Lettere. Oltre che con Dude Mag ha collaborato con Deer Waves, Libernazione, il deboscio, Visiogeist, Cinemonitor. Ama definirsi un prodotto culturale e un aggregatore di contenuti.
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