Piloti precari
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Piloti precari

Nessuno pensa mai alla drammatica situazione dei piloti, giovani lavoratori che vengono assunti con contratti a tempo determinato.

Quando si pensa alla Formula 1 vengono di solito in mente Montecarlo e le docce di champagne, nessuno pensa mai alla drammatica situazione dei piloti, giovani lavoratori che vengono assunti con contratti a tempo determinato con la promessa di un onesto lavoro da pilota e che invece poi, di punto in bianco, vengono lasciati in mezzo alla griglia di partenza senza un lavoro, senza prospettive e con moglie, figli e yacht a carico. Dove potrà mai trovare lavoro un trentenne abituato a guidare su strade private, più o meno circolari e rigorosamente chiuse al traffico? Un impiego nei trasporti pubblici se lo può sognare.

I piloti di Formula 1 sono in assoluto la categoria di lavoratori più trascurata. Si è mai sentito qualcuno denunciare le condizioni lavorative in Formula 1? No, eppure i piloti non hanno ammortizzatori sociali, lavorano anche la domenica e non possono nemmeno fermarsi ai box per una pausa caffè.

Per non parlare di tutti i giovani che ogni anno si laureano in patente B con la speranza di trovare un posto in Formula 1 e poi sono costretti a fare il panettiere o l’idraulico, rinunciando così alla passione di una vita: girare in tondo.

Guidare in Formula 1 è un diritto inalienabile del pilota sancito dalla carta dei diritti dei piloti inalienabili. Non è accettabile che un pilota venga licenziato solo perché è più prudente degli altri. Ognuno ha il suo stile di guida e il tempo sul giro non è l’unico criterio per giudicare la guida di una persona.

Un pilota può essere lento ma disegnare bellissime traiettorie, farsi doppiare con eleganza o fare ottimi barbecue sul cofano motore. E poi non l’ha detto anche Gesù? “Beati gli ultimi perché saranno i primi”, invece in Formula 1 è tutto il contrario: gli ultimi sono gli ultimi e i primi sono i primi. Assurdo. E se uno non si piega a questa logica perversa viene sbattuto fuori senza troppi complimenti, come se fosse l’ultimo set di gomme del carro.

Perché il governo sta a guardare e non fa niente? Perché i media non ne parlano? Perché i sindacati se ne lavano le mani invece di fare come fanno di solito: indire uno sciopero generale e poi lavarsene le mani? Eppure le cose da fare sono semplici e le conoscono tutti:

  1. Stabilizzare i piloti con contratti a tempo indeterminato (dopo i settant’anni potranno comodamente guidare carrozzine motorizzate).
  2. Assumere tutti i giovani neopatentati in modo che possano mettere a frutto le conoscenze acquisite nei duri studi sui test a risposta chiusa.
  3. Abolire quelle inutili e discriminanti graduatorie dette “classifiche”. Siamo tutti uguali, non ci sono persone più veloci e persone più lente, e anche se ci fossero io non voglio saperlo.

Quindi, riassumendo: gran premi infrasettimanali con trentaduemila partecipanti, macchine elettriche per non inquinare, limite dei 50 all’ora, corsie riservate agli autobus e, naturalmente, champagne per tutti.

 

Piloti Precari è apparso al mondo per la prima volta il 13 ottobre 2014 sul blog più bello d’Italia, In coma è meglio.

Astutillo Smeriglia
Il mio nome non è Astutillo Smeriglia e sono nato in un piccolo paese di provincia chiamato Italia svariati anni fa. Scrivo, disegno, animo, monto e ogni tanto faccio le pulizie di casa, da solo o in compagnia. Il risultato è questo blog e questi cortometraggi, selezionati in vari festival in Italia e all'estero, fra cui Torino Film Festival, Guadalajara International Film Festival, Stuttgart International Festival of Animated Film. Il Pianeta Perfetto ha vinto il premio per il miglior corto di animazione ai Nastri d’Argento 2011. Stessa cosa Training Autogeno, ma nel 2012. Preti è stato candidato al David di Donatello 2013 per il miglior cortometraggio.
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