Attualità: Power ranking delle 10 migliori emoji
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Power ranking delle 10 migliori emoji

Buona Giornata mondiale delle Emoji, gentildonne e gentiluomini! Per celebrare questa importante ricorrenza, centinaia — ma che dico centinaia, migliaia! — di articoli e articoletti sono stati pubblicati per farci sapere da dove deriva il termine emoji, quante ne usiamo in un anno, quali sono quelle che usiamo di più, perché le festeggiamo proprio oggi eccetera […]

Buona Giornata mondiale delle Emoji, gentildonne e gentiluomini!

Per celebrare questa importante ricorrenza, centinaia — ma che dico centinaia, migliaia! — di articoli e articoletti sono stati pubblicati per farci sapere da dove deriva il termine emoji, quante ne usiamo in un anno, quali sono quelle che usiamo di più, perché le festeggiamo proprio oggi eccetera eccetera, in un nuvolo di fredde informazioni che non rendono giustizia alla natura profonda delle emoji.

Noi, da gentildonne e gentiluomini quali siamo, lasciamo volentieri ad altri queste spicciole erudizioni e ci concentriamo invece sul motore di tutti i mondi e ancor più di quelli figurativi: l’estetica. Ben consapevoli della fervida polemica che imperverserà nei salotti, abbiamo scelto le 10 migliori emoji (riferite alla versione 2.17 di Whatsapp), dove per migliori si intende, ovviamente, più belle. Ogni emoji porta con sé un messaggio ed arrivare a selezionarne soltanto dieci è stato processo quantomai doloroso. Una menzione speciale va alle prime delle escluse, ovvero: il sirenetto nero, il B button, il faccione del drago e gli occhi che guardano in modo curioso ma educato.

 

10. Il giocoliere coi baffi 

Quando qualcuno nell’ufficio dell’Unicode Consortium (l’organizzazione non-profit che si occupa di coordinare la scrittura dei caratteri sui sistemi informatici ndr) ha deciso di approvare l’emoji del giocoliere, qualcuno, nell’ufficio degli sviluppatori grafici di Whatsapp ha pensato che il giocoliere dovesse assolutamente avere dei baffi. Non sappiamo da dove derivi questa scelta, forse il giocoliere al semaforo sulla strada che porta il disegnatore da casa all’ufficio ha i baffi, forse la scelta di portare i baffi rimanda a una personalità istrionica. Sta di fatto che mentre le tre palline volteggiano fra le sue mani sicure, mentre il suo sguardo esperto e divertito nobilita l’arte della giocoleria, noi non possiamo che fissare con ammirazione un uomo che oltre ad essere bravissimo in quello che fa, ha anche dei bellissimi baffi.

 

9. La bara

Il motivo per cui l’emoji della bara merita di essere in questa classifica è la riflessione sul nostro rapporto con la morte che essa ci porta a compiere. Non è un caso che l’arte funeraria sia stata una delle prime espressioni artistiche della storia, non è un caso che ai giorni nostri l’oggetto a cui affidiamo i corpi dei defunti sia un solido tutto sommato molto semplice, quasi minimale. Se vogliamo minacciare ironicamente un amico o se vogliamo esprimere la frase «se non faccio questa cosa sono morto», tendenzialmente useremo l’emoji del teschio, più leggera e profana. L’emoji della bara, al contrario, sembra conservare la sacralità del mistero della morte e in definitiva il messaggio di universale uguaglianza che porta con sé.

 

8. Divieto di bere

Emojipedia, l’enciclopedia delle emoji, riporta come nome ufficiale di questa emoji Non potable water. Perché qualcuno su un applicazione di messaggistica istantanea dovrebbe inviare un carattere che indica “acqua non potabile”? A meno che non facciate parte della lobby dei produttori di acqua minerale, non c’è nessuna valida ragione. È chiaro dunque che il senso di questa emoji va ricercato nella sua natura di divieto. Non solo ci viene vietato qualcosa, che di per sé è già un fatto sgradevole, ma ci viene vietato di soddisfare il nostro bisogno primario. Come se non bastasse, il bicchiere è pieno di un’acqua trasparente, fresca, che a guardarla così sembrerebbe proprio potabile. La bellezza di questa emoji sta nel sadismo della privazione.

 

7. La ballerina di flamenco

La ballerina in abito rosso è forse la più celebre delle emoji danzerecce. Proprio il suo lungo vestito rosso, i tacchi dello stesso colore, e soprattutto il ventaglio lasciano pochi spazi a dubbi: checché ne dica Emojipedia («a person dancing, most commonly displayed as a salsa dancing woman wearing a red dress…»), si tratta di una ballerina di flamenco. Il disegno dell’emoji resitituisce in pieno quello che è il senso atavico del ballo andaluso, ed ovvero, come possiamo leggere su Wikipedia,  «l’esigenza di sfogare gioie e dolori in un linguaggio intimo e privato». Un linguaggio standardizzato e pubblico come quello delle emoji che ne esalta uno intimo e privato. Bellezza.

 

6. L’autostrada

La prima cosa da dire sull’emoji dell’autostrada è che è l’emoji dell’autostrada soltanto se siete nella metà del mondo che usa la segnaletica verde per indicare le autostrade. Se siete nell’altra metà del mondo, invece, per voi non sarà un’autostrada, ma potrete comunque godervi uno stupendo rettilineo a tre corsie, con possibilità di sorpasso e un paesaggio collinare mozzafiato tutt’intorno. Il disegno è così perfetto che la strada appare quasi essere in discesa e il grande cartello sembra prendere le sembianze del traguardo di un vecchio racing game. Un traguardo che taglieremo per primi, con tutto il mondo alle spalle.

 

5. La faccina stupita

La faccina stupita è la prima delle due faccine in classifica. Il suo exploit in questo power ranking, oltre che motivato dalla sua indiscutibile attrattiva estetica, è un modo per rendere onore all’idea originale che sta dietro l’universo delle emoji. Pensare che due semplici caratteri utilizzati da secoli come i due punti e la lettera “o” potessero ricreare in modo così vivido una sensazione complessa come quella dello stupore è la chiave di volta del linguaggio che oggi tutto il mondo si ferma a celebrare. Nell’ultima versione, Whatsapp amplia la gamma dello stupore a disposizione degli utenti con diverse faccine che rappresentano diversi gradi di stupore, servendosi soprattutto delle sopracciglia. Ma la nostra preferita non può che restare l’originale.

 

4. Il fiore appassito

Alla metà del 17° secolo appare nei Paesi Bassi la dicitura stilleven, vita silenziosa, per parlare di soggetti pittorici come fiori o frutta sottratti al loro ambiente naturale. In Germania, J. von Sandrart conia il termine stilleben, mentre nei paesi anglosassoni si usa still life. È Denis Diderot a ribaltare per la prima volta la prospettiva e così la vita quieta, silenziosa, diventa nature inanimée. Sarà nel 19° secolo che si imporrà l’espressione nature morte e in questa variante si diffonderà in Italia e in Spagna, oltre che appunto in Francia. Si potrebbe tentare di spiegare la differenza etimologica a partire da quella religiosa e culturale, ma forse vale la pena di impiegare questo tempo a osservare nei dettagli la tragicità dell’emoji del fiore appassito. È come se Caravaggio avesse preso l’emoji del divieto di bere e quella della bara e le avesse fuse nella più gloriosa delle nature morte.

 

3. Lo strike

Si potrebbe obiettare che l’emoji che abbiamo denominato lo strike, non rappresenti effettivamente uno strike, ma il gioco del bowling in generale. In effetti, i birilli rappresentati e che sembrano in procinto di cadere sono soltanto tre, forse sarebbe più corretto parlare di spare, entrando nei tecnicismi del gioco. Ma il motivo per cui abbiamo scelto questo nome è la straordinaria sensazione di successo che ci dà la palla mentre abbatte i birili. Non solo straordinaria, ma ineluttabile. L’emoji dello strike è l’emoji di una persona sicura di riuscire in tutto quello che fa. Volete invitare il ragazzo o la ragazza che vi piace ad uscire con voi? Emoji dello strike. State mandando al vostro capo la relazione a cui avete lavorato nell’ultimo mese? Emoji dello strike. La convinzione di far cadere tutti i birilli è la premessa indispensabile per riuscirci.

 

2. L’arcobaleno

State giocando a tedesca in riva col mare con gli amici quando un violento temporale estivo vi sorprende. Correte a ripararvi sotto al chiosco che vende le bibite e in 5 minuti il diluvio se ne va, all’improvviso così com’era arrivato. Ormai però sia voi che i vostri amici avete una granita in mano e così decidete di restare seduti ai tavolini del bar. All’orizzonte compare un arcobaleno splendido, fra i più belli che abbiate mai visto e allora tutti corrono a fotografarlo per aggiornare le storie di Instagram. Anche voi prendete il cellulare, ma aprite la chat Whatsapp della persona che amate e le inviate un’emoji arcobaleno. Nessun arcobaleno esistente è più bello dell’emoji arcobaleno.

 

1. La faccina che pensa

Ogni aggiornamento delle applicazioni che usiamo quotidianamente è un trauma per noi utenti. Fra le tante proteste causate dall’introduzione dei più svariati pacchetti innovativi, la più grande levata di scudi di cui si ha memoria è l’aggiornamento delle emoji che ha portato alla sostituzione della faccina che pensava con lo sguardo rivolto verso destra con una nuova che invece si rivolge a sinistra. Eppure ad oggi, chi di noi si sente straniato quando usa la faccina che pensa a sinistra? Chi di noi ha memoria delle fattezze della vecchia versione? La prima posizione di questa classifica è un inno contro la nostalgia. Il tempo e l’assenza cancellano tutto, cancellano i volti dei familiari morti, cancellano i vecchi amici, cancellano persino i sentimenti. La nostalgia non è altro che senso di colpa per l’oblìo. Ora che questo senso di colpa vi assalirà, forse penserete alla faccina che pensa con lo sguardo rivolto a destra. Ma nel pensarci, ve lo assicuriamo, userete la faccina che pensa con lo sguardo rivolto a sinistra.

Cosimo Rubino
Cosimo Rubino
Cosimo Rubino è nato nel 1997 e vive a Roma. È laureato in Scienze della Politica. Dichiara di perseguire la razionalità perfetta ma tifa Roma.
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