Attualità: Roma d’Agosto non è un bel posto
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Roma d’Agosto non è un bel posto

1. «oh, ma ‘sto ventilatore?» «eh, non lo senti sto fresco?» «ma che fresco, smuove solo aria calla smuove.» «vabbè, allora mejo l’aria immobile, con st’appiccicume addosso» «nono ma infatti.»   2. «calcola che ieri notte abbiamo soccorso uno che è cascato dalla bici» «come cascato dalla bici» «eh sì, stavamo su via Cilicia e, […]

13 Ago
2018
Attualità

1.

«oh, ma ‘sto ventilatore?»

«eh, non lo senti sto fresco?»

«ma che fresco, smuove solo aria calla smuove.»

«vabbè, allora mejo l’aria immobile, con st’appiccicume addosso»

«nono ma infatti.»

 

2.

«calcola che ieri notte abbiamo soccorso uno che è cascato dalla bici»

«come cascato dalla bici»

«eh sì, stavamo su via Cilicia e, bum!, questo davanti a noi in fondo alla strada è collato all’improvviso: si è sfondato su una macchina messa all’angolo. Però è stato stranissimo, perché è cascato al rallentatore, cioè ci ha messo una vita. Mezzo comico.»

«embè, che avete fatto?»

«niente, che abbiamo fatto, s’è creato subito un capannello di gente attorno, ma questo era semplicemente gonfio d’alcol. Ma andato proprio eh. Era cascato a braccia aperte tipo Gesù Cristo sulla croce, farfugliava cose su moglie e figlia, tipo visioni. Abbiamo aspettato l’ambulanza, erano in tre che sembravano finti: un vecchietto tutto carino e gentile, uno sulla mezza età avanzata uscito dritto dritto da un film di Verdone e poi questa ragazza, pure carina, ma stronza forte, j’ha tirato un paio di ceffoni per farlo riprendere e poi hanno sgommato via. Come fai a beve così tanto e poi andrà pure in bici con sto caldo non lo so proprio.»

 

3.

«ci sta qualcosa sta sera?»

«boh ho spizzato su Facebook, che tanto ormai lo uso più che altro come agenda per gli eventi, ma non mi sembra. Per me possiamo pure sentire qualcuno, oppure stare qui a bere un amaro, ce l’ho fresco in frigo calcola. Che poi tra l’altro con l’umido e lo smog esci o non esci pare la stessa cosa, sudi paro paro.»

«daje, vada per l’amaro»

«chi era che diceva “roma d’agosto nun è un ber posto?”»

«chicoria, io non so che pezzo de noyz narcos»

«open my bara dorata…»

«…sniff my droga tajata…»

«dai mettila va, pure che non è quella.»

 

4.

«vabbè però mo’ tu parti, no?»

«sì, ma che parto, vado un weekend ad Anzio da mio zio.»

«vabbè, buttalo via»

«nono, ma infatti, mi faccio un par di giorni di mare almeno, dai. Almeno esco da ‘sta cappa. Che poi lì a livello di caldo è pure peggio, però almeno il non fare un cazzo acquisisce senso. Qui sembra sempre che stai perdendo tempo, in ‘sta città gigante sembra sempre che devi fare mille cose, pure quando in realtà non ci sta niente da fà: vivi con l’ansia perenne, con sta sensazione costante che dovresti fare qualcosa di produttivo. I giorni, le ore “sprecate” non sono un piacere ma un un senso di colpa incredibile. Ma che cazzo vuoi fa a Roma d’Agosto?»

«Appunto, Roma d’Agosto nun è un ber posto»

«no ma il problema nun è manco Roma, lei è sempre bella e uguale, ma tipo da centinaia di anni.  Semo noi il problema. E con noi non intendo io e te, intendo tutti fratè, tutti dal primo all’ultimo.»

Giulio Pecci
Giulio Pecci
Classe ‘96, studia Lettere e Musica a La Sapienza di Roma. Scrive di musica e cultura, organizza concerti Jazz e cerca di trovare il tempo di suonare la chitarra. Alla costante ricerca del decimo a calcetto.
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