Credo di non affermare niente di nuovo dicendo che uno dei principali motivi per cui il calcio è lo sport più popolare e amato del mondo è il suo essere specchio fedele della vita. Ne interpreta sia le parti più nobili ed edificanti che quelle più oscure e tristi, una volta che lo si comincia a seguire, che sia da bambini o in età adulta, è difficile scrollarsi di dosso questa passione, dal momento che si lega a doppio filo alle emozioni che viviamo quotidianamente in modo quasi naturale e simbiotico.
La vita è piena di opposti e di cerchi che si chiudono nei modi più inaspettati. Neanche un anno fa, a Settembre 2017, il Messico veniva sconvolto da due scosse sismiche a pochi giorni di distanza. Morirono centinaia di persone e ci furono crolli in tutto il paese con conseguenti centinaia di milioni di dollari di danni; la situazione era talmente grave che perfino dagli Stati Uniti in piena tempesta Trump arrivarono iniziative benefiche e commenti di cordoglio.
Parlavamo di opposti; siamo a Russia 2018, campionato mondiale di calcio, il Messico esordisce affrontando i campioni in carica della Germania. Secondo la più scontata delle epiche calcistiche sembra una partita senza troppo da dire, e invece si rivelerà una specie di Davide contro Golia: proprio come nel racconto biblico accade l’impensabile e la nazionale del tricolor, dalla bandiera così simile alla nostra, riesce nell’impresa, e per uno a zero si aggiudica il match.
La firma sul tabellino la mette un ragazzo nato del 1995 che gioca in Olanda, nel PSV, con uno dei soprannomi più brutti — o belli, devo ancora capirlo — di sempre: Hirving Lozano detto “Chucky” per la somiglianza con la bambola del film o l’aggressività sul campo. Subito dopo la fine della partita, fa il giro del mondo la notizia secondo la quale al gol di Chucky l’esultanza dei tifosi messicani sia stata tale da provocare un mini-sisma nel paese.
Una notizia che è stata poi fortemente messa in dubbio, se non proprio smentita, ma poco importa: l’esorcismo è avvenuto. Il popolo messicano ha deciso di far tremare la propria terra di pura gioia e amore, un anno dopo il terrore e la disperazione.
Sto scrivendo subito dopo la fine della seconda partita del Messico in questo mondiale, vinta per due a uno contro la Corea del Sud. Lozano ha regalato un’altra grande performance, firmando anche un assist al bacio per il gol del “Chicarito” Hernandez che ha chiuso il match.
Ora il Messico ha praticamente gli ottavi di finale in tasca, e forse la mente già ai quarti, che non raggiunge dal mondiale dell’86, quello vinto dall’Argentina di un inarrestabile Diego Armando Maradona. Deve quest’inizio così promettente in larghissima parte al ragazzo con quel soprannome così peculiare (sempre a lui deve anche la qualificazione al mondiale grazie al gol contro Panama), un exploit annunciato per gli addetti ai lavori, e che ora ha attirato su di sè gli occhi delle migliori squadre del mondo, Barcellona in testa, sembrerebbe.
La storia del giovane uomo nato a Città del Messico che sta facendo sognare tutti, è in qualche modo anche questa un’epica calcistica che ci è già ben nota, ma che non ci stancheremo mai e poi mai di riconoscere. Bambino vivace e terribile, il suo talento esplode fin da piccolissimo, quando viene notato dai talent scout del Pachuca, la formazione più antica della massima serie Messicana. A soli undici anni parte da solo verso il nord del paese e le cose, come prevedibile, non si rivelano affatto semplici. È indisciplinato, non segue le indicazioni, è costantemente fuori rosa e rischia più volte di farsi sbattere fuori.
Stando alle sue parole tutto cambia nel momento in cui sua moglie, Anita, rimane incinta. Lozano ha diciotto anni e probabilmente in quel momento decide di diventare grande: infatti sempre a diciotto anni arriva anche l’esordio, e il gol della vittoria, nella massima serie messicana. Se si osserva l’esultanza, subito dopo aver segnato, come molti giovanissimi, non sa bene che fare, e comincia dopo un attimo di indecisione a dirigersi verso la panchina; sembra chiaro che stia andando ad abbracciare l’uomo maturo in completo scuro davanti a lui, all’ultimo però, quasi imbarazzato, distoglie lo sguardo e i due si scambiano giusto una leggera pacca reciproca prima che Chucky venga sommerso dai compagni.
L’uomo dal completo scuro è Enrique Meza, esperto allenatore che lo ha fatto esordire e che forse ha anche svolto il fondamentale ruolo della figura paterna per un ragazzo inquieto e così distante dalla sua famiglia. La fiducia di Meza e la nuova responsabilità da neo padre, trasformano caratterialmente Hirving, che ora sfoga tutta la sua esuberanza in campo, fiondandosi su ogni pallone senza pensarci due volte, con una fame e una voglia percepibili anche solo dai video o dal televisore. Per continuare la saga da predestinato, nel 2017 passa, per dieci milioni, alla sua squadra attuale, il PSV Eindhoven, diventando il giocatore messicano più pagato di sempre. Lozano non si fa pregare e va a segno in sette delle prime otto partite giocate, distruggendo ogni record del campionato olandese.
La storia della divinità azteca più conosciuta e importante è immersa in una straziante lotta intestina. Quetzalcoatl era un uomo puro e giusto, con la sciagura di avere un fratello geloso e cattivo, Tezcatlipoca, che lo traviò e tentò, facendolo ammattire al punto tale che, stremato, Quetzalcoatl si diede fuoco e di lui rimasero solo le ceneri, dalle quali nacquero i bellissimi e coloratissimi uccelli quetzal. Risorto dopo quattro giorni, Quetzalcoatl divenne il Dio dei primi uomini, fissandosi poi nel cielo in forma di stella.
Hirving “Chucky” Lozano ha un fratello, anche lui calciatore professionista, ma il vero sabotatore della sua vita è stato lui stesso e per lungo tempo.
Con l’aiuto e il sostengo provvidenziale delle persone giuste al momento giusto Lonzano ha scelto la via migliore, sostenuto e valorizzato dal suo indiscutibile talento: ora, prima di sognare l’approdo in una delle migliori squadre del mondo, c’è un intero popolo che gli chiede di continuare a far tremare la terra di gioia, pronto a seguire fino in fondo la nuova luminosissima stella apparsa nel cielo messicano.