Mastercramps • 5 sfumature di gol
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Mastercramps • 5 sfumature di gol

«Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La sfumatura».

«Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La sfumatura». In queste 5 frasi, forse un po’ banali, Paolo Sorrentino ci riassume il pensiero di Tony Pagoda, il protagonista di Hanno tutti ragione. Noi di Crampisportivi vogliamo prendere in prestito il concetto di sfumatura per dire no alla regola un po’ grillina del uno-vale-uno, del rossienerituttiuguali. Non è tutto uguale, anzi – panta rei –  nel pensiero di Democrito come su un campo da calcio niente è uguale (tranne qualche campionato dell’Inter), tutto è sfumatura. Ecco quindi 5 gol che, oltre ad essere bellissimi, vanno a creare una scala di sfumature dall’uno alla moltitudine.

5. One man show

Il più classico individualismo capitalista applicato al calcio: ho un pallone fermo a quaranta metri dalla porta, lo calcio fortissimo, quello prende una traiettoria improbabile e faccio gol. Un tocco, tutto tremendamente semplice, la sfumatura di Hakan Calhanoglu.

4.  Sassi che il mare ha consumato

Se il tuo cartellino è costato all’incirca 100 milioni di euro ti tocca, di tanto in tanto, far uscire dei conigli dal cilindro: qui Bale approfita del gesto più semplice del calcio, un passaggio rasoterra di una decina di metri, stoppa con l’interno del piede destro, se la porta avanti con l’esterno sinistro quel tanto che basta per fare due passettini e calciare. Un passaggio e tre tocchi: ne esce fuori una sassata che bacia la traversa, la sfumatura di Gareth Bale.

3. I preliminari sono importanti

Toni ancor prima di ricevere palla sul lato corto dell’area alza la testa e guarda in mezzo, fa quello che ti insegnano i primi giorni di scuola calcio, testa alta a cercare il compagno. Lo trova nell’accorente Romulo e lo serve con un cross morbido, abbastanza veloce e soprattutto un po’ lungo. A complicare le cose, Romulo arriva in corsa, che è la dinamica peggiore per ricevere una palla alta, a quel punto fa un movimento innaturale, ma bellissimo, la stoppa con l’esterno destro, più che stopparla la smorza per tenerla vicino al suo piede destro e avere l’angolo alla sinistra del portiere aperto. Un stop della madonna, un gol facile, La sfumatura di Romulo.

2. Velo, ergo sum

Ci sono casi in qui, anche se ti chiami Lionel Messi, devi ringraziare qualcuno. L’azione è di quelle classiche per il Barcellona: un triangolo in zona centrale tra Messi e qualcuno a caso che questa volta è Montoya; la rottura dello schema è il trovarsi nel mezzo di Sergio Busquets che nella sua semplicità fa la cosa più geniale, allarga le gambe e fa passare il pallone che Messi depositerà in fondo alla rete. Un mancato tocco: presenza nell’assenza, la sfumatura di Sergio Busquets.

1. il collettivismo spiegato al Sunderland

Se la mania del tiki taka sta velocemente scemando in ragioni di altre manie, l’Arsenal di Wenger, da sempre piacevole alla vista, quest’anno sta riscrivendo il concetto di gioco di squadra: tocchi rapidi per arrivare in porta. In questo caso contiamo 5 giocatori coinvolti, 7 passaggi e 15 tocchi totali per segnare. L’autore del gol è Rosicky, ma non è importante, la sfumatura dell’Arsenal

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Marco D’Ottavi nasce a Roma e le sue fortune finiscono lì. Una volta ha letto un libro e da allora ne scrive per Bookskywalker.

Mastercramps è una rubrica di Crampi Sportivi è una rivista online di approfondimento sportivo nata con l’intento di portare Zinedine Zidane e Dennis Rodman al cena dal professor Heidegger.

Marco D’Ottavi
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