Attualità: True Detective Abruzzo: 10 proposte per un remake
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True Detective Abruzzo: 10 proposte per un remake

Il remake si chiamerebbe, ovviamente, Detective Addavere, e anche qui il serial killer perpetrerebbe le proprie nefandezze attenendosi alle tradizioni popolari.

La prima puntata della serie televisiva True Detective si apre col ritrovamento del cadavere di una donna, esposto in un campo secondo quello che sembra un elaborato rituale. I due investigatori protagonisti, cercando di scoprire chi è stato e perché, scoprono che l’iconografia a cui si ispira l’assassino è quella del Courir de Mardi Gras, una sfilata carnevalesca tipica della Louisiana, in cui si mescolano le influenze delle locali religioni pagane. Quando l’ho scoperto anch’io, coi due investigatori, cioè mentre guardavo la serie, ho subito pensato che in Italia le influenze pagane non mancano, e che si potrebbe girare un remake nostrano di True Detective. Io, di mio, conosco l’Abruzzo, e per il progetto sarebbe ideale: il remake si chiamerebbe, ovviamente, Detective Addavere, e anche qui il serial killer perpetrerebbe le proprie nefandezze attenendosi alle tradizioni popolari.

Per esempio, le sue vittime potrebbero essere:

10. Coperte di serpenti vivi fino a morire dallo schifo e poi portate in processione, come nella Festa dei Serpari di Cocullo, anche nota come Festa di Chtulhu.

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Dettaglio da una foto di Giuseppe Iammarrone, da Riti propiziatori in Abruzzo, Textus edizioni

9. Orribilmente squartate da un aratro in competizione per fare il solco più lungo e dritto, come nella Gara del Solco, a Rocca di Mezzo.

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Fonte: http://www.roccadimezzo.org

8. Trafitte da una lancia colorata a mò di lecca lecca, come nella Giostra Cavalleresca di Sulmona.

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Fonte: www.hotelmeeting.wm-hq.com

7. Costrette a caricarsi una croce e camminare scalze e incappucciate per le strade della città fino a che lo sfinimento o la crocifissione non sopravvengano, come nella Processione del Venerdì Santo di Lanciano.

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Fonte: www.morteorazionelanciano.it

6. Arse vive in cima a degli altissimi fasci di canne, come nella Festa delle Farchie a Fara Filiorum Petri.

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Fonte: http://kokopelli-italy.blogspot.it

5. Spennellate a morte. Per la precisione, unte sulla gola con olio extra-vergine di oliva fino a che tutto quell’olio, in un modo o in un altro, non finisca per fare male. Ispirazione sarebbe la festa di San Biagio a Lanciano.

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Fonte:  www.abruzzolive.tv – nel senso di “Abruzzo live”, non di “Abruzz’olive”, nonostante tutto l’olio.

4. Schiacciate da un bue che si genuflette di fronte alla sacra immagine di San Zopito, un santo che gli abitanti di Loreto Aprutino hanno inventato di sana pianta qualche secolo fa, dopo aver male interpretato un’iscrizione latina.

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Fonte: www.inabruzzo.it

3. Esposte a un attacco inevitabile e fatale della Sindrome di Stendhal, di fronte alle luminarie di una qualunque festa di paese.

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Fonte: http://www.luminariecanella.com

2. Rapite e sbranate da un uomo vestito da lupo, mentre altri due uomini interpretano una coppia al lavoro scambiandosi battute salaci per intrattenere il pubblico. È quello che succede durante la rievocazione del Miracolo di San Domenico e il Lupo, a Pretoro.

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Fonte: http://foto.inabruzzo.it

1. Fatte a palline, fritte in olio d’oliva o strutto, mescolate col miele e tempestate di Smarties. E qui, la cicerchiata dei sospetti si stringe.

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Fonte: www.ladyerbapepe.com

Daniele Zinni
Daniele Zinni
È redattore e traduttore dall’inglese per DUDE MAG. Suoi racconti e scritti vari sono usciti o usciranno a breve su Nuova Tèchne (Quodlibet), Crampi Sportivi, FUOCOfuochino, 404 File not Found, Lapisvedese e Nuovi Argomenti.
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