Attualità: Tu la conosci Anna Politkovska?
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Tu la conosci Anna Politkovska?

Ogni tanto ripensate ad Anna, a come tutto può finire di fronte ad un ascensore. Ogni tanto ripensate ad Anna, al prezzo che si paga, proprio in questa specie di oggi in cui tutti pagano malvolentieri, ma pagano solo per l’illusione di pagar meno. Ma non quel prezzo. Quello è diventato un po’ fuori moda, […]

25 Lug
2018
Attualità

Ogni tanto ripensate ad Anna, a come tutto può finire di fronte ad un ascensore. Ogni tanto ripensate ad Anna, al prezzo che si paga, proprio in questa specie di oggi in cui tutti pagano malvolentieri, ma pagano solo per l’illusione di pagar meno. Ma non quel prezzo. Quello è diventato un po’ fuori moda, un po’ spento, un po’ ideologico: perché morire per una sola idea, quando si può vivere per servirne tante altre? Ogni tanto ripensate ad Anna, proprio alla fine di questi Mondiali in Russia, che è un bel nome per dire tante cose, tanti popoli, tante memorie, tante sepolture. Ogni tanto ripensateci, quando non sapete bene dove sia la verità, chi la dica, chi abbia ancora questo innaturale coraggio di rimestare, spostare macerie, individuare responsabili, quando si può vivere per servirne molti.

Ogni tanto ripensate ad Anna, quando sentite, e lo sentite, che qualche verità viene omessa, qualcun’altra ingigantita, quando perfino in Russia (che è un paese stranamente policentrico, politeista, ma governato da poche idee, ferree, da poche teste, coronatissime) qualcuno si accorge che no, alla fine, questi Occidentali sono simpatici. Non sono tutti perversi, gay, rovinati, rovinosi. Che perfino questi rossi non sono tutti corruttibili, infiltrati, infilati sempre allo stesso spiedo.

Ogni tanto ripensate ad Anna, quando sentite dire in giro qualcosa sui giornalisti, qualcosa di poco carino, qualcosa di infamante. Al netto dei venduti, esiste chi ancora cerca qualcosa. Al netto degli editori e delle vecchie logiche, esiste ancora chi rimesta gratis. Al netto di bugiardi al prezzo di saldo, esiste chi senza essere pagato acquista a peso di ore di lavoro sfruttato il più inquietante dei suoi pregi, una strana forma di libertà.

Inquietante, perché a nessuno va di cercare, a tutti piacciono cose semplici, a tutti piace l’idea scarna a cui appigliarsi, da poter ripetere, da poter ruttare direttamente dalla pancia. A tutti piace, ma il problema è accontentarsi, ed è diventato inquietante, e di gran moda.

Inquietante, perché ogni tanto ripensate ad Anna, durante i fasti di questi Mondiali, di cui tutti abbiamo elogiato lo spettacolo maestoso, gli Stadi, mamma li hai visti gli stadi, la Nazionale. Anche l’imperatore più dannato dava dei giochi bellissimi. Vi sarebbero piaciuti, sapete?

Ogni tanto ripensate ad Anna, all’odore di condominio, l’aria satura di qualche pentola sul fuoco, le scale, la busta della spesa che cade, un qualche strano rintocco mentale che dice: «è questa davvero, la morte?». Ripensate ad Anna quando vi imbattete in un giornalista, fategli solo una domanda: «Tu la conosci, Anna Stepanovna Politkovska?».

Ogni tanto ripensate ad Anna, a come tutte le verità oggi sembrano doppioni, sdoppiate, manomesse, i numeri diventano saltimbanchi, cambiano forma, saltellano a ritmo di bugie e mezze concessioni al vero, su cui costruire un impero di omissioni. Ogni tanto ripensate ad Anna, perché va ricordato: la verità è scomoda, la verità è spesso una specie di atto di accusa, la verità è spesso una specie di auto-processo a cui sembra lecito sottrarsi, sempre e comunque. Ogni tanto ripensate ad Anna, quando dite: «ha fatto anche cose buone», quando annunciate: «è la solita vostra antica propaganda».

Ogni tanto ripensate ad Anna, e, se potete, difendete un giornalista che ha fatto il suo lavoro. Ma prima, prima di tutto, chiedetegli seriamente: «Tu la conosci davvero, Anna Stepanovna Politkovska?». E insieme ditelo, perché poi certe cose vanno dette, Mondiali o non Mondiali. Fate un augurio, seriamente, con candida onestà. Che i suoi assassini non godano il privilegio di una buona memoria. Ogni tanto ricordatevi di Anna Politkovska. Che i suoi assassini non godano il privilegio di una buona memoria. Anche il peggiore tra gli imperatori, alla sua fine, veniva dalle statue cancellato.

Luca Capriotti
Spesso pensa ai dinosauri e agli alberi, nel tempo libero scrive su Fox Sports e Calciomercato.com, e va in diretta tv. Poi torna ai dinosauri, prima che può.
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