Anche se non siamo degli chef, abbiamo deciso di riunire un po’ di amici per suggerirvi alcune ricette per il pranzo di Pasqua, nel caso in cui decideste di non mangiare carne e derivati animali per quest’anno e magari anche per i prossimi anni. In tal caso fatecelo sapere, i nostri cuori si riempirebbero di gioia e felicità.
Torta al cioccolato
Edoardo Vitale – Direttore editoriale DUDE MAG
Mi sento un po’ in colpa perché mi rendo conto che quando arriva la Pasqua il mio atteggiamento e il mio modo di vivere questa scelta etico-politico-alimentare cambia un po’ e prende una forma diversa che si focalizza solo su alcuni aspetti, trascurandone altri. L’esempio lampante è quello che riguarda gli agnelli, animali innocenti come tutti gli altri, ma che io stesso strumentalizzo per suscitare più facilmente lo sdegno altrui.
In realtà gli agnelli meritano di vivere in pace come qualsiasi altro animale, anche quelli che non sono carini e non fanno piangere. Più in generale credo che la sfera alimentare sia solo una piccola parte della questione, perché l’invadenza, i danni e la sofferenza che l’uomo causa agli animali, vanno ben oltre il cibo. Ad ogni modo, ci sono i compromessi e la consapevolezza che portare anche una sola persona a una scelta etica per questa Pasqua sia un traguardo di cui sarei onorato. Non sono bravo con le ricette, con le quantità e tutto il resto e oltre ad augurarvi un buon pranzo, vi auguro di non sporcare la cucina come me ogni volta che mi metto ai fornelli.
Giusto per andare in controtendenza fino in fondo, cominciamo da un dolce molto semplice ma anche molto buono.
Ingredienti:
- 250 gr di farina;
- 4 cucchiai di cacao amaro;
- 60 gr di zucchero integrale;
- mandorle sgusciate;
- 2 bicchieri di latte di soia;
Mettete gli ingredienti in un frullatore, di solito vado in questo ordine: cacao e latte, mescolate lentamente e poi aggiungete zucchero e farina setacciata, continuate a frullare finché non si ci saranno più grumi. Versate tutto in una teglia, aggiungete le mandorle nella quantità che preferite e infornate per circa 40 minuti a 150 gradi. Aggiungete zucchero a velo se gradite.
Torta di spinaci e ceci della densità dell’asfalto
Virginia W. Ricci – scrive su Noisey e Vice
Non si dà mai abbastanza importanza all’espressione “spirito critico”, locuzione che in certi casi – ma non tutti – è un’endiadi che ha origini ovviamente greco antiche a livello etimologico (krino significa scegliere, giudicare, distinguere, da cui poi la parola Krisis che significa sia lotta che decisione). Ecco, per me il veganesimo è una questione di spirito critico, non è la quantità di non-carne e non-derivati che ingerisci, è una posizione critica nei confronti di un determinato modo di percepire il cibo, per cui una distinzione. Bourdieu raccontava di come si desideri la crisi, la distinzione, per prendere le distanze da un certo habitus, che è il sistema di credenze dominanti, con tutta la sua rete di segni distintivi. Il cibo è, con il tempo, diventato come il denaro: sempre più distante dalla sua origine concreta, sempre più lontano dagli occhi e quindi dal cuore, nessuno storce il collo alla gallina e nessuno squarta il maiale, il maiale non esiste, la gallina è quella di Banderas. La posizione critica è quella che ti fa fermare un attimo davanti al piatto pronto e considerare da dove arrivi quello che stai per consumare. E parlo di piatto ma potrei parlare di ogni ambito della realtà. Quindi non so se mi sento di distinguere un vegano da un non vegano, perché tra il panino veg del McDonalds e uno che sgozza il proprio maiale ritengo comunque più coerente il secondo. Io distinguerei più tra critici e non critici, anzi, tra critici e induttivisti.
È la mentalità induttiva che porta a cancellare ogni nesso causa-effetto tra l’origine e la destinazione, perché ci hanno abituato che è così, ed è proprio questa mentalità che porta una ipotetica famiglia x ad avere un tacchino sul piatto e non chiedersi nemmeno che origini abbia, perché il tacchino non esiste, esiste solo la carne. Russell raccontava la storia del tacchino induttivista che si è abituato che quando arriva il contadino, ogni giorno, gli arriva il cibo, quindi per induzione pensa che ad ogni arrivo del contadino arrivi il cibo e così è, fino alla vigilia di Natale, quando viene sgozzato. Questa metafora è stata poi ripresa da Popper, il padre del razionalismo critico, teoria che sostiene (giustamente) che l’unico compito della ragione è farsi domande.
Vi auguro buona Pasqua e vi auguro di farvi sempre domande, perché è questo che ci rende esseri razionali e non tacchini induttivisti.
Vi trascrivo ora la ricetta della torta di ceci di mia madre che mi ha quasi ucciso al mio compleanno per la densità dell’asfaltata di ceci. Mi fa ridere che a un certo punto mia madre abbia usato l’espressione “non troppo densa” per descrivere la torta vi giuro più pastosa che abbia mai mangiato.
Mi è però rimasto un ricordo meraviglioso legato a questa torta, forse perché era il mio compleanno, forse perché adoro la mia mamma, forse perché ho una strana perversione per i cibi complessi da digerire.
Mia mamma Beatrice Pardi mi ha inviato la ricetta via sms quindi la descrizione e i dosaggi sono molto vaghi – un ulteriore invito a utilizzare il vostro spirito critico per far riuscire bene questo piatto.
Ingredienti:
- 300 gr spinaci;
- 200 gr farina di ceci;
- scalogno;
Lessare e strizzare gli spinaci. Insaporire nel soffritto di scalogno e metterli in una pirofila unta.
Mettete la farina di ceci in una scodella, aggiungere acqua un po’ d’olio e la pastella non troppo densa.
Infornare gli spinaci a 180° per 20 minuti.
Antipasto di filetti di zucca marinata con olive nere per 3/4 persone
Sara Loi – Owner & Designer del marchio eco-friendly “Sara Loi”
La scelta vegana è oggi più che mai un atto d’amore molto potente verso altri esseri viventi. Il mio passato alimentario era ricco di prodotti animali, essendo per metà sarda, so benissimo cosa voglia dire rivoluzionare il proprio regime alimentare, e forse per me è stato più facile riuscirci partendo da principi politici ed etici dominati dall’empatia e dall’antispecismo. Credo che la cultura alimentare dominante, basata su prodotti animali, sia una grande illusione e sono convinta che porre le basi per un ragionamento profondo affinché lo si possa abbandonare, sia una grande occasione di crescita per il genere umano.
Tagliate con un pela patate la zucca ottenendo delle fettine non troppo spesse.
Ponetele in una terrina mettendo il sale e il succo di limone ricoprendo la superficie, procedete a strati se necessario e lasciate riposare per 3/4 ore.
Prima di servire condite con l’olio extra vergine di oliva, pepe nero (per bilanciare il sapore dolciastro) prezzemolo, semi di papavero e olive nere cotte al forno.
Ingredienti
- 300g di zucca;
- olio extra vergine di oliva;
- semi di papavero;
- olive nere;
- pepe nero;
- sale;
- succo di limone;
- prezzemolo;
Riso con verdure e latte di cocco per 3/4 persone
Sara Loi – Owner & Designer del marchio eco-friendly “Sara Loi”
Soffriggi in una padella con olio extra vergine di oliva dello zenzero a fettine, aglio, cipolline fresche e peperoncino fresco.
Aggiungi il broccolo verde, le carote, le zucchine e i funghi e cuoci per qualche minuto, aggiungi sale, pepe nero e acqua per idratare la cottura, lascia che i vegetali mantengano una certa durezza.
A fine cottura aggiungi il latte di cocco e riscalda il tutto per 1/2 minuti.
Unisci il tutto al riso che avrai precedentemente cotto e salato in un’altra pentola e servi a tavola.
Ingredienti
- 3/4 fettine di zenzero;
- 2 spicchi di aglio lasciato intero;
- 2 cipolline fresche;
- peperoncino fresco;
- olio extra vergine di oliva;
- sale;
- pepe nero;
- 300g broccolo verde;
- 200g carote;
- 150g zucchine;
- 150g funghi;
- 400 ml latte di cocco;
- 350g riso integrale;
Polpettone di lenticchie con purè di fave e cicoria per 4 persone
Questa ricetta è stata realizzata da The Vegustation e presa dal sito di SalvaUnAgnello.com, per gentile concessione di Animal Equality Italia e The Vegustation.
Per il Polpettone:
- 300gr Lenticchie Lessate;
- 150gr Patate Lessate;
- 80gr Farina di Ceci;
- 30gr Amido di Mais;
- 2 Carote;
- 3 Cipollotti;
- 1 Spicchio d’aglio;
- 50gr Semi di Girasole sgusciati;
- Sale;
- Pepe;
- Olio Evo;
- Finocchiella Tritata;
- Qualche foglia di Origano Fresco;
- 100ml Vino Bianco;
Tagliare a dadini le carote e i cipollotti. Fare un bel soffritto con dell’olio di extra vergine di oliva e sfumare con il vino bianco. Mettere nel soffritto la finocchiella, un pizzico di sale, un pizzico di pepe, i semi di girasole e l’origano fresco tritato.
Quando il soffritto si è asciugato bene, versarlo nel frullatore insieme alle lenticchie, le patate, le farine e un cucchiaio d’olio evo. Salare quanto basta e tritare il tutto.
Una volta ottenuto un composto abbastanza compatto, versarlo su un telo di carta da forno leggermente cosparsa di farina di Mais. Lavorare il composto aiutandosi con la carta, fino ad ottenere la forma tipica del polpettone. Una volta raggiunta la forma, chiudere le due estremità e cuocere il tutto al vapore per un’ora circa.
Quando il polpettone sarà cotto, toglierlo dalla carta quando è ancora caldo, farlo freddare e poi soffriggerlo con un po’ di aglio e olio in padella, per renderlo più croccante e più saporito.
Per il purè di Fave:
- 150gr di Fave Secche;
- 1/4 di dado vegetale;
- 500ml Acqua;
Mettere a bollire l’acqua. Arrivata ad ebollizione versare il dado e le fave. Far bollire per 30minuti circa. Quando le fave cominciano ad ammorbidirsi, frullare con un minipimer fino ad ottenere un composto abbastanza cremoso e morbido. Si può aggiungere acqua per renderlo ancora più cremoso.
Per la cicoria:
- 2 etti di cicoria;
- 1 Spicchio d’aglio;
- Peperoncino fresco;
- Olio Evo;
Fare un soffritto con olio, aglio e peperoncino. Quando l’olio si è scaldato bene mettere la cicoria lessata. Salare a piacere e farla soffriggere bene per qualche minuto.
Fagottini di seitan (una valida alternativa all’agnello)
Giulia Diana – Vegan fashion designer
Ho preso la prima nota a scuola in terza elementare, quando ho picchiato un mio compagno di classe perché stava uccidendo un lombrico. Da quel momento ho capito che dovevo battermi per difendere gli animali. Sono diventata vegana quando ancora non esistevano il seitan o il tofu. E vorrei morire vegana in un giorno di gennaio in una splendida giornata di sole.
Ingredienti (per quattro persone):
- Pasta sfoglia vegetale 2 rotoli;
- 4 panetti di seitan al naturale;
- Spinaci 1kg;
- Scalogno 2;
- Semi di sesamo;
- Semi di canapa;
- Tamari q.b.
- Olio evo
- Sale
- Pepe
Preparazione:
Pulire gli spinaci e soffriggere gli scalogni tagliati a rondelle in una padella con un po’ di olio, lasciarli cuocere coprendoli con un coperchio.
Appena pronti, aggiungere sale e pepe e frullare con un frullatore ad immersione fino ad ottenere un composto cremoso; aggiungere una manciata di semi di canapa.
In una padella antiaderente, far cuocere i panetti di seitan e rosolarli su ogni lato, una volta pronti, alzare la fiamma e sfumare con una spruzzata di Tamari.
Stendere la pasta sfoglia e tagliarla a metà, ottenendo così 4 strisce.
Spalmare la crema di spinaci su tutta la lunghezza della sfoglia, prendere il panetto di seitan e arrotolare intorno ad esso la striscia di pasta chiudendola ai lati facendo una leggera pressione con la forchetta.
Inumidire la parte superiore del fagottino con un po’ d’acqua e spolverare i semi di sesamo.
Ripetere lo stesso procedimento per i restanti 3 ingredienti.
Infornare in una teglia ricoperta di carta da forno per circa 20 minuti a 180 gradi.
Lasciare raffreddare per 15 minuti e poi servire.
Straccetti di seitan ai carciofi
Ilaria Magliocchetti Lombi – Fotografa
Ingredienti (per 4 persone):
- 400 gr seitan al naturale
- 6 carciofi
- 2 carote
- 3 spicchi d’aglio
- olio sale pepe qb
- 150 ml vino rosso
Mondate i carciofi avendo cura di togliere le foglie più dure e la peluria interna.
Tagliate i carciofi a listarelle e man mano metteteli a bagno in una terrina con acqua e succo di limone.
Tagliate una carota a listarelle sottili utilizzando il pela patate.
Mettete le carote a soffriggere insieme all’aglio sbucciato in una padella con olio extravergine d’oliva.
Quando le carote saranno leggermente dorate aggiungete i carciofi precedentemente scolati a fiamma vivace.
Sfumate con la metà del vino rosso, abbassate la fiamma, salate, pepate e coprite con un coperchio.
Fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti avendo cura di aggiungere un cucchiaio di acqua ogni tanto se i carciofi tendono ad asciugarsi.
Strappate a mano il seitan creando degli straccetti irregolari , aggiungete ai carciofi , aggiungete il rimanente vino, un cucchiaio di acqua e coprite lasciando cuocere per altri 20 minuti.
Se preferite il seitan leggermente abbrustolito lasciate andare a fiamma viva per 5 minuti senza coperchio.