Il 31 luglio del 1573 al Belvedere di Ferrara veniva portata in scena per la prima volta Aminta, la favola pastorale di Torquato Tasso. Come tutte le belle storie, anche questa inizia con un innamoramento e un imprevisto: il pastore Aminta si invaghisce della ninfa mortale Silvia che però non ricambia il sentimento.

Domani sera questa storia tornerà su un palcoscenico, quello del Teatro India, in una veste del tutto nuova. Luca Brinchi e Daniele Spanò presenteranno al pubblico romano Aminta. S’ei piace ei lice, una rilettura in chiave sensoriale e performativa della pièce teatrale di Tasso, un progetto articolato che è il connubio tra diverse realtà artistiche.
Da sempre impegnati nelle loro ricerche artistiche nel teatro, nelle arti visive e nel set design per moda e eventi musicali, Brinchi e Spanò hanno curato la regia, mentre la drammaturgia, l’analisi e l’apporto filologico e autoriale sono curati da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri della compagnia Industria Indipendente.



La narrazione della favola pastorale si manifesterà non direttamente sulla scena, ma in un luogo “altro”, grazie alle proiezioni e alla fascinosa atmosfera della dimensione virtuale e visiva, che aumenteranno l’esperienza sensoriale dell’opera teatrale. La storia d’amore verrà vissuta attraverso le immagini proiettate, in continuo movimento, che sposteranno senza soluzione di continuità la prospettiva spaziale dal palcoscenico al luogo boscoso filmico sospeso nel tempo dove la narrazione avrà atto. Un palco che si espande e troverà modo di mostrarsi oltre il suo perimetro. L’impatto visivo sarà enfatizzato dall’audio riprodotto attraverso megafoni distorti, mentre il coro sarà evocato dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori.
Al centro dell’intreccio il rimpianto per l’Età dell’Oro, un periodo magico nel quale l’uomo viveva senza vincoli, potendo godere dei frutti dell’Amore e della Natura, animato dalla libertà e dalla possibilità di una vita vissuta senza vincoli che ne limitassero l’esperienza. Se piace è lecito, il sottotitolo dell’opera, esprime proprio questa visione della favola pastorale.
«Un mondo di mezzo, dove le leggi di Natura sono ancora più forti di quelle dettate dalla civiltà, dove le pulsioni istintuali sono tracciate nettamente, e dove Venere e Amore sono i più importanti tra gli dei, capaci di dare vita e morte ai propri sudditi»
Lo spettacolo sarà portato in scena nella sala A del Teatro India dal 12 gennaio al 29 gennaio. Un’occasione per rileggere un’opera rappresentativa delle basi della cultura occidentale attraverso una chiave sensoriale del tutto contemporanea.
Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) — Roma
Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.311/314 — www.teatrodiroma.net
Biglietti: 10€ intero, 7€ ridotto
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00
Durata spettacolo: 35 minuti