Succede così, con una preparazione zen che parte dalla mattina. Si indossa l’armatura, si tiene pronto il caffè, le gocce di Xanax, le cartine, i biglietti atac per i filtri. Si tenta il soundcheck. Tutto in ordine per la battaglia. Ma cosa accade al soldato della domenica che crede di andare a fare una parata di rappresentanza e si scopre invece nel bel mezzo di una guerra solo un’ora prima che il cannone sancisca l’inizio delle danze?
Una strana euforia ha preso CircoloDisagio domenica 23 marzo. E lasciamo stare, non è colpa della primavera. L’arrivo della nuova stagione ci fa pensare al fatto che ci manca solo l’estate, poi ce le siamo passate tutte in compagnia del nostro talent preferito. E allora ecco, inevitabili, davanti agli occhi, le diapositive:
- Noi in autunno, ma già gelati dal freddo, in mano tazze di tisana bollente e un superselfie insieme alla tv. Noi con le solite facce di cazzo, lei, la tv, sempre bella, luminosa, squadrata ma sexy come una ballerina di cabaret anni Tenta.
- Noi in inverno, con i pigiami pesanti con le renne che ogni cazzo di anno ci regalano i parenti (fingiamo di non apprezzare, ma solo per fare i duri. Siamo fatti anche noi della stessa sostanza dei sogni: la flanella, appunto). E lei, la tv, con il vischio a incorniciarle lo schermo, sensuale, innocente, mentre come in una palla di vetro ci mostra una scena di un’esterna di Masterpiece in mezzo a ex eroinomani nel corso delle nostre digestioni ancora in atto.
- Noi in primavera. Oggi. Quelle belle giornate che iniziano a solleticare gli istinti, le gonnelline corte, il profumo di gelsomini in strada intorno al Circolo degli Artisti. No. Non cederemo. Soprattutto perché siamo venuti a scoprire che Aprile, Aprile, è davvero il mese più crudele. Crudele in modo strano, perché è il mese della Liberazione. E coerentemente anche noi irriducibili del Disagio verremo liberati da Masterpiece.
Domenica prossima c’è la finale. E adesso? Qualcuno prende in mano tremante l’agenda, qualcun altro vomita al cospetto di quell’horror vacui, lo spazio bianco sul calendario di una qualsiasi domenica di fine aprile. La costante e lenta deriva del Disagio è arrivata al capolinea. Per fortuna la pubblicità del nuovo reality Hotel 6 Stelle arriva a darci speranze per i prossimi lunedì. Un hotel gestito da ragazzi colpiti da sindrome di down riuscirà a tenere insieme un grande pubblico composito, formato da appassionati del telefilm Corky, gente che crede si tratti di una serie di Wes Anderson e grillini incazzati per l’uso improprio delle stelle nel titolo. Per il Disagio c’è ancora speranza.
Ma torniamo a noi. Puntata scoppiettante. Nel senso genitale, ovviamente. A partire dallo scontro fra titani: Vargas il Delfino contro Savic il Migrante, sul tema della Satira. Ospite speciale: Vauro, che ci rivela che il segreto della satira è il godimento. Eppure i due discorsi-invettive in pubblica piazza tenuti dai concorrenti (contro i lavori pubblici a prima mattina e contro le cacche dei cani) mai tanto lontani furono dal concetto appena evocato. Neanche preso alla larga, nel campo semantico di suo cugino, l’Intrattenimento. Solo due omini, probabilmente ubriachi, esposti al generale ludibrio dei torinesi che, si sa, sono falsi ma cortesi, e probabilmente gli avranno detto anche bravi, bravi, per cortesia, salvo poi bestemmiargli la madre non appena voltato l’angolo. E non a torto.
In ogni caso è chiaro che vincerà Vargas, ma se avessero mandato avanti Savic, a giocarsi la salvezza fino alla fine della puntata, sicuro che nessuno di noi avrebbe resistito al cambio violento di canale. Oramai è così: il CircoloDisagio ha sviluppato una vista stile Matrix che legge oltre le immagini e le scenette allestite dagli autori. Cari torturatori, vi conosciamo come le nostre tasche.
Prima di passare al secondo highlight della serata, ecco l’intermission nella factory: a ogni prova affrontata dagli sfidanti a singolar tenzone, scatta il commento “a parte” in stile consiglio di classe a opera del coach Massimo Coppola e i concorrenti non coinvolti nella sfida. Spicca Ex Manager nel ruolo di maestrina dalla penna rossa. Il che ci fa sperare seriamente nell’aborto dei suoi sogni da scrittrice per il bene dell’editoria/letteratura, in vista di un decollo come assistente a La Domenica Sportiva, più qualche porno ben prodotto, per arrotondare.
Non facciamo altro che pensare a questo quando la vediamo coinvolta nella sfida contro Bussa, l’ineliminabile e costantemente in pericolo di eliminazione, Bussa. L’illuminista cartesiano razionalista, Bussa. A causa di questo suo protendere all’esattezza, il Medico non riesce a vincere la sfida contro la Mistress: scrivere una scena in cui Oriana Fallaci all’apice del successo incontra il suo editore. Continuiamo a non capire perché i giudici insistano a sostenere Ex Manager. Continuiamo a risponderci: che sciocchi, dimenticavamo che è lei a pagare l’affitto del loft per la Factory.
Altra sfida: Federica La Psicologa degli Elefanti contro Stefano Psychokiller Trucco. Ed è questo l’apice della serata: sesso, lussuria, scrittura erotica.
Trucco afferma di sentirsi in difficoltà, in quanto cinquantenne represso che non riporta alla sfera sessuale la principale fonte di gioia nella sua vita. Chiaramente sono gli omicidi, inutile dirlo.
Gira voce comunque di un interessamento di Trucco per la Lauto. Lo dice De Cataldo, che non si sa tenere le confidenze, questo ormai è chiaro.
Lo scivolone storico di Masterpiece avviene in questo contesto: Federica si lascia rimare con Mano Amica in un messaggio scritto a un ipotetico partner. E noi con il nostro amico dito medio l’accompagniamo all’eliminazione.
Nella sfida tra i superperdenti non c’è storia. Alla scuola Holden vengono mescolate parole a caso che serviranno a Vargas, Bussa e Federica per costruire la trama del racconto che potrebbe salvarli o eliminarli forevah.
Chiaramente anche in questa puntata Bussa riesce a scansare l’eliminazione con una legge ad personam che ci ricorda tipici momenti di politica italiana. Ogni puntata subisce modifiche nel regolamento pur di salvarlo. Accade anche stavolta: esce la Psicologa Degli Elefanti. Ma non polemizziamo. Nel suo racconto il suo personaggio veniva inghiottito dal deretano di uno strano animale, avendolo scambiato per un sasso su cui sedersi. Si vocifera che sia proprio quello il posto dove finiscono tutti i manoscritti lanciati da De Carlo. E quindi, da oggi, anche quello della Lauto. Dov’è la tua Mano Amica adesso, baby?
Alla prossima puntata. In smoking. Tutti.
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