Cinema, Tv e teatro: Crisis in Six Scenes, la nuova serie di Woody Allen
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Crisis in Six Scenes, la nuova serie di Woody Allen

Anni sessanta, proteste studentesche, freaks e Miley Cyrus.   Se non sei su Netflix non esisti. Per questo (quasi) nessuno ha parlato del lancio in Italia della prima, e probabilmente ultima, serie ideata, scritta, diretta e interpretata da Woody Allen e trasmessa da Amazon Prime Video. «L’ho fatto solo per i soldi» ha detto Allen, […]

Anni sessanta, proteste studentesche, freaks e Miley Cyrus.

 

Se non sei su Netflix non esisti. Per questo (quasi) nessuno ha parlato del lancio in Italia della prima, e probabilmente ultima, serie ideata, scritta, diretta e interpretata da Woody Allen e trasmessa da Amazon Prime Video. «L’ho fatto solo per i soldi» ha detto Allen, che è stato pagato a peso d’oro e tirato in ballo in una lotta tra network, con Amazon che tenta di recuperare terreno sul mercato dello streaming online di serie TV e film.

 

 

In Crisis in Six Scenes si narrano le vicende del pubblicitario riciclato romanziere e autore TV Sid Munsinger (Allen) e di sua moglie Kay (Elaine May) alle prese con una giovane hippy ribelle (Miley Cyrus) ricercata dalla polizia, che trascinerà i due nevrotici nonnetti in un vortice di situazioni equivoche e momenti surreali. I sei episodi sono ambientati negli anni ’60, ricostruiti con perizia maniacale, e sullo sfondo troviamo le contestazioni nei college USA, la lotta alla segregazione razziale, gruppi politici in stile Pantere Nere e il Vietnam. All’interno di tutta la serie, fin dall’inizio metanarrativo, troviamo distillato tutto l’umorismo idiosincratico e wit a cui il regista di New York ci ha abituati in oltre cinquant’anni di carriera.

 

 

L’idea di condensare un decennio carico di eventi e significati come gli anni sessanta in sei episodi da meno di venticinque minuti, quasi una durata da cartone animato, rivela tutto il genio di Woody Allen in controtendenza alle manie di grandezza delle serie TV contemporanee, che anzi hanno la pretesa di creare un universo espanso in termini di durata e riferimenti.

Woody Allen quindi riporta il formato del serial televisivo alla sua forma più autentica, creando un prodotto che si avvicina più alla sit-com per la televisione che a una serie destinata allo streaming.  

 

 

Amazon, che produrrà anche Wonder Wheel, il nuovo film di Allen, ha lasciato completa libertà artistica al regista, che però ha affermato: «Pensavo che essendo solo sei mezzore sarebbe stata una passeggiata. Invece ho lavorato duramente come per un film, e anche di più, perché si ricomincia tutte le volte».

 

Dario Chimenti
Dario Chimenti
Romano, classe 1989. Giornalista pubblicista occasionale, mi piacciono la musica suonata con attitudine rock e i film, non mi piace chi parla al cinema. Dicono di me: «Non dà alcun valore ai soldi, usa la sua proprietà e quella del governo con negligenza». Sono una persona interessante, ho tante cose da dire e faccio molto ridere. Un giorno mio cugino ha detto che sono immorale.
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