Cronache assurde di viaggio, Festival di Locarno #1
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Cronache assurde di viaggio, Festival di Locarno #1

A discapito di questo mio pessimismo scopro che in realtà Kannagh si presta volentieri ad ospitare sul suo divano. Tutti gli altri adducono scuse banali…

Non ho idea di quanti tab di firefox ho aperto, ma so che per raggiungere l’ultimo ci metto circa due secondi. Contati. L’ordine, da solo, racconta tutto. Programma del Festival del film di Locarno, orario dei bus della citta’ di Tesserete (resi illeggibili da un errore anomalo di Flash), altri 5 tab simili ma di città svizzere diverse, alcune pagine di google maps (una puntata misteriosamente sull’Ungheria).
Un tale Kannagh mi osserva dalla pagina del suo profilo, sopra un surf. Pare sia l’unico che in tutto il Ticino, patria del Festival, ospiti realmente le persone. È divertente perché normalmente su Couchsurfing ospitano davvero tutti gratis. Nella caccia al luogo dove dormire ogni tentativo sembra risucchiato da un vortice di assurdo. Lo vedo camminare al mio fianco e farmi il gomitino ogni qual volta credo di aver trovato qualcosa.
A discapito di questo mio pessimismo scopro che in realtà Kannagh si presta volentieri ad ospitare sul suo divano. Tutti gli altri adducono scuse banali ed impegni discontinui. Mi viene in mente che in fondo potrebbe essere una soluzione plausibilissima e che sono stato uno sciocco a non pensarci prima. E poi per come sono ridotto accetterei anche un invito da Tyler Durden.
Analizzo meglio preparandomi ad effettuare la richiesta e mi accorgo che Kannagh in effetti non sembra tanto normale.
«Il posto non è concesso a tutti – racconta nella sua descrizione – ma solo a quelli che faranno una proposta realmente meritevole.» Vado avanti stoico. Non può essere peggio di tutto quello che ho incontrato finora. Poi aggiunge: «Potreste dormire sul divano, ma non vi conviene! Meglio dormire nel mio letto :), così la mattina quando mi sveglio non rischio di disturbarvi passando nel salotto!». Di colpo mi torna alla mente Jodie Foster in Sotto accusa, nella famosa scena del flipper; il mio istinto cerca di suggerire che l’alloggio non sarà del tutto gratuito.
Potrei star esagerando però temere di ritrovarsi a dormire in una scena di Shortbus è un climax a cui si arriva dopo un giro turistico nelle offerte di ostelli, locande e bed and breakfast ticinesi.
L’orrore direbbe Marlon Brando, una stanza singola con colazione inclusa direi io.
Il Festival di Locarno mi sta aspettando.

Sopra: una foto di Kannagh che mi avrebbe dovuto insospettire.
Sergio Proto
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