Fiction is more legal then reality
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Fiction is more legal then reality

Il giudice dello stato dell’Ohio Timothy Black in una controversia sulla regolamentazione degli annunci politici ha citato la serie Tv House of Cards. Vi starete sicuramente chiedendo quale sia la notizia più interessante e succulenta: un giudice che cita un politico dedito alla vendetta o la presenza di una regolamentazione per i falsi annunci o […]

Il giudice dello stato dell’Ohio Timothy Black in una controversia sulla regolamentazione degli annunci politici ha citato la serie Tv House of Cards.

Vi starete sicuramente chiedendo quale sia la notizia più interessante e succulenta: un giudice che cita un politico dedito alla vendetta o la presenza di una regolamentazione per i falsi annunci o le menzognere promesse politiche?

Non avendo sotto mano il codice americano ci concentreremo sulla prima notizia.

«There’s no better way to overpower a trickle of doubt than with a flood of naked truth», questa è la frase di Underwood riportata dal giudice Black, il quale, oltre ad avere un nome perfetto per una serie tv americana, ha sentenziato che le parole del protagonista dell’opera targata Netflix sono insite nella legge americana.

Siamo di fronte ad un cambiamento radicale del modo di vedere la fiction: non solo la osserviamo giorno dopo giorno infiltrarsi nel reale, ma assistiamo così alla “legalizzazione” del fantastico. Il giudice Black ha aperto un circolo vizioso-sfizioso che sarebbe sicuramente approvato da un compiaciuto Frank Underwood.

Attendiamo con ansia ripercussioni in Italia.

Non dovremmo aspettare molto per sentire citare Nonno Libero di Un medico in famiglia per le cause di violenza domestica, o perché no anche i politici stessi, epigoni di Underwood, che provano a destreggiarsi con le parole delle serie Tv più amate. Vediamo già Matteo Salvini parlare di “questione meridionale” citando Un posto al sole e il sindaco di Roma Ignazio Marino che alle porte di Gennaio dichiara: «L’inverno sta arrivando». 

Armando Carbone
Classe ’87, nato nella Seattle siciliana, Catania, ma da diversi anni vive a Roma, la Los Angeles italiana dove lavora nel mondo delle produzioni televisive. Laureato in filosofia con una tesi in estetica sull’atto di creazione, per studio e passione si è occupato del tema dei simulacri in autori come Deleuze, Dick e Borges.
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