Per molti non sarà una sorpresa, ma Hollywood sembra essere a corto di idee. O almeno questo è quanto ci mostra una infografica intitolata Il declino dell’originalità di Hollywood dal 1975 a oggi, pubblicata da Pixable, che l’ha realizzata analizzando tutti i numeri del box office degli ultimi quaranta anni e prendendo in considerazione i 10 film che hanno incassato di più ogni anno.
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Reboot, prequel, sequel, remake, film ispirati da romanzi o da fumetti sono sempre più comuni sul grande schermo e qualcuno ha fatto notare che tra i dieci campioni di incassi a livello mondiale del 2014, solo Interstellar di Christofer Nolan poteva definirsi “originale”, una storia cioè pensata appositamente per il cinema. Da questa domanda, è nata una discussione e soprattutto una infografica, che troviamo anche più in basso, in cui si possono vedere sulla colonna di destra il numero di film originali che ogni anno sono entrati nella top 10 degli incassi (dei soli Stati Uniti fino al 1988, mondiale dal 1989 in poi), mentre sulla sinistra sono rappresentati i remake, sequel, prequel, saghe e tutti i film che non rientrano nella categoria “originale”.
Ci si rende subito conto a colpo d’occhio, guardando in primo luogo la colonna di destra, che per Hollywood gli anni ’80 possono essere considerati davvero “mitici”, perché è in questo decennio che si ha il maggior numero di film originali nella top ten degli incassi al botteghino, ancora più che negli anni ’70. Il tutto, nonostante negli anni’80 prendessero piede saghe come quella Star Trek, Superman, Indiana Jones, Ritorno al futuro e altre ancora.
Più si va avanti con l’infografica avvicinandosi ai giorni nostri, più diminuisce in maniera decisa il numero di film originali campioni di incassi al botteghino. Negli anni ’90, infatti, si nota un sensibile decremento dei film “autentici” in grado di riempire le sale, eccezion fatta per il 1997 e il 1998. Ma il crollo dell’originalità è molto più deciso a partire dal 2001, visto che da allora il massimo di titoli originali in top ten è stato di quattro film nel 2009, mentre per il resto le sale cinematografiche sono state riempite con le proiezioni di sequel, saghe e film tratti da romanzi e fumetti. Il punto più basso è stato toccato nell’attuale decennio, con un solo film originale in top ten nel 2014 (il già citato Interstellar) e nemmeno uno negli anni 2011 e 2012. E in effetti, si può notare sulla sinistra che l’esplosione dei film non originali è avvenuta a partire dal 2000 e nell’attuale decennio è in ulteriore crescita.
Tuttavia, il fatto che sia diminuito il numero di film originali di successo al box office non significa necessariamente che Hollywood sia a corto di idee e quindi qualche spiegazione va cercata. Sicuramente nel corso del tempo si è accumulato il numero di saghe cinematografiche di successo, per cui è naturale che negli anni vengano riproposti sequel. In più, lo sviluppo tecnologico ha reso possibili trasposizioni cinematografiche impensabili in passato, come quella de Il Signore degli Anelli. Inoltre, i numeri ci dicono che i film “non originali” stanno avendo un grandissimo successo di pubblico, riuscendo a raggiungere più facilmente i gusti di utenti sparsi in tutto il globo.
L’infografica riguarda poi solo i primi dieci film campioni di incasso, per cui non vuol dire che stia diminuendo la qualità dei film prodotti da Hollywood, soprattutto se si pensa che anche in passato i film che poi sono diventati cult non sono stati sempre un successo al botteghino. Blade Runner, ad esempio, è considerato uno dei migliori film di fantascienza di sempre, ispirato ad un romanzo di Philip Dick (autore, anche lui, “di culto” e apprezzato dal grande pubblico solo decenni dopo la sua morte), ma che ha riscosso uno scarso successo di pubblico. Un altro caso è quello di Rounders, film di culto per tutti gli amanti del poker, lanciato proprio negli anni in cui diventava globale il fenomeno del texas hold’em, quella variante di poker in cui vengono esaltate le qualità del giocatore. La storia di Rounders ha ispirato tantissimi pokeristi che si sono fatti strada grazie alle proprie abilità, eppure il film non fu propriamente un campione di incassi: forse è per questo che il tanto annunciato sequel sta tardando ad arrivare.
Oppure, visto l’andamento della parte sinistra dell’infografica, non ci dobbiamo stupire se un sequel di Rounders, uscito nel 1998, esca proprio in questo decennio, che fa dei franchise storici e affermati un cavallo di battaglia per andare sul sicuro al botteghino. Insomma, quella di Hollywood è una vera e propria strategia di mercato, più che una mancanza di idee, per cui dobbiamo rivolgerci altrove se vogliamo vedere film autentici, ancor più che “originali”.
Quello dell’originalità è infatti uno dei più grandi miti creati dalla storia, che certamente Hollywood non ha il compito di realizzare. Se è forse eccessivo pensare che dopo Omero non sia stato inventato più nulla, è probabilmente condivisibile quello che sostiene Penelope Alfrey a proposito dell’originalità: «il mito dell’originalità nell’arte e nel design ha un grandissimo valore commerciale come strategia di vendita, ma la realtà è che copiare sostiene l’economia del commercio – senza copiare, si produrrebbe e consumerebbe molto meno e meno opere d’arte sarebbero esposte». Insomma, non dobbiamo stupirci se anche Hollywood vuole sostenere l’economia del commercio.

