
Se Chateaubriand fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe sicuramente coniato la sua espressione mal du siècle per descrivere alla perfezione il male di vivere causato dallo spoiler di una serie tv.
Nonostante tutti i problemi che abbiamo nel 2014, dobbiamo affrontare questa annosa questione. Wikipedia lo definisce come «l’anticipazione che può rovinare il colpo di scena». Per noi comuni mortali è l’apice della spocchia.

Sono passati un po’ di anni dalla fine di Lost. Ricorderete tutti l’attesa spasmodica per l’ultima puntata, quel lontano 23 maggio 2010; roba di gente che non ha chiuso occhio, mega thermos di caffè, tutti che aspettavano la messa in onda su Rai2 a notte fonda. Manco fosse un film introvabile di Sokurov trasmesso il sabato notte da Fuori Orario.
All’epoca non eravamo ancora stati trascinati in questo girone infernale da iperventilazione da season finale + commento sui social network. Eppure all’epoca se ne parlò molto ugualmente, tra tiggì e giornali, dato lo share molto alto, seppur in un’insolita fascia oraria televisiva.
C’è gente che non aveva visto neppure una puntata, altri che avevano abbandonato perché non si capiva nulla: eppure quella notte tutti si sintonizzarono sull’ultima puntata pur di poterne parlare il giorno dopo al bar o a cena, per sconogiure il rischio di restare fuori dalla conversazione: per non subire gli spoiler. Perché, parliamoci chiaramente, Lost era (ed è) sulla bocca di tutti. Se avevi visto l’ultima puntata di Lost ti sentivi nel giro giusto.

Per qualche anno questa tendenza non c’è più stata. O almeno non in maniera così acuta. Ai tempi del liceo tutti guardavamo The O.C., eravamo distrutti per la stupida morte del padre di Marissa, e se ne parlava a ricreazione o durante l’ora di educazione fisica. Si guardava O.C su Italia 1 dopo pranzo e prima di fare i compiti. Spegnevi la tv e finiva lì. Bei tempi.
Negli ultimi anni si è venuta a creare questa spasmodica ansia: arrivare a casa in tempo, accendere il pc, trovare il torrent giusto, mettere a scaricare la puntata, smadonnare perché non sono ancora usciti i sottotitoli e cercarli ovunque, in qualsiasi angolo remoto dell’internet, nella speranza di non beccare uno streaming che si blocca. Niente di più frustrante.

Prima regola delle serie tv: mai restare indietro o avere arretrati. Attenti, lo spoiler è sempre in agguato!
Restare indietro con uno o più episodi è un lusso che non potete permettervi, non siete voi a decidere, sono gli spoiler e il loro fiato sul collo.
Alcune serie tv sono così lunghe, orribili e devastanti, che sarebbe meglio smettere di vederle, ma non si può, perché ci sono gli spoiler e tu, cazzo, non devi dargliela vinta. Perciò butti le notti dietro questi dottori innamorati che si girano tutto il reparto di chirurgia senza mai trovare la vera anima gemella e che arrivano a superare Don Matteo quanto a longevità.
I casi eclatanti degli ultimissimi anni sono stati fondamentalmente due: Breaking Bad e True Detective.
Tutti, ma proprio tutti, hanno sviscerato, analizzato, psicoanalizzato, smembrato, recensito, e chi più ne ha più ne metta, questi due telefilm. Ma andiamo con ordine.

Breaking Bad è un capolavoro. L’hype creato da Breaking Bad è senza pari. Ci si affeziona ai personaggi, ai loro tratti caratteriali, si condivide davvero il pathos di ogni situazione. Per quelli che hanno dovuto schivare spoiler sui social network, vivere la stagione finale di Breaking Bad è stata una prova durissima, roba che Takeshi Castle’s e Giochi Senza Frontiere da ubriachi sono una passeggiata.
Non bastasse, la AMC e la casa di produzione, hanno trascinato la folla a commentare ogni puntata usando appositi hashtag, e poi ci sono i commenti alla pagina Facebook e poi Instagram. Gli spoiler sono ovunque.
Per non parlare di Tumblr: il vero strumento del male. Tutti sappiamo cos’è Tumblr, tutti sappiamo cosa sono le gif. Tutti ci siamo imbattuti nella gif di una puntata che dovevamo ancora vedere, rovinandoci tutto.

Un caso totalmente diverso è stato House of Cards, la cui seconda stagione è stata pubblicata integralmente da Netflix il 14 febbraio scorso. Sospiro di sollievo. Non occorre fare altro che sedersi sul divano e trascorrere tutta la giornata a guardare 13 puntate da 56 minuti, terminarle soddisfatti e senza nessuna paura. Salvo quella di ritrovarsi denutriti e senza amici.
I tempi cambiano, e sarebbe ora di creare un galateo della serie tv, per frenare quel qualcosa che è dentro di noi e che non riusciamo a trattenere, probabilmente derivante dall’arcaica tradizione orale omerica. Chissà. Oppure creare una polizia che dia la caccia agli spoiler. Vere e proprie taglie incombono sulle vostre teste, oltre a minacce di morte e teste di cavallo nei vostri letti!

La fotta da spoiler può renderci davvero insicuri e farci abbandonare il desiderio originario, quello di goderci una serie tv nel calduccio della nostra cameretta. Ecco cosa avete combinato! Non potreste semplicemente andare su YouPorn?
Una sola cosa in conclusione: Laura Palmer in verità non è morta e vive nel nostro ufficio.

Illustrazioni di Fabio Pistoia.