Le telephile – Le serie tv della nuova stagione (quarta parte)
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Le telephile – Le serie tv della nuova stagione (quarta parte)

L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU BREAKING BAD – THE WALKING DEAD – ENLIGHTENED – SHAMELESS.

ATTENZIONE: SPOILER Appena terminata la quarta stagione, ma già rinnovato per una quinta ed ultima di 16 episodi, divisi in due tranches, Breaking Bad è una delle punte di diamante del canale cable AMC, lo stesso di Mad Men. Protagonista del serial è Bryan Cranston, vincitore di tre Emmy consecutivi per l’ interpretazione di Walter White, professore di chimica a cui viene diagnosticato un cancro in fase terminale all’inizio della prima stagione. Non perdendosi d’animo, White mette su un laboratorio di metanfetamine insieme al suo ex-studente Jesse Pinkman (Aaron Paul), nel tentativo di guadagnare abbastanza denaro per pagarsi le spese mediche e soprattutto per provvedere al figlio disabile e alla moglie incinta (Anna Gunn) dopo la sua morte. La quarta stagione vede Walter e Jesse ai ferri corti, mettendo a rischio il loro business, a causa di Gus (Giancarlo Esposito), il distributore sudamericano divenuto loro socio nella seconda serie. Nel frattempo Hank (Dean Norris), il cognato di Walter e agente della DEA, sembra avvicinarsi sempre di più al traffico gestito da Gus. L’esplosivo finale di stagione porterà ad uno scontro finale tra il distributore e Walter, aprendo a nuove possibilità per l’ultima stagione, che partirà nell’estate 2012.

Data di inizio: 17 luglio
Ultimo episodio: 9 ottobre

La scorsa stagione The Walking Dead ha riportato in auge gli zombie sul piccolo schermo, di recente surclassati dai tanti vampiri e lupi mannari che popolano la TV, da True Blood a The Vampire Diaries. Il telefilm creato da Frank Darabont, basato sulla serie di fumetti di Robert Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard, ruota attorno a un piccolo gruppo di sopravvissuti in un mondo post-apocalittico in cui, nella desolazione più totale, appare il protagonista, in groppa a un cavallo, come fosse l’eroe solitario di un western classico. E un po’, in fondo, lo è. Lo sceriffo Rick Grimes (Andrew Lincoln) guida il manipolo di temerari umani, spostandosi di città in città, a partire da Atlanta, dopo essersi ricongiunto con la moglie e il figlio, che lo credevano morto. Tuttavia, non sono solo gli zombie ad essere i veri mostri, ma molto spesso gli umani stessi si rivelano pericolosi, spinti alla pazzia dalla situazione estrema. Il gruppo di protagonisti ci mostra tutte le sfaccettature della natura umana, quel poco che è rimasto, svelandone i lati più oscuri. Durante la premiere della seconda stagione, il gruppo lascia la città per muoversi verso la campagna, in direzione Fort Benning, finendo per ritrovarsi imbottigliati nel traffico sulla I-75. Grande è la suspense che attraversa tutta la sequenza. Quella che davvero sembra The end of civilization, come è stata lanciata la seconda stagione, un oceano sterminato di macchine lasciate abbandonate dai loro proprietari, diventerà presto una trappola mortale per il gruppo di sopravvissuti. Come nella miglior tradizione horror, gli zombie arrivano, lenti, inesorabili, in massa, stanando gli umani nascosti tra le macchine. La paura è palpabile tra di loro, ma chi ne uscirà vivo? Al cambiamento di location, fedele al fumetto, del quale si riprendono le linee guida principali, è corrisposto un cambio nel dietro le quinte. Dopo il successo al Comic-Con, infatti, Darabont ha annunciato di voler lasciare la serie, almeno nel suo ruolo di showrunner, troppo impegnativo anche rispetto alle sue altre attività. Glen Mazzara, già sceneggiatore di alcuni episodi della prima stagione, lo ha sostituito. La seconda serie prevede 13 puntate, a cui si aggiungono i 6 webisodes, usciti il 3 ottobre scorso sul sito ufficiale dello show.

Data di inizio: 16 ottobre

Ultima arrivata in casa HBO, Enlightened, creata da Mike White, punta tutto sulla sua protagonista, interpretata da Laura Dern. Amy Jellicoe, manager in una grande multinazionale, è una donna che per tutta la vita ha mostrato comportamenti autodistruttivi. La prima scena del pilot si apre proprio con Amy, mascara colante sulle guance, che ha una crisi nervosa – e conseguente esaurimento – nel bel mezzo dell’ufficio. Una situazione in potenza drammatica, ma che si trasforma ben presto in un momento comico quando Amy, arrabbiata con il suo capo, nonché amante, il quale non le ha concesso una promozione, riapre a forza le porte del pesante ascensore, coprendo l’uomo di ridicolo davanti a tutti. E già dai primi minuti si intuisce come la forza di questo nuovo serial sia proprio la protagonista e l’interpretazione della Dern, che dona ad Amy fragilità e pazzia. Dopo un periodo trascorso in un centro di riabilitazione alle Hawaii, Amy dovrà tornare alla propria vita, cercando di rimetterne insieme i pezzi con uno spirito più ottimista, spesso frenato dalla sua stessa natura e da chi gli sta attorno, come l’ex-marito Levi (Luke Wilson) o la madre Helen (interpretata da Diane Ladd, la vera madre della Dern), sempre pronta a disapprovare le scelte della figlia, dal suo nuovo stile di vita all’abbigliamento da hippie. La prima stagione sarà composta di 10 episodi.

Data di inizio: 10 ottobre

Tratto dall’omonima serie inglese, Shameless ha debuttato lo scorso inverno su Showtime. Spostata l’azione da Manchester agli States, il telefilm di Paul Abbott (creatore dell’originale) e John Wells (E.R., The West Wing) mantiene le premesse della versione britannica. Frank Gallagher, interpretato dal sempre magnifico William H. Macy, è un alcolista cronico, narcisista ed egoista – tanto da ammettere di non sapere più di tanto del figlio Carl – che si trova ad affrontare da padre single i tanti problemi della sua grande famiglia, composta da sei figli. Se Frank si potrebbe definire un adorabile scumbag, i figli sembrano aver ripreso in tutto dal padre, cacciandosi spesso nei guai. Lip e Ian finiscono in prigione per furto d’auto, la piccola Debbie inganna il prossimo intascando gran parte delle offerte che raccoglie e che dovrebbero essere destinate all’UNICEF. Non manca neanche la zia Ginger mostrata ad un party mentre si fa di coca con il buon Frank. La serie riesce a trasmettere la drammaticità del reale. Intensa e senza fiato la scena tra Fiona e la madre ritornata in famiglia. Come una bomba, tutto quello che era stato represso per anni dalla ragazza esplode, trascinando con sé i fratelli più grandi e lasciando, invece, confusi quelli più piccoli, divisi tra l’amore per la sorella-mamma e il desiderio di conoscere la vera madre. Ogni cosa poi viene alleggerita con lo humor (e molto si deve certamente alla sceneggiatura scritta da bravi attori caratteristi come Mike O’Malley e Alex Borstein) e nei Gallagher si vede quel tratto di tragicomica vitalità che ha fatto la fortuna di tanti film e tante series. Basterà dare un’occhiata alla sigla iniziale per capirlo.

Data di inizio: 8 gennaio

Eleonora Sammartino
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