Dopo aver viaggiato tra serie drammatiche e comiche, back and forth tra passato e presente, eccoci giunti alla nostra tappa finale nell’universo della TV britannica: il futuro. Cosa ci riserverà il piccolo schermo d’oltremanica in questo 2012?
A cento anni dal disastro del Titanic, e quindici dal film di Cameron, arriva sulla ITV una mini-serie in quattro puntate, di 60’ ciascuna, per quattro serate consecutive, dal 12 al 15 aprile, data in cui il transatlantico più famoso della Storia affondò. Dietro Titanic (da non confondersi con Titanic: Blood and Steel, attualmente in lavorazione per la BBC1), Julian Fellowes, premio Oscar per Gosford Park e creatore dell’acclamato Downton Abbey. Diversamente da quanto avvenuto nei precedenti film e mini-serie televisive che hanno affrontato l’evento storico, Fellowes si è voluto focalizzare sulla seconda classe, quella dei borghesi, e l’equipaggio, lasciando i passeggeri di prima e terza classe sullo sfondo. Varie le vicende che si intrecciano tra i ponti e la stiva del transatlantico, in particolare quattro linee narrative che vengono seguite separatamente, fino a unirsi nella puntata finale, quella che vedrà scorrere le ultime ore della nave, seguendo i destini dei sopravvissuti. Ricco il cast della serie, diretta da Jon Jones, con ben 89 personaggi di nazionalità diverse. Tra di essi, Toby Jones e Maria Doyle Kennedy, nel ruolo di Mr. Batley, uno dei costruttori e dalla nave, e della moglie; David Calder, nei panni del Capitano Smith; Geraldine Sommerville, che sarà la Contessa di Manton, e Celia Imrie in quelli di Grace Rushton. Girato a Budapest, con un budget di dieci milioni di sterline, la nave è stata ricostruita in scala, utilizzando la più grande vasca presente in Europa per gli esterni, mentre gli interni, tra cui le cabine e i quattro ponti, sono stati ricostruiti in studio, sempre in Ungheria. Tuttavia, diversamente dal film di Cameron, che faceva largo uso degli effetti speciali, si è preferito non focalizzarsi tanto sulla spettacolarità delle scene del disastro, quanto piuttosto proprio sulle storie dei personaggi.
Sulla scia di War Horse, e altre serie che ultimamente sembrano aver ripreso il periodo della Prima Guerra Mondiale, arriva sulla BBC Parade’s End, cinque puntate di un’ora l’una previste per inizio autunno. Tratto da una serie di quattro romanzi, poi riuniti nell’omonimo volume, di Ford Madox Ford, Parade’s End è stato adattato per il piccolo schermo da Tom Stoppard, noto commediografo teatrale (suoi Rosencratz and Guildenstern Are Dead, The Real Thing, Arcadia e The Coast of Utopia, per esempio), già sceneggiatore per il cinema, che torna a distanza di più di dieci anni alla TV. Stoppard ha affermato di essere stato subito attratto dall’ambizioso progetto, anche per le possibilità narrative che cinque ore di televisione potevano offrire. La serie, diretta da Susanna White, veterana di serie in costume, prende il via in piena epoca edoardiana, seguendo le vicende dei tre protagonisti nel corso della Grande Guerra. Al centro della storia, un triangolo amoroso tra l’aristocratico Christopher Tietjens (il lanciatissimo Benedict Cumberbatch, ovvero lo Sherlock della BBC, di recente anche in La talpa e War Horse stesso), uno statista che lascerà la politica per l’esercito, la moglie infedele Sylvia (Rebecca Hall) e la suffragetta Valentine Wannop (Adelaide Clemens). Parade’s End è stato girato in varie location, in particolare a Duncombe Park, la casa signorile di proprietà del protagonista nella finzione, e a Bruxelles. Sopra: Birdsong. Stesso scenario si ritrova in Birdsong, due puntate sulla BBC, co-prodotte da HBO come Parade’s End. Molte le similitudini tra i due prodotti, a partire dalle origini letterarie. Stavolta, si tratta dell’omonimo romanzo di Sebastian Faulks, uscito nel 1993 e fortemente influenzato da poeti come Sassoon e Owen. Ad adattare il romanzo, Abi Morgan, la penna dietro The Hour e recenti pellicole come Shame e The Iron Lady, mentre dietro la macchina da presa c’è Philip Martin (Wallander, Prime Suspect). La vicenda si apre nel 1910 ad Amiens, in Francia, dove l’inglese Stephen Wraysford, interpretato da un’altra promessa del cinema e del teatro inglese, Eddie Redmayne (prossimamente in My Week with Marylin), è stato mandato dal suo ricco benefattore per lavorare presso l’industria tessile degli Azaire. Le complicazioni nascono non solo a causa della guerra, ma anche per l’amore tra Stephen e Isabelle (Clemence Poésy), la giovane seconda moglie di Azaire. Anche questa mini-serie è stata girata in Ungheria, in particolare le scene che ricreano la tragica e sanguinosa Battaglia della Somme (1916).
Cambiamo del tutto epoca e genere con The Fuse, drama tra spy-story e thriller psicologico con echi alla State of Play in cinque puntate, scritto da Bill Gallagher per BBC1. Gallagher, già autore di The Prisoner e Lark Rise to Candleford, è al momento al lavoro anche per una serie in costume, sempre per la BBC, The Lady’s Paradise, da un romanzo di Emile Zola, e un romantic drama per la ITV, Love Life con Rob James-Collier. Tuttavia, The Fuse non ha nulla a che fare con il genere romantico né con altre epoche, visto che il protagonista, Daniel Demoys, interpretato dal “Dottore” Christopher Eccleston, è un politico della Manchester dei giorni nostri. Ma, come tutti i politici, Daniel ha molti scheletri nell’armadio, a cominciare dai suoi problemi d’alcolismo, che hanno creato conflitti nel suo matrimonio con Alex (Dervla Kirwan). Demoys è al tempo stesso un eroe locale, avendo salvato un ragazzo in una sparatoria, e un assassino. Dell’omicidio ricorda poco o nulla e mentre la sua popolarità cresce durante il periodo elettorale, Daniel tenta di rimettere insieme i cocci nella sua vita privata. Come afferma Eccleston stesso, The Fuse è una serie su «obsession, addiction and redemption». Per vedere in TV le vicende della serie, girata tra Manchester e Liverpool, bisognerà attendere la primavera del 2012.
Di soprannaturale Life on Mars aveva già qualcosa. Con Eternal Law, Ashley Pharoah e Matthew Graham hanno definitivamente fatto il salto oltre la barricata. La serie in sei puntate per la ITV è decisamente fantasy, con marcati echi wendersiani, anche se i creatori citano tra le loro ispirazioni anche Powell e Pressburger con Scala al Paradiso e Boston Legal di David E. Kelley per l’aspetto più prettamente procedurale del serial. Una prima scintilla, per quanto riguarda il tema, deriva direttamente da un fatto accaduto a Graham quando aveva due anni: secondo il racconto della madre, infatti, un angelo lo avrebbe salvato da un incidente al parco. Verità? Suggestione? Fatto sta che la storia è rimasta nella mente dello sceneggiatore e, discutendone con il collega, è nata l’idea per Eternal Law. Protagonisti sono due angeli, Zak (Samuel West) e il più giovane e inesperto Thomas (Ukweli Roach), mandati direttamente da Mr. Mountjoy, l’alias di Dio a quanto pare, a York, dove, vegliando sugli umani, svolgono la professione di avvocati. Loro supervisore è Mrs. Sheringham (Orla Brady, l’attrice irlandese che interpreta Elizabeth Bishop in Fringe), angelo che ha rinunciato alle ali per sposare un umano. Ma Sheringham non è l’unico essere angelico sulle loro strade: avversario in tribunale, e non solo, è Richard Pembroke (Tobias Menzies), un angelo dannato. A complicare ulteriormente la situazione, si affaccia nella vita di Zak una donna, un’umana, Hannah (Hattie Morahan), sua anima gemella a lungo cercata, ma che sembra destinata a dover rimanere un sogno visto che angeli e umani non dovrebbero avere relazioni di alcun tipo, pena la perdita del proprio status soprannaturale. Eternal Law ha debuttato a inizio gennaio.
Torniamo di nuovo indietro nel tempo con Dancing on the Edge, la prima vera serie di Stephen Poliakoff, prolifico scrittore di origini russe che ha in passato firmato molti film TV (Gideon’s Daughter, Joe’s Palace, Capturing Mary) e varie opere teatrali, che qui vestirà anche i panni del regista nella prima puntata. L’epoca in cui si svolge la serie sono gli anni ’30, periodo in cui il jazz spopolava anche in Gran Bretagna. Girato tra Londra e Birmingham, Dancing on the Edge ha per protagonisti in membri della Louis Lester Band. La band trova sostegno anche tra i più ricchi e le ereditiere finché la cantante del gruppo, Jessie, viene sospettata di omicidio, facendo piombare la band in un losco giro. Nel folto cast, Jacqueline Bisset, Matthew Goode, Chiwetel Ejiofor, le star di Merlin Angel Coulby e Anthony Head. Ancora non è stata fissata una data per la trasmissione, nonostante le riprese siano ormai iniziate a ottobre 2011, quindi si potrebbe ipotizzare un passaggio in TV in primavera. Di certo c’è la durata della prima puntata: 90’ rispetto ai 60’ delle seguenti. Si conclude così il nostro percorso nel mare magnum delle serie britanniche. Sperando di avervi dato qualche utile dritta per passare le vostre serate televisive e in attesa che nuove serie arrivino a conquistare noi spettatori.




