Cinema, Tv e teatro: Lo stato interiore dello spettacolo dal vivo: Short Theatre torna a Roma dal 7 al 17 settembre  
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Lo stato interiore dello spettacolo dal vivo: Short Theatre torna a Roma dal 7 al 17 settembre  

«Lo Stato Interiore come istituzione fantascientifica, immaginifica, eppure così personalmente concreta: è ciò di cui non possiamo non avere coscienza, ma è anche ciò che ci lancia altrove». Lo Stato Interiore, inteso come stato personale tra gli stati degli altri, come Stato privato nello Stato pubblico, come intimità e politica e quindi come relazione, “incontro […]

«Lo Stato Interiore come istituzione fantascientifica, immaginifica, eppure così personalmente concreta: è ciò di cui non possiamo non avere coscienza, ma è anche ciò che ci lancia altrove». Lo Stato Interiore, inteso come stato personale tra gli stati degli altri, come Stato privato nello Stato pubblico, come intimità e politica e quindi come relazione, “incontro che genera”, è il tema-sottotitolo di Short Theatre 12, il festival romano di arti performative che puntuale come i buoni propositi autunnali torna negli spazi del MACRO Testaccio, La Pelanda e Factory e al Teatro India, dal 7 al 17 settembre 2017.

Dodici anni di festival e quindi di indagine e volontà —  realizzata —  di porsi come lente tramite la quale osservare il paesaggio dello spettacolo dal vivo italiano e internazionale, come un luogo e un momento di dialogo intorno alla condizione della performance contemporanea e, da quello che suggerisce il sottotitolo di quest’anno, anche come spazio in cui esplorare la nostra inevitabile natura di individui in costante relazione tra loro.

 

Alessandro Sciarroni | “Don’t Be Frightened of Turning the Page” —  8 e 9 settembre (info)

 

Uno sguardo peculiare, quello di Short Theatre, che deve il suo successo ad una serie di elementi costruiti lungo la sua storia e diventati ormai fondativi. In primis, la capacità di creare una vera e propria cittadella di artisti, operatori e  pubblico che, nei dieci giorni della manifestazione, ogni anno, hanno modo di tracciare insieme un pezzo di strada nel percorso delle arti performative. Dal Teatro India, sede natale del festival e nel cartellone dei luoghi anche per quest’edizione, al centro ufficiale del MACRO Testaccio – negli spazi de La Pelanda e della Factory – Short Theatre crea una comunità, un villaggio indipendente, dialogando al contempo con la complessità urbana della capitale.

Al suo interno prende corpo e senso il concetto di multidisciplinarietà, grazie a un cartellone che proprio nell’alternanza pensata di performance, concerti, live set, incontri e workshop trova il suo campo d’indagine, alla continua ricerca di frontiere – disciplinari, culturali, geografiche – da erodere.

 

Ana Borralho & João Galante | “Trigger of Happiness” — 8 e 9 settembre (info)

 

La relazione, quindi, come dimensione politica quanto intima, nel segno della quale si sviluppano la serie di progetti partecipativi, che chiedono al pubblico di scendere in campo e che marcano il corso di questa dodicesime edizione: tra i principali segnaliamo l’installazione Nachlass — pièce sans personnes della storica compagnia Rimini Protokoll, e Trigger of Happiness di Ana Borralho & João Galante. La prima, realizzata in collaborazione con Romaeuropa Festival al Teatro India e diretta da Stefan Kaegi e Dominic Huber, mette in scena otto storie personali nel segno, però, dell’assenza degli individui cui si riferiscono. Otto stanze che gli spettatori potranno percorrere, dedicate a ciascuna di queste persone che si sono trovate a ragionare sul proprio fine vita. Il secondo, mettendo in scena dodici ragazzi e ragazze di Roma tra i 18 e i 23 anni, simula il “gioco” della roulette russa attraverso un dispositivo narrativo. Borralho e Galante indagano la definizione di un concetto complesso quanto essenziale e abusato come quello di “felicità”, rivolgendo a questo gruppo di “giovani adulti” una serie di domande circa la propria visione della felicità, in una fase della vita cruciale per il loro futuro, presi in una realtà sociale, politica ed economica così travagliata da lasciare poco spazio ai desideri e alla speranza.

Di relazione tra interiorità motoria, anatomica e sensoriale si occupa invece la performer, studiosa, ricercatrice di scienze sociali e studi di genere Fannie Sosa. Per la prima volta in Italia, Fannie Sosa è una delle più innovative attiviste queer in circolazione, che è riuscita ad imbastire un discorso online e offline che unisce orgoglio diasporico, superamento dei generi e cliché culturali, e antirazzismo, dando una lettura fresca e ampia alla lotta queer che, partendo dal corpo e la sessualità, diventa lotta delle minoranze. Il suo Pleasure is power è un workshop di pratiche fisiche e coreografiche aperto a tutti e tutte, che propone un approccio politico, post-colonialista e queer alla danza.

 

Fannie Sosa | Pleasure is power — 11 e 12 settembre (info)

 

Le relazioni di Short Theatre si giocano però anche verso “l’interno” della disciplina, con una serie di lavori che testimoniano dello “stato dell’arte” del teatro contemporaneo, con compagnie di ricerca storiche come Motus e Fanny&Alexander, che rispettivamente riproporranno al pubblico ÜBER RAFFICHE, la versione estesa dell’ultimo lavoro della compagnia e Discorso grigio, terza tappa del ciclo dei Discorsi che indaga il rapporto tra il singolo e la comunità.

Tra le creazioni che si collocano sul confine tra i generi, si distinguono quelle della performer e coreografa canadese Dana Michel e della musicista e coreografa svedese Alma Söderberg. La prima, vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia per l’innovazione nella Danza nel giugno 2017, pratica con il suo Mercurial George quello che può essere definito un “bricolage post culturale”, che scava nell’identità sfruttando coreografia, improvvisazione, frammenti di storia personale e oggetti. La seconda, invece, è in programma con due performance (Travail e Cosas), in cui ritmi, musica, voce e canto si relazionano alla danza e si mescolano a stralci di parole, immagini, spazi, colori, texture. La Söderberg si esibirà anche con il suo duo pop sperimentale WOWAWIWA, nella serata del 13 settembre, sotto la tettoia nella zona esterna della Pelanda, sito tradizionalmente dedicato ai momenti musicali.

Elemento imprescindibile, quello della musica in Short Theatre, tanto da concretizzarsi in una ricca programmazione di concerti, live, dj set e party. Intrecciandosi al calendario teatrale, il programma musicale è ideato non come accompagnamento serale ma come punto focale di una serie di collaborazioni con le realtà romane (vedi Amigdala, LSWHR e Spring Attitude Waves) e del resto d’Italia (Santarcangelo Festival e Club Adriatico), con un coraggioso occhio di riguardo a quella scena underground che, travalicando i generi con coerenza, riesce a tracciare un’idea di esperienza musicale non scontata, che sia clubbing, sperimentazione o ricerca. Le realtà sopra citate cureranno la programmazione delle serate nella zona esterna della Pelanda e del Teatro India, proponendo gli artisti selezionati secondo l’ottica di relazione col festival.

Ecco che tra gli ospiti musicali figurano in cartellone l’elettronica cinematica del produttore di casa  (tutta italiana) Bad Panda Records Indian Wells, la ricerca aristico-musicale delle milanesi Strasse, il polacco Lutto Lento — scoperta dell’avanguardista Unsound Festival , le sperimentazioni di sample distorti di James Whipple, aka M.E.S.H. — uno dei nomi di punta della PAN e, per finire, la cantante, rapper, artista performativa e “terrorist dragqueen” Christeene.

 

M.E.S.H., Club Adriatico —  15 settembre (info)

 

Torna, poi, il (vero e proprio) letto musicale di Bad Peace da cui verrà trasmessa la radio “sdraiata” di Short Theatre 12, a cura di China e Leo Non dei WOW, in collaborazione con Bob Junior degli Holiday INN e l’associazione culturale Fanfulla 5/a. Quest’anno Bad Peace torna nella forma di Sombres temps, uno dei Progetti in Residenza di Short Theatre 12. Una programmazione quotidiana che andrà ad innestarsi su quella del festival stesso: ogni giorno, da venerdì 8 a sabato 16 (esclusa domenica 11), a partire dalle 19.00 fino alle 22.00, il letto di Sombres Temps ospiterà piccoli live della durata di venti minuti e trasmetterà musica dal vivo, dibattiti, approfondimenti, contributi degli artisti e di tutti coloro che vorranno fermarsi, fornendo una striscia radiofonica quotidiana su Short Theatre 12, in onda su spreaker.com/radioholiday.

Sombres Temps, giovedì 14 settembre, assumerà poi la forma più intensa di Sombre Nuit, una serata “di musica e lumi, malgré tout” in cui, dalle 22.30, si susseguiranno i concerti di Heimat, Trans Upper Egypt, Maria Violenza e i dj set di Dj Bumbo e As Rom, nomi ormai ben noti tanto nel circuito undergound romano che in quello internazionale.

A completare il quadro, un ricco cartellone di incontri e presentazioni: a partire da Courtesy, ciclo di mini-conferenze giornaliere su argomenti super specifici e decisamente curiosi, ideato da Michele Di Stefano; passando da L’intenzione di sopravvivere. Femminismi, ambientalismo e il futuro dell’umanità, l’incontro-aperitivo a cura di Giulia Blasi, Matteo De Giuli, Cesare Alemanni, Francesco Pacifico, Graziani Graziani de Il Tascabile; fino ad arrivare al progetto Anatomia dello spettatore a cura di Teatro&Critica, focus group per “spettatori non professionisti” sul concetto di pubblico. Un aspetto del festival voluto per dedicare il giusto spazio ai momenti più teorici e alla formazione del pubblico e per –  ancora una volta –  riflettere e creare partendo dagli incontri, dalle relazioni.

Se il sottotitolo della scorsa edizione era “Keep the village alive”, possiamo notare con piacere che quest’anno il villaggio è più vivo che mai, e che è pronto ad accogliere i confronti e gli scontri generativi dei nostri spazi interiori.

Per informazioni, orari e biglietti → shorttheatre.org
In copertina: Dana Michel, Mercurial George — 16 settembre  (
info)

Laura Marongiu
Laura Marongiu
Laura Marongiu vive e lavora a Bologna. è autrice e conduttrice di Palomar, un programma di approfondimento sulle realtà culturali indipendenti, in onda ogni lunedì su Radio Città del Capo @_HeyJane
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