Mangia, bevi, guarda – Killing Bono
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Mangia, bevi, guarda – Killing Bono

Un ragazzetto di nome Paul Hewson ha deciso di cambiare il proprio nome in Bono Vox e mettere su gli U2.

Nick Hamm
Regno Unito – 2011
Quando vederlo: lunedì
Orario: 23:00
Cosa mangiare: patatine fritte
Cosa bere: coca cola fredda
Per una visione senza audio: U2 – Where the streets have no name

Vi sarà capitato di avere 16 anni e vi sarà capitato di mettere su una band. Niente di originale. Qualcuno ce la fa pure. Altri staccano il jack e lasciano perdere, senza troppi rimpianti. C’è, però, a chi va veramente male. Come a Neil e Ivan McCormick. Non solo arrivano ad accantonare il loro sogno molto in fretta, ma lo fanno perché nella loro scuola un ragazzetto di nome Paul Hewson ha deciso di cambiare il proprio nome in Bono Vox e mettere su gli U2. E la storia non è neanche frutto dell’immaginazione di qualche sceneggiatore, ma quanto successe sul finire degli anni ’70 dalle parti di Dublino.

Killing Bono riesce a raccontare questa singolare storia, sciorinando tutti i topos dell’adolescenza (o della vita adulta, fate voi): la fiducia, il futuro incerto, il rapporto tra fratelli/amici e i limiti che ciascuno di noi può o deve avere. Tutto è tenuto insieme dal sentimento umano per eccellenza: l’invidia.

Lo fa senza annoiare o andare troppo in profondità. In fondo si tratta di un film rock and roll incosciente. Anche se, a guardar bene, il regista, Nick Hamm, con 55 anni e 10 film all’attivo (i più famosi: The Hole e Martha da Legare) sa il fatto suo.

Oltre a questo c’è da apprezzare la recitazione adorabile di due attori su tutti. Il primo è il tipico rookie che ha la faccia fresca e il corpo mingherlino di Robert Sheehan. Diventato noto nel ruolo di Nathan Young nella serie Tv Misfits. Se ancora non vi dice nulla, aspettate un paio d’anni o chiedete alla vostra ragazza, di sicuro ne saprà qualcosa.
L’altro è uno che Steven Spielberg ha definito «il miglior attore del mondo». Parliamo di Pete Postlethwaite. Forse il nome non dirà molto, ma dal ’77 (I Duellanti – Riddley Scott) al 2011 ha girato 68 film. Probabilmente se dico Kobayashi e I soliti sospetti capirete tutti di chi sto parlando. Guardare Killing Bono potrebbe essere un buon modo per rendergli omaggio e ricordarlo: un cancro l’ha portato via a 64 anni.

Buona visione e non sorprendetevi se, alla fine, correrete ad ascoltare I Still Haven’t found what I’m looking for.

Alessandro Zorro Zorzetto
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